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Ho avuto un'idea brillante per una nuova APP, che faccio?

Ho avuto un'idea brillante per una nuova APP, che faccio?

09 Dicembre 2015 Redazione SoloTablet
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APP MARKETING - Se sei un creativo o uno sviluppatore attento alle novità e desideroso di sperimentarle sai perfettamente cosa ti può succedere appena hai avuto una nuova idea. Il primo impulso è di raccontarti quanto essa sia innovativa e capace di trasformarsi in una killer application, il secondo è di buttarsi immediatamente a capofitto nella sua implementazione tecnica. Entrambi gli impulsi sono comprensibili e positivi ma non possono essere consigliati. Partire presto e partire ora può essere uno slogan perfetto, capace di motivare e soddisfare l’urgenza che anima qualsiasi tipo di nuovo progetto, ma nel caso di un’APP Mobile dovrebbe essere tradotto in pratica solo dopo alcune attente riflessioni. La prima delle quali è quella legata alla convenienza o meno di partire subito.

Le prime riflessioni devono portare a porsi delle domande di tipo tecnico quali:

  • Che tipo di applicazione voglio realizzare?
  • Quali tecnologie conosco e quali devo studiare/usare?
  • Come voglio che venga usata l’applicazione dagli utenti?
  • Che tipo di strumenti devo avere/acquistare?
  • Quali strumenti di sviluppo devo scegliere (Xcode, Eclupse, Visual Studio Express, PhoneGap, Titanium, ecc.…)?
  • Quanto mi può costare?
  • Quale approccio (nativo, web, Javascript, Ruby, Phyton, PHP, Android, iOS, Windows Phone, ecc.) adottare?

Le riflessioni più importanti e necessarie sono di altro tipo, poco tecniche e molto marketing e commerciali. Tutte devono essere finalizzate a verificare la bontà di un’idea (spesso il successo di una APP è determinata solo da essa), la sua realizzabilità e qualità in termini di unicità tecnologica, esclusività di contenuti, fornitura di servizi, concetti innovativi, potenza del design, interattività elevata, user experience e interfaccia utente.

La buona idea non può essere solo quella dell’applicazione. Servono molte buone idee per lo sviluppo e soprattutto per la promozione marketing dell’applicazione. Spesso queste buone idee nascono a ridosso del lancio e devono trovare posto in qualche piano di attività già definito. Come quello definito in questa sezione del mio e-book.

Peima di iniziare meglio pertanto attivarsi in alcune sessioni di Braistorming, individuale o collettivo.

Avere nuove idee sembra essere attività comune e capacità di tutti, in realtà la maggior parte delle nuove idee ha un’origine casuale ed è determinata più dal contesto, dalle condizioni sociali e dalle attitudini mentali che dalla capacità individuale.

L’idea di una nuova APP può nascere durante il sonno, in viaggio, in una riunione o mentre ci si è presi una pausa per un bisogno di tipo fisiologico. Ci si può svegliare con una idea forte in testa senza rendersi conto che qualcuno l’ha già sviluppata (non rendersene conto può essere costoso) o si può lasciare una riunione con alcune intuizioni incomplete che attendono di essere sviluppate. Molte idee nascono però dall’azione creativa individuale e/o di gruppo finalizzata a creare il contesto più adeguato a farle emergere. Un’azione che usa tecniche come il brainstorming per condividere intuizioni parziali avute da persone differenti e connesse nella speranza che da esse nascano nuove idee.

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Per sviluppare nuove idee di APP bisogna prima di tutto dotarsi di un atteggiamento esplorativo e curioso e di una disponibilità alla serendipità, cioè a trovare qualcosa di imprevisto mentre si cerca qualcos’altro. Si cerca una APP per il mercato automobilistico e ci si ritrova con un’APP per la mobilità stradale o per il controllo del traffico! Per riconoscere la validità della nuova idea trovata bisogna però coltivare una mentalità e un atteggiamento aperti a opportunità inaspettate e sapere accogliere di buon grado gli errori (si voleva trovare una idea di nuova APP per gli automobilisti).

La ricerca di nuove idee con attività di gruppo suggerisce di ricorrere a metodologie e strumenti adeguati, come il brainstorming nella sua forma più classica. E’ una tecnica che può essere praticata individualmente o in gruppo con persone dalle professionalità diverse (sviluppatori, responsabili marketing, consumatori e potenziali clienti).

Il brainstorming individuale può produrre risultati in tempi più rapidi perché non è influenzato dalle opinioni altrui ma essere limitato in creatività e produrre minori risultati perché non trae vantaggio dalla eterogeneità delle esperienze di altri. Quello di gruppo risulta più efficace se tutti i partecipanti collaborano al risultato creativo finale condividendo la loro esperienza e creatività. Il primo dipende dalla volontà, dalla conoscenza delle tecniche e dalla capacità creativa dell’individuo, il secondo dipende dalle regole che governano l’attività di gruppo e il loro rispetto da parte dei partecipanti. Nel brainstorming individuale le idee che emergono rimangono proprietà del singolo, in quello di gruppo sono note a tutti e possono essere ‘rubate’.

L’attività di brainstorming può essere particolarmente utile quando si è alla ricerca di idee per nuove APP ma non se ne trovano o quando si è carenti di immaginazione o bloccati creativamente. Le modalità di brainstorming possono essere diverse ma tutte devono essere finalizzate a far ripartire la creatività del cervello e la nascita di nuove idee.

Ci si può riuscire in vari modi, ad esempio prendendo note da visionare successivamente, farlo nei tempi più adeguati a facilitare la creatività (al mattino presto o il lunedì. In una fase di relax, ecc.), lasciarsi ispirare da cose esterne alla realtà e ai contesti frequentati. Se il brainstorming è di gruppo le suggestioni o idee emergenti devono essere condivise apertamente con tutti, senza timori e timidezze (non so se la mia idea è valida) e in piena trasparenza. Bisogna predisporre e fare domande. Il brainstorming è spesso un esercizio di elaborazione di nuove domande. La loro bontà e utilità non si traduce in risposte ma in nuove idee.

Il processo di brainstorming di gruppo prevede il distacco da qualsiasi dispositivo tecnologico e il ritorno a forme di collaborazione e condivisione ti tipo fisico, costruite intorno a un tavolo o in uno studio dotato di poltrone comode e in cerchio. Bisogna parteciparvi con onestà, essere rilassati e disponibili a condividere qualsiasi cosa passi nella mente.

Se l’attività tradizionale di brainstorming non dovesse funzionare si può sempre ricorrere ad una delle numerose APP sviluppate ad hoc e finalizzate a facilitare la creatività e l’ispirazione di nuove idee di APP. Un’APP che genera altre APP!

Eccone un elenco incompleto:

  • iBraistorm
  • Mindnode
  • FreeMind
  • Name Dice
  • Moodboard
  • Omnigraffle
  • Spiderscribe
  • myPantone
  • iDesign
  • Wridea
  • Oflow
  • Mindmeister

Se siete sviluppatori potreste trovare altri spunti di riflessione sul tema dello sviluppo di APP nell'e-book di Carlo Mazzucchelli dal titolo: APP Marketing: lo sviluppo non è che l'inizio.

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