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In vacanza con i figli? Attenti alle APP freemium e ai loro effetti sul borsellino

In vacanza con i figli? Attenti alle APP freemium e ai loro effetti sul borsellino

16 Agosto 2014 Redazione SoloTablet
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In vacanza si sa crollano le difese e aumenta la permissività. Ai figli, soprattutto se piccoli, si concede di più, anche l'uso del tablet per giocare e divertirsi in modo da lasciar riposare genitori stressati dal lavoro (quando c'è), dalla crisi economica (che è reale) e dal ruolo di genitori. Distrarsi è ottimo ma attenti al borsellino e alle APP cosiddette gratuite.

Sono APP definite come Freemium perchè permettono a tutti, ma soprattutto ai più piccoli, di intraprendere percorsi di gioco e di divertimento con i loro dispositivi mobili. Le applicazioni sono solitamente gratuite ma, dopo essere state scaricate, attivano furbescamente e con successo meccanismi di pagamento per permettere di salire di livello le gioco o per disporre di maggiori funzionalità.

In genere si tratta di micropagamenti e proprio per questo sottovalutati da grandi e piccini. Questi ultimi non si interrogano sul costo ma semplicemente attivano in nuovi meccanismi e livelli. Tanto paga papà, che si troverà addebitata l'intera somma spesa sulla carta di credito o sul conto corrente. Il fenomeno è diffuso ovunque, soprattutto negli Stati Uniti. E' un fenomeno socialmente costoso che ha messo in movimento le associazioni dei consumatori e le istituzioni. Queste ultime hanno messo nel mirino i proprietari degli store come Apple, Google e Amazon. Anche in Italia il fenomeno è vagliato nella sua diffusione e pericolosità dall'Antitrust.

Il rischio è elevato perchè, come evidenziato da tutte le indagini, quasi il 90% dei genitori consente ai figli di utilizzare i loro dispositivi mobili, compreso il tablet, per giocare. Un'attività questa che interessa quasi l'80% dei ragazzi.

Il pericolo per mamme e papà deriva dai meccanismi psicologici e tecnologici che governano le APP Freemium. Da un lato la richiesta di acquistare un servizio aggiuntivo viene sempre fatta mentre il ragazzo è impegnato a difendere un eroe del gioco in cui è impegnato da un pericolo impellente, dall'altro una volta superata la soglia del primo acquisto ed avere acquisito le credenziali e le informazioni che servono, i pagamenti sono attivati in automatico, quasi all'insaputa dell'utente. Non è un caso che negli Stati Uniti alcuni genitori abbiano vinto delle cause contro Apple che è stata costretta a rimborsarli. Il rimborso ha superato i 33 milioni di dollari che sono stati suddivisi tra migliaia di genitori arrabbiati e preoccupati.

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Molti ragazzi non possono fare affidamento sulle carte di credito dei genitori ma non rinunciano a giocare e a spendere. Lo fanno fino all'esaurimento dei fondi a loro disposizione e fino a quando si rendono conto di avere bisogno di aiuto per essere diventati dipendenti, dal gioco ma anche dai micro-pagamenti (0.99 - 4,99 euro) per sempre nuovi acquisti che permettono di prolungare e far durare il gioco.

Anche in Italia l'Antitrust sta esaminando il fenomeno perchè le modalità con cui viene richiesto il pagamento sono tali da ingannare il potenziale acquirente impendogli di conoscere in anticipo e con precisione quanto si troverà a spendere.

Per torare alle vacanze, i genitori che volessero salvaguardare i loro borsellini dovrebbero prestare maggiore attenzione alle APP scaricate e usate dai loro pargoli.

Forse però potrebbero anche optare per una scelta più drastica e diversa. Un uso persistente di APP e vidogiochi non è necessariamente educativo e potrebbe anche 'fare del male' a bambini, ragazzi e adolescenti, soprattutto se l'uso diventa di tipo compulsivo.

La scelta ottimale potrebbe allora essere lo spegnimento di smartphone, phablet, tablet e laptop. Staccare la spina e disconettersi fa bene al cervello, riposa la vista, permette di scoprire altre forme di divertimento e passatempo e.......protegge i borsellini!

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