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Le APP poliziotto

Le APP poliziotto

17 Agosto 2014 Redazione SoloTablet
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Il selfie del ladro si chiama 'thefti' ed è reso possibile da applicazioni capaci di scattare autonomamente delle foto ad utenti che non sono i proprietari del dispositivo. Una delle molte trovate intelligenti per sconsigliare il furto o l'uso fraudolento di un dispositivo mobile rubato o trovato casualmente.

Alla diffusione esponenziale dello smartphone a fatto seguito la crescita esponenziale dei rischi e dei furti. Il ladro non si ferma certamente di fronte ad un autoscatto e all'invio di una sua foto al legittimo proprietario ed è preparato per evitare l'uno e l'altro.


Le APP capaci di percepire un uso malandrino di un dispositivo sono applicazioni che fanno funzione di polizia e intervengono con soluzioni e servizi capaci di aiutare il legittimo proprietario a rientrare in possesso del suo dispositivo e/o ad intervenire per la cancellazione dei dati sensibili e personali. Una delle fuznionalità prevede anche l'attivazione di un suono rumoroso in grado di allarmare il ladro e richiamare l'attenzione delle persone a lui vicine.

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Le applicazioni poliziotto sono  numerose e sul mercato dal 2010 come l'italiana Cerberus, scarocata da più di due milioni di utenti e che ha portato alla startup che l'ha creata 300.000 abbonati che possono usufruire dei servizi che si vanno aggiungendo come la tracciabilità di tutte le chiamate e degli SMS in entrata e in uscita, anche se la SIM è stata sostituita, come il blocco degli altoparlanti e del microfono, fino alla registrazione video e audio all'insaputa del ladro, il cambio del codice per accedere al dispositivo e alla attivazione del GPS nel cas il ladro l'avesse disattivato.

Gli sviluppatori di APP poliziotto stanno sperimentando nuove frontiere come il geo-fencing che permette di definire un perimtetro e di monitorare se e quando il dispossitivo ne ha superato i confini.

Una volta individuato il dispositivo e bloccato tutto ciò che si può bloccare, il suggerimento che viene dagli esperti è di fare denincia e di non trasformarsi in investigatori e poliziotti che puntano al recupero del dispositivo rubato. I rischi possono essere molti, anche perchè legati a possibili errori delle APP e delle tecnologie utilizzate per individuare il dispositivo.

Le APP poliziotto hanno traovato applicazione anche in ambiti diversi dallo smartphone o dal tablet. Ad esempio, montate su biciclette o moto, possono fornire utili informazioni di tracciabilità ai proprietari in caso di furto o smarrimento.

Queste APP hanno in sè anche un lato oscuro. Hacker intelligenti e creativi potrebbero infatti abusarne per mettere fuori controllo dispositivi normalmente usati dai loro proprietari. Non per un fine malaitoso ma anche solo per divertimento.

E' già successo negli Stati Uniti e continuerà a succedere!

 

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