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Il futuro delle applicazioni Mobile

Il futuro delle applicazioni Mobile

19 Giugno 2013 Redazione SoloTablet
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Il tablet è percepito come un oggetto rivoluzionario ma la rivoluzione vera sta avvenendo per il diffondersi delle tecnologie di cloud computing e la pervasività delle nuove applicazioni mobili, capaci di sfruttare le risorse di cui dispongono per costruire esperienze utente di qualità e personalizzate.

Stiamo partecipando e contribuendo ad una rivoluzione tecnologica con effetti importanti sia sulla vita personale e sociale che professionale e aziendale. Lo sostiene Forrester in uno studio intitolato The Future of Mobile Application Development. Nel suo studio Forrester analizza le nuove tecnologie Mobile e l’evoluzione da una era informatica incentrata sul PC ad una basata su componenti client di tipo mobile e disponibili su piattaforme diverse come smartphone, tablet e laptop. L’analisi è finalizzata ad evidenziare quali siano le caratteristiche che le nuove applicazioni devono avere per soddisfare, con nuove esperienze e strumenti, non soltanto utenti diversi ma anche per introdurre nuovi elementi di efficienza e produttività nelle aziende. A Forrester interessa raccontare come stiamo cambiando gli approcci allo sviluppo delle applicazioni, l’impatto e gli effetti delle nuove applicazioni sull’organizzazione e sui processi aziendali, quali siano i nuovi strumenti emergenti e quali siano le strategie che le aziende mettono in campo per definire nuove infrastrutture capaci di sostenere una piena mobilità aziendale.

 

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La prima rivoluzione, indotta dalla pervasività dei dispositivi e delle tecnologie mobili, cambia l’approccio allo sviluppo di nuove applicazioni. Da applicazioni sviluppate per un singolo dispositivo  e applicazioni sviluppate specificamente per i dispositivi mobili, si sta passando allo sviluppo di applicazioni che possano essere usate su tipologie diverse di terminali mobili ( smartphone, tablet, phablet, ultrabook e notebook) e fissi (desktop PC, smart TV) e in grado di fornire all’utente la stessa esperienza di interazione applicativa e tecnologica. Le nuove applicazioni sono rese possibili sia dalle piattaforme di sistemi operativi mobili ma anche dall’esistenza di una infrastruttura in cloud computing e big data capaci di ospitare ed erogare i servizi di back-end o tipici di una componente applicativa server. Le nuove applicazioni possono sfruttare nuove tecnologie e le caratteristiche dei singoli dispositivi come l’NFC, il GPS, ecc. per offrire la contestualizzazione di ogni singola esperienza lavorativa e d’uso e una ricchezza praticamente infinita di funzionalità e ambiti di applicazione.

 

Lo studio di Forrester affronta anche le problematiche che una azienda deve affrontare nel momento in cui decide di andare Mobile con nuove applicazioni. Lo sviluppo comporta scelte e decisioni importanti finalizzate a ridurre e poi a gestire la complessità. Meglio fare attenzione a quale piattaforma scegliere, meglio analizzare con cura i vari formati disponibili, meglio ridurre al minimo la gamma di dispositivi da supportare, suggeribile l’uso di strumenti per lo sviluppo capaci di generare codice client per dispositivi diversi, meglio perseguire un approccio allo sviluppo di tipo ibrido per trarre vantaggio sia dalle componenti native che di quelle web (HTML5).

 

Il quadro non è però completo se non si analizza e non si interviene sull’infrastruttura esistente. Per Forrester la mobilità obbliga a rivedere processi e applicativi, soprattutto sul lato server e di back-office ed a studiare nuove forme di integrazione capaci di portare componenti applicativi e dati aziendali sui dispositivi mobili e  di includere e gestire le attività in mobilità all’interno delle operatività standard aziendali attraverso web services e nuovi strumenti di mobile device management. La nuova infrastruttura che emergerà differirà da quella precedente perché Mobile e capace di integrare soluzioni aziendali e di terze parti, servizi erogati dal data center aziendale o da provider esterni e da servizi Cloud/SaaS. Le nuove infrastrutture saranno più elastiche, capaci di crescere sia in numero di accessi e nuovi utenti che in termini di nuovi servizi e dovranno adottare nuovi modelli basati su Web Services Facade in grado di rendere fruibili in mobilità anche le applicazioni legacy aziendali.

 

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Ultimo aspetto preso in esame da Forrester è il costo legato allo sviluppo sia in termini di investimenti che di tempi necessari allo sviluppo di nuove applicazioni. La necessità di ridurre gli uni e gli altri e di predisporre soluzioni flessibili impone maggiore attenzione e rapidità in tutte le fasi dello sviluppo, dalla fase ideativi e creativa a quella di testing e deployment dell’applicazione. I nuovi contesti operativi rendono più semplice e rapida la fase di verifica della bontà di una applicazione perché permettono il coinvolgimento immediato degli utenti finali.

 

I costi, problema diffuso in tempi di crisi, possono essere mantenuti sotto controllo grazie all’uso di strumenti di sviluppo e la scelta dell’approccio Open Source. I primi semplificano la fase di costruzione e assemblaggio dell’applicazione, il secondo riduce i costi delle licenze e facilita la portabilità applicativa. Infine un aiuto importante alla riduzione dei costi viene fornito anche dai molti servizi in Cloud Computing di tipo pubblico che permettono di accedere ed usare risorse on-demand in modo flessibile e legato alle esigenze del momento con forme di pagamento pay-per-use.

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