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100 strategie analogiche per resistere al digitale (e allo smartphone)
Spegnere lo smartphone e disconnettersi non è obbligatorio ma salutare. Favorisce il benessere fisico e psicologico. Aiuta la mente a rilassarsi e a ricordarsi di avere un corpo. Serve a riprendere il contatto con la realtà, con sè stessi e con gli altri. Lo si può fare dopo una scelta consapevole o attraverso alcune buone pratiche. 100 per l'esattezza, quelle proposte in un libro digitale appena pubblicato.
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I rischi che corrono i ragazzi tecnorapidi
La genitorialità espressa in un’era tecnologica come la nostra, intesa come rappresentazione di se stessi e dei propri figli e come funzione, è un argomento molto complesso che difficilmente si presta a riflessioni lineari o superficiali. La funzione genitoriale si esprime ed evolve in una relazione circolare genitori-figli che continua lungo tutta una vita ed è condizionata da numerosi fattori quali le storie personali dei genitori (le loro esperienze di genitorialità dei loro genitori), il contesto sociale in cui prende forma, le caratteristiche delle nuove generazioni (nativi digitali), il tipo di investimento fatto sui ragazzi e la disponibilità ad accettare cambiamenti e trasformazioni nello sviluppo della relazione con i figli.
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Crescono le dipendenze da dispositivo mobile
La comparazione tra due rapportu pubblicati a distanza di un anno indicano un aumento delle dipendenze da dispositivo mobile. AUmenta il numero di persone che hanno bisogno di continuare a controllare il loro dispositivo alla ricerca di nuovi messaggi e notifiche. Diminuiscono quelle che sanno resistere o spegnere il loro smartphone o tablet. A raccontarcelo è un rapporto recente di Flurry.
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Le solitudini tecnologiche
A fine marzo uscirà il mio quarto ebook della collana Technovisions creata con Delos Digital. Il tema trattato è la solitudine tecnologica come prodotto della nostra stretta relazione e delle interazioni con dispositivi e gadget tecnologici da cui derivano forti dipendenze e effetti non sempre positivi.
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Crescere tecnologicamente allacciati, insieme ma soli! Lo racconta Sherry Turkle.
Il libro “Insieme ma soli” è del 2011 e racconta la storia di una manipolazione molto tecnologica ma anche molto accettata. E’ quella perpetrata dalle nuove tecnologie della comunicazione digitale che ci fanno credere, grazie alle loro attraenti applicazioni online, di essere meno isolati perché siamo sempre connessi e collegati in rete con qualcuno.
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Regole e buone pratiche per genitori tecnovigili [1]
Per essere al passo con i tempi, per avere lo stesso ritmo dei loro figli Tecnorapidi e per non perdere le loro tracce online, i genitori di oggi devono diventare Tecnovigili e capaci di interagire e comunicare. Non serve essere autoritari o esercitare controlli stretti. Meglio essere pragmatici, sperimentare e conoscere la tecnologia, sapere che uso ne fanno i ragazzi, responsabilizzarli nelle loro vite virtuali online così come in quelle reali e mettere in atto delle semplici buone pratiche.
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Regole e buone pratiche per genitori tecnovigili [2]
Per costruire un sano e sereno rapporto con i loro figli e per trasformare le frequentazioni online dei ragazzi in utili esperienze di crescita, di sviluppo della loro identità, di maturazione e di maggiore socialità, i genitori Tecnovigili dovrebbero sposare alcune regole di comportamento e adeguare le pratiche genitoriali alle nuove realtà tecnologiche emergenti.
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Darsi tempo, non volere tutto e subito sembra diventato impossibile.
Intervista di SoloTablet con la psicologa Giulia Checcucci - "Credo che sarebbe utile mettere in luce come si stia viaggiando troppo velocemente, senza fermarsi a guardare chi si ha intorno, troppo presi a fotografare cibi, eventi o persone da postare su Facebook o Twitter o Istagram! In questo senso credo che sarebbe davvero utile una riflessione a livello generale, non solo di psicologi e scienziati ma anche di famiglie, educatori, insegnanti perché è da loro che occorre iniziare a mettere in luce quanto sia importante dare nuovi modi di interagire con le tecnologie, imparando a scegliere e darsi tempi in cui usarle e tempi in cui fare altro e in altro modo."
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Pratica l'auto-controllo per una vita digitale consapevole e bilanciata
Dalla vita che ci ospita non si può scappare, da Internet, Facebook e da un social network sì! Nessuno può prevedere o impedire di nascere in un certo luogo e con una certa eredità biologica, tutti possono decidere di non aprire un profilo facebook o di cancellarlo se lo ritengono inutile o non più necessario. Conviene farlo se ci si sente distratti dal troppo tempo passato online, dal sovraccarico informativo e cognitivo che ne deriva e dalla paura di essere caduti in qualche forma di dipendenza o schiavitù.
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Tecnologia: educazione e consapevolezza, fin dalla più tenera età
La trasformazione – tecnologica e non – in atto obbliga tutti, giovani e adulti a mettersi in discussione, a concepire nuovi modelli mentali e d’azione più flessibili e adattabili rispetto al passato. Penso che le tecnologie siano semplici strumenti nelle nostre mani in grado, se sfruttati positivamente e consapevolmente, di ridurre moltissime problematiche migliorando concretamente la vita delle persone.
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