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Google punta sullo streaming delle APP

Google punta sullo streaming delle APP

21 Novembre 2015 Redazione SoloTablet
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In data 18 novembre 2015, Google annuncia una nuova iniziativa finalizzata a facilitare la ricerca dei contenuti legati alle APP. Una decisione che nasce dalla consapevolezza dei cambiamenti portati dalla rivoluzione Mobile e dell’uso diffuso che i consumatori fanno dei loro dispositivi per la ricerca di dati e informazioni online. Con le nuove funzionalità a essere trovati saranno anche i contenuti delle APP.

L’indicizzazione dei contenuti delle APP è iniziata due anni fa e oggi Google ha già creato più di 100 miliardi di link che si collegano alle APP, comprese quelle più famose come Instagram, Facebook, Airbnb e Pinterest, e indicizzato il 40% delle ricerche che vengono effettuate con un dispositivo Android. Fino a oggi il motore di ricerca è stato in grado di mostrare solo contenuti che avevano anche riferimenti Web. Con la nuova iniziativa il motore di ricerca sarà in grado di mostrare all’utente contenuti di qualità provenienti soltanto dalle APP. Ad esempio oggi la ricerca di un Hotel in una città come Chicago non tiene in considerazione i dati contenuti dall’APP HotelTonight o se si visita il parco amercano degli Arches il motore di ricerca non trarrà vantaggio delle informazioni dettagliate contenute nell’APP Chimani. Con le nuove funzionalità queste informazioni saranno disponibili agli utenti.

La seconda novità dell’annuncio di Google è lo streaming delle APP, attraverso Google Search e con una connessione Wi-Fi attiva, non installate sul dispositivo in uso. Un semplice tocco del bottone Stream permmetterà ad esempio di usare una versione in stream dell’applicazione sopra menzionata per la ricerca di un hotel, durante una visita di Chicago. Se l’applicazione dovesse essere di gradimento l’utente potrà passare direttamente alla sua installazione. Il sistema di streaming è reso possibile da una nuova tecnologia implementata da Google in fase di sperimentazione con un gruppo limitato di partner compresi alcuni produttri di APP come HotelTonight, Chimani, Daily Horoscope ooNew York MTA Subway Map.

L’ streaming delle APP non è che una delle numerose novità destinata a cambiare il modo con cui interagiamo con le applicazioni mobili. Non è detto che queste novità siano dettate dalla volontà di soddisfare bisogni concreti dell’utente piuttosto che dalle strategie dei produttori di raggiungere nuovi obiettivi di guadagno e commerciali. Quella di Google potrebbe essere una novità capace di soddisfare entrambi, utenti e produttori e rientrare in una delle cosiddette tecnologie disruptive. Non è un caso che sulle stesse tecnologie sia impegnata anche Microsoft che sul cloud sta costruendo da tempo le sue fortune e il suo rilancio di player globale.

La scelta dello streaming da parte di Google appare ovvia e legata alla volontà di riaffermare il ruolo del Web su quello delle APP nell’interazione con i contenuti da dispositivi mobili. I guadagni maggiori derivano per Google dal motore di ricerca. Più tempo gli utenti passano all’interno delle loro APP e meno tempo lo dedicano a navigare la rete e a usare Google Search.

La novità annunciata da Google suggerisce nuove riflessioni sull’uso delle APP e sul loro ruolo nelle attività di personal computing corrente. Le APP sono diventate in pochi anni il media preferito dagli utenti in possesso di un dispositivo mobile. Il loro uso ha fatto diminuire la navigazione sul web e l’utilizzo del browser. Il problema delle APP è che devono essere installate. Non è un caso che molti produttori di applicazioni usano Google per promuovere le loro APP tramite inserzioni pubblicitarie che suggeriscono e promuovono il download.

La proposta dello streaming delle APP da parte di Google offrirebbe agli utenti la possibilità di accedere, tramite il motore di ricerca, a contenuti delle APP senza il bisogno di installarle sul dispositivo e di accedere ai contenuti delle APP nelle stesse modalità previste dall’APP stessa. Al posto di cercare l’APP adeguata per un determinato bisogno l’utente potrà accedervi rapidamente solamente grazie ad una ricerca con Google Search. Una soluzione che può apparire perfetta per utenti forzati o abituati a scaricare sui loro dispositivi innumerevoli APP di cui poi scoprono di non avere più bisogno e che rimangono come zombie a complicare la scelta delle APP da usare sul dispositivo.

Lo streaming non è senza problemi e limitazioni. Serve disporre di una rete Wi-Fi potente e performante. Funziona solo con APP indicizzate e con APP che non hanno una presenza equivalente sul Web. Il limite legato alle prestazioni di rete sembra essere quello più rilevante. Molte APP oggi possono essere usate senza problemi anche in assenza di connettività perché i loro contenuti sono gestiti localmente.

Al momento non è chiaro quale sarà il modello di business che Google adotterà per il nuovo servizio. Il download di una APP a pagamento è semplice e diretto, anche per il pagamento o acquisto della stessa. L’utilizzo in streaming necessita di approcci diversi, più simili probabilmente al software as a service, una modalità difficile da pensare per APP che costano pochi euro in download.

Difficile prevedere quale sarà il gradimento del pubblico del nuovo servizio. Lo streaming potrebbe fornire utili servizi all’utente semplificando la gestione delle APP sul dispositivo mobile. Una gestione oggi resa complicata dalle numerose APP installate e non usate, dalle troppe icone che popolano le schermate dello smartphone e dalla impossibilità di parcheggiarle in contenitori diversi dallo schermo di Home. Interessante per l’utente è la possibilità di accedere ai contenuti delle APP tramite semplici ricerche Web e la possibilità di provare in streaming l’applicazione prima del suo eventuale download.

Il successo della nuova proposta di Google, così come di quelle di altri produttori che stanno cercando di innovare e migliorare il mondo delle APP, passerà in ogni caso dal gradimento dei consumatori e dalle loro scelte.

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