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C’è ancora bisogno di nuove APP?

C’è ancora bisogno di nuove APP?

19 Settembre 2016 Redazione SoloTablet
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Con gli store traboccanti di APP e un uso reale sempre più limitato a poche applicazioni, è lecito interrogarsi su un modello che sembra avere fatto il suo tempo e suggerisce il suo stesso superamento. Con alcune eccezioni come Pokemon Go l’ecosistema delle APP si è da tempo stabilizzato su comportamenti e utilizzi che fanno perno sulle APP più utilizzate e sulla loro evoluzione. Le APP non saranno sostituite da Bot o Chatbot vari ma cresceranno in funzionalità e servizi andando a definire nuove piattaforme applicative capaci di trasformarsi in veri e propri ecosistemi e pratiche diffuse di utilizzo.

Costruire applicazioni di successo, mantenerne elevata la qualità dell’esperienza utente e garantirne il continuo aggiornamento in termini di funzionalità e servizi, costa denaro e richiede continui investimenti che non tutti i produttori possono permettersi. Il costo è elevato in termini di sviluppo e ricerca soprattutto se la strategia prevede la realizzazione di nuove applicazioni, delle quali nessuno è mai on grado di garantire il successo di pubblico. Potrebbe essere minore se la strategia adottasse modelli di sviluppo diversi, fondati ad esempio sulla incrementalità in termini di nuove funzioni e abilità, di migliori interfacce utente e di maggiore informazione sull’utilizzo pratico delle applicazioni.

Nella competizione globale che vede confrontarsi i colossi della scena tecnologica attuale, alcuni produttori stanno cercando di differenziare se stessi dal modello delle APP attuale, molto legato alla personalità e alle caratteristiche ad esso assegnato da Apple. Facebook ad esempio ha introdotto i Bot come messenger pensati come potenziale sostituti delle APP anche se limitati dalle loro interfacce meno complesse e più povere di funzionalità. Il modello cerca di emulare l’approccio seguito dai produttori cinesi che hanno trasformato le piattaforme di messaggistica in veri e propri ecosistemi, capaci ad esempio di fornire funzionalità web e di incorporare molte funzionalità tipiche delle APP più diffuse.

L’approccio asiatico evidenzia una differenza culturale e strategica nell’uso delle nuove tecnologie ma non offre al momento un’alternativa radicale al mondo delle APP, così come è cresciuto dall’arrivo dell’iPhone e soprattutto dell’iPad. Nel frattempo l’ecosistema applicativo Mobile è in costante evoluzione e sembra tendere a far emergere nuovi approcci e nuovi modelli si sviluppo e di utilizzo. Uno dei modelli emergenti si basa sull’aggiornamento continuo, spesso fatto in modalità automatica e periodicamente, e sul rilascio di nuove funzionalità che tendono a integrare tra loro le applicazioni e i loro servizi. E’ un modello di tipo evolutivo e integrativo che sembra puntare alla creazione di veri e propri ecosistemi capaci di attrarre e trattenere gli utenti garantendo loro unicità e qualità aumentata della loro esperienza di utilizzo,  ripetitività dei gesti e dei comportamenti, comodità dell’abitudine e produttività.

E’ come se le APP, dopo avere sottratto molto tempo utente al Web, si apprestassero a fondersi con le piattaforme di sistema operativo per creare una nuova tipologia di ecosistema, prevalentemente applicativo.

 

 

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