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Attenzione alle cattive pratiche. Google non perdona

Attenzione alle cattive pratiche. Google non perdona

29 Luglio 2013 Redazione SoloTablet
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Il motore di ricerca di Google penalizza le cattive pratiche. Naturalmente sulla bontà o meno di una pratica decide Google, ma alcune di esse sono sempre più irritanti e tali da comvinere Google ad agire in difesa del consumatore navigante.

Come ben sanno i professionisti che si occupano di attività SEM/SEO, Google è costantemente impegnata nella ricerca e implementazioni di esperienze di ricerca in grado di soddisfare  bisogni degli utenti. Uno degli ambiti di maggiore interesse e impegno è ora quello delle piattaforme mobili, smartphone e tablet. Su questo fronte Google è impegnata ad investigare e a scovare soprattutto quei siti che fanno un uso inadeguato delle loro risorse procurando irritazione e disagio agli utenti.

Il messaggio che Google lancia a tutti coloro che intendono fare uso del web per comunicare prevalentemente ad utilizzatori di dispositivi mobili è chiaro: qualsiasi cattiva pratica verrà punita con un ‘ranking’ basso che penalizzerà posizionamento e visibilità del sito online. Non è chiaro se questa investigazione di Google si applichi a tutti i siti o solo a quelli che al momento dell’apertura verificano se la richiesta è arrivata da computer o da mobile.

Per chi è interessato ad evitare la punizione di Google, una visita sul blog di Google fornisce alcune utili indicazioni:

  • Evitare re-indirizzamenti fasulli su siti mobile che non dispongono degli stessi contenuti del sito PC che interessano all’utente.
  • Fare attenzione a link che producono un errore 404
  • Fare ricorso a video che non funzionano sul dispositivo mobile
  • Insistere con la presentazione di una icona/immagine per il download di una applicazione
  • Evitare link che da dispositivo mobile portano a contenuti disposnibili solo per il sito PC
  • Fare attenzione ai tempi necessari al caricamento di una immagine

 

I produttori di APP sono avvisati. Promuovere la propria APP va bene, promuoverla troppo può irritare i consumatori e utenti della rete ma anche Google e il suo motore di ricerca.

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