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Hai pubblicato la tua APP, e ora? Sei solo a metà dell'opera!

Hai pubblicato la tua APP, e ora? Sei solo a metà dell'opera!

05 Aprile 2016 Redazione SoloTablet
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Hai da poco pubblicato la tua APP e forse lo hai fatto senza curarti troppo degli aspetti marketing. Potresti avere fatto bene evitando investimenti inutili dai risultati incerti. Oppure potresti avere fatto male se la tua APP meritava di essere promossa ben prima di essere rilasciata. Ira però non puoi permetterti di comportarti da Siddharta, aspettando che la corrente del fiume decida le sorti della tua APP. Ecco cosa potresti, dovresti fare!

Il segreto lo conoscono tutti, è la viralità e la popolarità che una APP riesce a trovare, anche improvvisamente e inaspettatamente. L’una e l’altra sono spesso frutto di fortuna e casualità ma, in alcuni casi, anche di azioni mirate e tante buone pratiche animate da innovazione e qualche trovata ingegnosa o di perseveranza nell’azione di marketing e di storytelling.

Raggiungere l’obiettivo non richiede sempre grandi investimenti ma sempre tanta energia e capacità creativa. Non bisogna perdere l’attimo e soprattutto non bisogna dimenticarsi che il mondo delle APP, così come quello dell’informazione online, è dominata da un surplus e da un rumore di fondo che rende difficile farsi notare e vedere e riuscire a comunicare e a conversare.

Per raggiungere l’obiettivo della visibilità, poi del coinvolgimento e infine del successo è necessario riflettere con attenzione sull’intero processo decisionale che porta una persona a decidere il download di una APP e sulle motivazioni che lo guidano. Conoscere l’uno e le altre può aiutare a mettere in campo le iniziative adeguate.

Molte persone difficilmente sottoscriveranno un servizio la prima volta che lo incrociano online o ne sentono parlare, ma potrebbero anche farlo se quando ciò avviene trovassero qualcosa di immediatamente (compelling) interessante o che permettesse loro di richiedere maggiori informazioni. Il segreto sta nel creare online un luogo nel quale l’incontro possa avvenire e l’occasione o il modo di attivarlo, ad esempio con un bottone che funga da calamita e permetta di lasciare una email per chiedere informazioni. Catturare una email è il primo ma importante passo verso una potenziale relazione o conversazione. Il bottone o spazio calamita deve contenere un’offerta chiara, esplicita e motivante, una descrizione sintetica ma completa dell’offerta o di chi si è e deve essere semplice e rapido da usare. Difficilmente la prima proposta sarà quella giusta. Meglio quindi monitorare l’andamento delle reazioni dei visitatori online e modificare o calibrare meglio il tutto misurando i risultati ottenuti.

La seconda attività da non sottovalutare va sotto il termine di ASO (App Store Optimization) ma tutti, più o meno, lo fanni. Secondo alcuni studi una attività ASO adeguata è ciò che ha guidato alla scoperta di nuove APP. E’ successo nel 68% dei casi, un dato che suggerisce quanto sia importante agire là dove gli utenti si stanno muovendo dentro lo store e mentre stanno decidendo cosa fare. Se non si è pratici è essenziale ricordare l’uso appropriato di parole chiave (anche nel titolo), favorire e monitorare le recensioni e mantenere costantemente sotto controllo il numero di download. Una componente critica è la recensione, spesso sottovalutata e scartata per l’onere che comporta. Ciò che serve è favorire  e rendere rapida la recensione e chiedere sempre feedback, rischiando di averne di negativi. Questi ultimi devono però essere immediatamente gestiti. Gli sviluppatori che non hanno ancora trovato il tempo necessario per operare un’ottimizzazione della pagina delle loro APP dovrebbero farlo!

In Rete tutti sottolineano l’importanza delle narrazioni o storytelling. Sul tema la retorica è tanta e non sempre la narrazione funziona come dovrebbe. La realtà però indica nello storytelling il modo migliore per farsi trovare dai motori di ricerca e per sostenere una strategia di content marketing adeguata ad un ritorno sugli investimenti. La narrazione, per essere vincente, non deve essere un soliloquio o una illustrazione di cosa si è stati bravi di fare. Deve al contrario puntare a creare le motivazioni reali per un contatto o interesse e nel farlo deve puntare sul valore aggiunto che può essere creato per l’utente finale e cliente. Per generare valore è necessario conoscere bene il consumatore a cui ci si rivolge, i suoi comportamenti di acquisto e i suoi bisogni, immedesimarsi nella sua esperienza online e fornirgli quello che sta cercando. L’obiettivo deve essere il coinvolgimento e la relazione.

Un altro modo per attrarre nuovi clienti e incentivare il numero di download è di offrire degli incentivi a coloro che portano nuovi clienti o si attivano per promuovere una applicazione o piattaforma. Lo ha fatto e lo fa anche Uber con l’offerta di passaggi gratuiti a fronte di segnalazioni di nuovi potenziali clienti.

Molti consumatori posseggono più di un dispositivo mobile con piattaforme diverse e non è raro il caso di passaggi da una piattaforma ad un’altra. Meglio allora assicurarsi che l’esperienza utente dell’APP sia altrettanto valida su tutte le piattaforme in circolazione e soprattutto su quelle su cui è stata rilasciata l’applicazione.

Infine conviene trovare la giusta esposizione mediatica attraverso organi di stampa o spazi specializzati di informazione online (ad esempio come SoloTablet). I comunicati stampa servono per comunicare ma non per farsi trovare o narrare una storia. Meglio articoli unici, scritti con il consumatore in testa e meno il prodotto in sé.

Attivate tutte queste iniziative il risultato non è garantito ma è più a portata di mano.

Se ne volete sapere di più leggete l’e-book di Carlo Mazzucchelli: APP Marketing: lo sviluppo non è che l’inizio.

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