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Il silenzio perduto dell'era digitale
Il rumore non è più solo un'esperienza di chi vive in città. Il rumore è ovunque e pervasivo, segue chiunque e non abbandona nessuno. Tutti vivono il rumore di fondo della tecnologia perché tutti sono ormai connessi e coinvolti. E' un rumore mentale e del desiderio, continuamente alimentato dai social network, che impedisce il silenzio, in particolare quello interiore. L'assalto al silenzio è coltivato con cura e meticolosità ma anche reso possibile dalla nostra scarsa resistenza e opposizione.
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Evita il doppiomento spostando lo sguardo dal display al cielo sopra di te
Con l'età il doppiomento può diventare per molti una destinazione obbligata, ma non certamente per il grasso in eccesso, il sovrappeso o la mancanza di esercizio fisico. A fare la differenza è il tono muscolare, la tonicità di un muscolo che è difficile tenere allenato soprattutto se, per alcune ore al giorno, è praticamente bloccato da una postura del collo, piegato per osservare le immagini che scorrono sul display di un dispositivo tecnologico.
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Per pensare e ispirarti cerca il vuoto e il silenzio
Il silenzio fa parte della saggezza dei saggi per il suo potere invisibile che agisce sulla persona con effetti pieni di contrasto ma sempre significativi. Il silenzio può indurre la calma rinfrescando cuore e mente e agendo come un tonico che vivifica e rigenera.
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La visibilità perenne uccide, scegli l'invisibilità, seppure momentanea
Attraverso i display dei nostri dispositivi mobili tutti siamo diventati trasparenti, visibili, monitorati, sorvegliati e controllabili. Lo siamo perché navighiamo la Rete, cinguettiamo, messaggiamo, condividiamo e pubblichiamo online. Lo facciamo con i nostri profili digitali, avatar simulacri di noi stessi ai quali ci rivolgiamo per sentirci felici, amici, connessi, socialmente accettati e visibili. Profili digitali che al tempo stesso ci espongono alla vanità degli innumerevoli ego narcisi e sofferenti che popolano il mondo online, alla rivalità dei loro sguardi, ai vari tentativi di seduzione messi in atto, alla ricerca continua di riconoscimento e gratificazione e alle truffe sempre possibili.
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Ambient Commons: Attention in the Age of Embodied Information
BIBLIOTECA TECNOLOGICA - L'autore è un docente di design e di architettura dell'Università del Michigan e sostenitore della necessità di un ambientalismo dell'informazione. Un nuovo movimento, assimilabile a quello dell'ambientalismo. ma focalizzato sulla liberazione dal rumore pervasivo della tecnologia. Più che eliminare i prodotti tecbologici serve corcondarci di tecnologie che ci rendano più attenti al mondo esterno. Ad esempio facciate di edifici refrattarie alle immagini e alla pubblicità, dispositivi capaci di monitorare i livelli di inquinamento inforativo e cognitivo oltre che visivo e in grado di aiutarci a mantenere alta la concentrazione e a sviluppare nuove abilità percettive.
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Vai oltre la superficie del display, non metterti in vetrina e rinuncia alla visibilità
Secondo Vanni Codeluppi (Mi metto in vetrina e La vetrinizzazione sociale) le nuove tecnologie hanno prodotto un processo di cambiamento che ha origini lontane e che può essere descritto come "vetrinizzazione sociale". Un processo che ha avuto inizio con la comparsa delle prime vetrine dei negozi nel lontano Settecento per publicizzare le merci esposte. Un processo che oggi vede come protagoniste persone che hanno scelto di valorizzarsi, esibirsi e promuoversi (self-branding) in modi simili ma all'interno di tipologie diverse di vetrine, i display dei dispositivi tecnologici e mobili in uso.
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Il silenzio creativo e lo smartphone spento
Il silenzio fa parte della saggezza dei saggi per il suo potere invisibile che agisce sulla nostra persona con effetti pieni di contrasto. Il silenzio può indurre la calma rinfrescando cuore e mente agendo come un tonico che vivifica e rigenera. La pratica del silenzio non riguarda solo la sfera spirituale ma molte altre esperienze umane come l’ascolto di un brano di musica classica o la lettura di un buon libro. Osservare il silenzio serve a rendere più ricettiva la mente, favorisce la concentrazione e l’efficacia del nostro pensiero e permette di sviluppare la creatività. Ad una condizione, che si sappia o si decida di spegnere, almeno per un po’ di tempo, lo smartphone che ci accompagna ormai in ogni nostro gesto e movimento.
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