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Elezioni, false notizie e rituali social
Ogni mattina in Italia, un social networker si sveglia, sa che deve accedere al suo dispositivo Mobile più in fretta possibile per non perdersi messaggi, notifiche, novità e false notizie. Ogni mattina un altro social networker si sveglia e sa che deve scrivere qualcosa, messaggiare, pubblicare e mettere online messaggi e notizie. Quando il sole sorge tutti i social networker sanno che, per avere partecipato al rito del social networking, hanno contribuito alla produzione, diffusione e viralità di buone e false notizie.
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Smartphone e sorveglianza digitale: in vacanza senza un dispositivo!
Secondo Richard Stallman, intellettuale americano e capofila del movimento per il software libero, lo smartphone ha permesso di realizzare il sogno totalitario di Stalin. Grazie alla sua diffusione, pervasività e irrinunciabilità, lo smartphone è diventato lo strumento principe per tracciare, identificare e geolocalizzare chiunque lo possegga e se lo porti appresso. Unica soluzione buttarlo ma chi è veramente in grado di farlo senza alcun rimpianto?
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Da Homo sapiens a Homo Sapiens Digitalis
Condivido volentieri il mio intervento al convegno SIPNEI del 3 febbraio 2018 sull'era digitale. Un convegno che è stato un'occasione di incontro per una maggiore consapevolezza critica utile a far luce sulla complessità del fenomeno tecnologico ed incentivare una riflessione costruttiva. In questo incontro io ho portato il mio contributo che ora condivido qui con chi segue SoloTablet.
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Forme di sorveglianza di cui non si parla mai
Il GDPR da poco entrato in vigore ha alimentato la narrazione mediatica sulla privacy e la protezione dei dati sensibili dei cittadini europei. Nessuna o quasi narrazione racconta invece altri diritti calpestati, quelli di altri cittadini, abitanti di paesi totalitari che stanno facendo uso della tecnologia, prodotta quasi esclusivamente nei paesi occidentali e democratici, per sorvegliare, spiare, controllare e reprimere.
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Cina nell'era della sorveglianza
La Cina è già oggi una delle nazioni più sorvegliate al mondo. Videocamere ovunque, sistemi di riconoscimento facciale e ora anche radio-chip per monitorare la circolazione degli autoveicoli.
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Resistere alla profilazione con la disinformazione
Una indagine recente di RSA evidenzia un fenomeno che merita di essere analizzato. L'ambito è quello dell'uso di dati personali, informazioni e contenuti online da parte di Marche, aziende, istituzioni e centri commerciali. Un uso tendenzialmente marketing e commerciale ma anche di controllo, spionaggio e sorveglianza. La reazione emergente sembra puntare alla falsificazione dei dati e alla disinformazione...
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Internet of Things: addio privacy?
Bambole gonfiabili capaci di condividere con il produttore informazioni sensibili private e anche molto compromettenti. Frigoriferi che condividono con i punti vendita informazioni dettagliate sullo stato di riempimento/svuotamento dei loro scomparti di cibarie. Automobili intelligenti riempite di così tanti sensori da riuscire a fare a meno dell’autista umano e di acquisire conoscenze dettagliate non solo dell’ambiente circostante ma anche di chi viaggia con loro.
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Il potere degli algoritmi: è tempo di ribellarsi?
La proliferazione di algoritmi, la loro forza e prepotenza crescenti sono espressione della velocità di fuga della tecnologia ma anche della sua follia. Stiamo vivendo una nuova fase di evoluzione del capitalismo, dominato dai tempi e dagli automatismi della tecnologia, e all'inizio di una nuova epoca caratterizzata da nuove forme di schiavitù (servitù). Non è solo la schiavitù delle pubblicità online o degli algoritmi della trasparenza radicale di Facebook ma quella che si sta determinando nei posti di lavoro e nella società.
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La democrazia dei dati
C’è che pensa che il mondo vada meglio di quanto pensiamo e chi si sta già preparando al peggio. Entrambe le opinioni non poggiano più solo su credenze, percezioni e ideologie ma soprattutto su dati. I dati sono quelli prodotti tecnologicamente e diventati in poco tempo merce abbondante, diffusa e sempre disponibile. L’abbondanza sembra essere per tutti ma lo è in modo diseguale e con effetti che meritano un’attenzione e una sensibilità particolari.
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