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Rischi connessi al tecno-attivismo: una conversazione con…
C’è scritto: “E qui sta il rischio che stiamo tutti vivendo...”. Questo ammonimento, che a fine capitolo tuona come una minaccia biblica, è denso di significato. Lasciato a mezz’aria assume il segno rivelatore di un bisogno impellente: quello di prendere aria, di dover riprendere fiato per poter riguadagnare quota - e di un richiamo. Il rischio impone una pausa di riflessione; ed è un invito implicito a raccogliere la sfida.
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Viviamo in un era anti-tecnologica. Lo dice il fondatore di PayPal
Peter Thiel, il co-fondatore di PayPal e autore di libri, sostiene che la realtà non è quello che sembra. La percezione è di vivere in un'era tutta tecnologica ma in realtà cresce l'antipatia verso tecnologia e scienza. Basta guardare i film hollywoodiani.
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Si parla di privacy, si riflette sugli effetti della tecnologia!
Un articolo pubblicato sul Guardian mette in guardia dall’invasività e dall’uso della tecnologia che aziende private e agenzie pubbliche fanno, per avere accesso alle nostre informazioni private e personali. Un avvertimento che il filosofo francese Paul Virilio sta lanciando inascoltato da molti anni e che conviene ricordare.
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Il potere della tecnologia genera incertezza: suggerimenti tecno-pragmatici
In ogni situazione di crisi è normale interrogarsi sulle sue cause, sui suoi effetti e sugli sviluppi futuri. La crisi che stiamo vivendo è però diversa. Lo è perchè ne siamo coinvolti in prima persona ( al tempo delle crisi precedenti non c'eravamo ) ma anche perchè è più inquietante e generatrice di incertezza. Le cause sono molteplici ma una in particolare è dirompente. Non per le conseguenze negative ma per la sua capacità intrusiva e di ibridazione che ha cambiato paradigmi e sistemi tradizionali introducendo cambiamento e trasformazione.
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Tecnologie brillanti, schermi irresistibili e menti ottuse
Sono poche le cose che oggi facciamo senza il computer ma secondo Nicholas Carr dovremmo chiederci se è questo il mondo che veramente vogliamo. Nel suo nuovo libro ‘La gabbia di vero’ l’autore ci invita a riflettere sul prezzo che paghiamo nel concedere al software e alla tecnologia di dominare sempre di più il nostro lavoro, il nostro tempo libero, le nostre vite e il nostro destino.
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Programmiamo per non essere programmati nel Grande Presente (The Big Now)
Programma o sarai programmato è uno dei numerosi testi con cui Douglas Rushckoff si è fatto conoscere ad un pubblico ampio di lettori che hanno intrapreso con lui una riflessione critica della tecnologia e dei suoi potenziali effetti sui modo di pensare e di agire delle persone. Il suo libro più recente 'Presente continuo' offre una riflessione sul futuro che, grazie alla tecnologia, non solo è arrivato ma si è fuso con il presente scomparendo. L'ansia del qui e ora e dell'eterna connessione sta condizionando la nostra vita privata e lavorativa e modificando il rapporto tra tecnologia, cultura e vita quotidiana.
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Tecnofobi a scuola, una specie in via di estinzione
L’arrivo del tablet a scuola ha trasformato il campo di battaglia tra innovatori e conservatori, tra amanti e cultori di nuove forme della didattica e difensori strenui di quelle tradizionali perché sperimentate sul campo, e infine tra amanti della tecnologie e tecnofobi. Dopo tre anni di sperimentazioni questi ultimi sembrano destinati all’estinzione, come i dinosauri!
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Tecnonativi e tecnologia
Il termine di nativi digitali è applicato a persone cresciute con le tecnologie digitali, a partire dagli anni 80, persone che non provano alcun disagio a manipolarle e a interagire con esse. Gli studiosi hanno raggruppato i tecnonativi in tre categorie o gruppi diversi: i ragazzi da 0 a 12 anni definiti come nativi digitali puri, quelli tra i 14 e i 18 anni definiti come Millennial e quelli tra i 18 e i 25 denominati nativi digitali spuri.
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