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Millennial e lavoro: pigri e indolenti o semplicemente diversi?
Giovani e non più giovani, tra i 18 e i 35 anni, considerati da molti come indolenti e capricciosi ma pur sempre bisognosi di confrontarsi con il mondo del lavoro e trovarne uno. Impossibile generalizzare o classificare una intera categoria generazionale per evitare conclusioni sbagliate, meglio evidenziarne i tratti caratteristici e unici.
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Facebook trappola per adulti e i Millennial sorridendo stanno a guardare
Secondo alcuni parlare di privacy oggi non ha più senso. La riservatezza individuale è costantemente violata da grandi oligopoli a caccia di dati e informazioni per usi commerciali e da governi in cerca di terroristi ma anche di maggiore controllo e sorveglianza. Basterebbero solo queste due ragioni per decidere di chiudere il proprio account di Facebook. Molti giovani lo stanno facendo, gli adulti immigrati digitali meno. Troppo lenti a capire tendenze emergenti ed effetti collaterali della tecnologia.
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Mobile e Mobilità: e se il gap generazionale non esistesse?
La percezione dei più suggerisce che, quando si parla di tecnologie mobili, internet e nuovi gadget tecnologici, esista un gap generazionale tra nativi digitali e immigrati digitali, tra Millennial e Baby Boomers. Ma se fosse solo, appunto, una percezione? Se la realtà fosse un pò diversa? Bisognerebbe analizzarla nella sua complessità!
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Generazione Y: un target perfetto per Apple, Samsung, Amazon, ecc.
Il futuro del mercato tecnologico è legato strettamente alla generazione Millennium. Numericamante grande, sempre connessa, orientate digitalmente, acculturata in tecnologia e decisa a sfruttare l’evoluzione tecnologica continua attuale.
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Mobilità tecnologica e lavorativa
La mobilità non è solo tecnologica ma anche lavorativa. Il lavoro si è fatto precario e mobile. Le aziende investono in tecnologie e lavoratori mobili. Le prime servono ad alimentare la mobilità lavorativa, i secondi a far crescere i guadagni e la flessibilità lavorativa.
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Giovani disoccupati, nichilisti, senza futuro, in coda per un iPhone 6!
L'indagine Istat più recente certifica una disoccupazione giovanile al 44,2%. Il dato testimonia il dramma che stanno vivendo le nuove generazioni per la mancanza di lavoro e di opportunità e l'opacità che caratterizza gli scenari nei quali si trovano a vivere e a respirare. Gli adulti guardano preoccupati e si interrogano sul fenomeno e sulla mancanza di reazioni. Per ridurre il senso di disagio molti di loro finiscono per offrire soluzioni di tipo consumistico. Una spiegazione possibile alle lunghe code di ragazzi per l'iPhone 6.
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I Millennial e il posto di lavoro
Negli ultimi anni il mercato del lavoro si è riempito di consulenti ed esperti del mondo del lavoro. Forniti di una miriade di dati e di fatti pretendono di essere nella posizione giusta per dare consigli pratici a tutti, in particolare ai Millennial. L'interesse verso questa categoria generazionale è dettata dall'essere destinata a rappresentare, entro il 2020, oltre un terzo di tutti i lavoratori a livello globale (meno in Italia, paese notoriamente di e per vecchi). Una forza emergente destinata a cambiare il futuro del mondo del lavoro grazie a nuove forme di imprenditorialità e innovazione ma anche di trasformazione digitale del posto di lavoro e delle professioni.
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Millennial: desktop o smartphone? Entrambi!
Per la maggioranza dei nativi digitali Millennial e per la nuova generazione Zeta lo smartphone è diventato lo strumento di personal computing di preferenza. Lo è sicuramente per la navigazione di Internet. Nessuna sorpresa considerando l’evoluzione di tutte le tecnologie mobili e l’emergere di nuovi stili di vita da esse indotti o creati.
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I millennial non sanno che farsene della TV ma anche del tablet
Dopo avere disertato lo schermo del televisore i Millennial sembrano avere detto addio anche a quello del tablet. La preferenza continua ad andare ai display tattili di personal computer di varie forme e di smartphone. Una preferenza sempre presente anche se mai raccontata adeguatamente, almeno fino a quando il tablet ha iniziato il suo declino.
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Siamo già oltre i Millennials
Il trend delle ultime settimane sembrano essere loro, anzi noi: i Millennials, termine ad alta concentrazione di confusione che identifica i nati tra i primi anni ’80 e il 2000.
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