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Interfacce vocali prossime venture e tecnologie indossabili.

Interfacce vocali prossime venture e tecnologie indossabili.

19 Gennaio 2016 Redazione SoloTablet
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I miliardi di dispositivi tecnologici in circolazione interagiscono con i loro proprietari grazie a interfacce tattili e sensoriali. Le nuove interfacce sono state alla base del successo e della pervasività dei dispositivi mobili e, come sempre capita con innovazioni di questo tipo, si sono diffuse rapidamente e in maniera esponenziale. Nel tempo sono state affiancate da nuove interfacce vocali che potrebbero nel giro di pochi anni sostituirle e diffondersi altrettanto rapidamente e esponenzialmente.

Chi viaggia in metro in una città come Milano conosce molto bene quali siano le attività nelle quali sono impegnati molti viaggiatori. Nove su dieci sono intenti a pigiare sule tastiere virtuali o a toccare lo schermo del loro dispositivo Mobile. E’ un’attività che fa perdere di vista il mondo esterno dare l’impressione di una epidemia di autismo sociale ma avviene in modo silenzioso, slavo naturalmente quando dall’interazione scritta o tattile si passa alla comunicazione telefonica. Queste comunicazioni vocali sono comunque limitate rispetto al numero complessivo di viaggiatori.

Ora provate a immaginarvi la stessa scena spostata in là nel tempo di due/quattro anni. Le interfacce tattili potrebbero essere state sostituite da quelle vocali. Interfacce simili a Google Now, Siri o Cortana ma più evolute e capaci di articolare e comunicare attraverso un linguaggio naturale. Gli assistenti personali di molti smartphone si sono silenziosamente affiancati alle interfacce tattili e grafiche esistenti e oggi si apprestano a fare la stessa cosa con molti prodotti tecnologici indossabili.

Questi assistenti personali software sono ben lontani dall’essere motori di intelligenza artificiale capaci di creare una interazione completa con un essere umano. Prima o poi saranno in grado di farlo ma al momento nessuna previsione può suggerire una data entro la quale ciò possa avvenire. L’evoluzione di Siri, Google Now e Cortana indicano però un percorso iniziato con successo e capace di creare traiettorie di crescita esponenziale.

Il fatto che gli assistenti personali siano ancora relativamente poco usati dipende dal loro essere ancora in una fase adolescenziale ma soprattutto dal non essere ancora riusciti a diventare mainstream e a suggerire agli utenti motivazioni forti per un loro utilizzo maggiore, anche in sostituzione delle interazioni tattili oggi usate. Con un po’ di immaginazione è facile prevedere che questo cambiamento avverrà, forse in tempi rapidi.

Quando l’interfaccia vocale avrà sostituito quella tattile o sarà diventata la scelta della maggioranza degli utenti si sarà avverato uno dei molti sogni nati all’interno dei laboratori di ricerca della Xerox ((Palo Alto Research Center Incorporated - Xerox PARC), l’azienda che è stata la incubatrice di una miriade di invenzioni tecnologiche come le stampanti laser, l’interfaccia grafica, la programmazione orientata agli oggetti e molte altre.

Pochi sanno che a Xerox Parc negli stessi anni era stato iniziato un progetto che coinvolgeva un gruppo diverso di tecnologi visionari, i quali ipotizzavano già decine di anni fa un’interazione uomo-macchina, definita di tipo conversazionale,  fatta di linguaggio naturale e umano. Le due idee di base erano di poter lavorare in modo collaborativo con un dispositivo grazie a una interazione efficiente perché basata sul dialogo e che questo tipo di interazione sarebbe stata ineguagliabile da interfacce diverse legate alla necessità di memorizzare comandi e gestures per ogni tipo di funzionalità o attività.

L’idea di far comunicare gli esseri umani con gli oggetti non è nuova, anzi è molto antica. Tutti ricorderanno la favola di Alì Baba e i quaranta ladroni e la porta della caverna che si apriva al grido di “Apriti Sesamo”. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e con la voce è possibile aprire ben altre porte, grazie alla capacità degli oggetti di riconoscere la voce umana e comprendere il linguaggio naturale. Una capacità che ha aperto la strada a una miriade di applicazioni possibili.

Per comprendere l’evoluzione bisogna conoscere meglio cosa siano le tecnologie di riconoscimento vocale. Se fossero esistite al tempo di Alì Baba solo il protagonista della storia avrebbe potuto aprire la caverna. Il riconoscimento della voce odierno passa attraverso meccanismi e soluzioni tecnologiche capaci di comprendere le diverse vibrazioni delle corde vocali che vengono trasmesse attraverso l’aria. La comprensione passa attraverso l’analisi delle frequenze (ripetizione periodica) delle vibrazioni. L’analisi serve a cercare e ritrovare nel database predisposto il modello di voce che più di altri corrisponde alle caratteristiche della vibrazione recepita e per trasformare il tutto sotto forma di comandi. In sintesi il sistema si basa su due fasi distinte, una di elaborazione delle vibrazioni e la seconda di riconoscimento e identificazione della voce della persona che ha provocato le vibrazioni.

La tecnologia di riconoscimento vocale che alimenta soluzioni come gli assistenti personali disponibili su smartphone è già oggi molto evoluta e già familiare a molti utenti che la usano per la sua convenienza e comodità, soprattutto in condizioni di mobilità. Sistemi di questo tipo sono già oggi installati sulle automobili permettendo all’autista di mantenere inalterata la sua attenzione e comunicare al tempo stesso nuove istruzioni al sistema di comando dell’auto.

Il mercato delle tecnologie per il riconoscimento vocale interessa tutti i big tecnologici, da Google a Microsoft. Da Apple ad Amazon. Quest’ultima ad esempio ha introdotto recentemente un dispositivo, denominato Echo, dotato di Alexa, un assistente personale basato sul Cloud pensato per fornire servizi casalinghi in modo da poter eseguire azioni in base a comandi vocali ricevuti da stanze diverse di una abitazione.

L’introduzione di Echo è una dimostrazione della direzione presa dalle nuove tecnologie verso la Internet degli Oggetti. Una direzione con una destinazione raggiungibile nel tempo, quando i sistemi tecnologici attualmente disponibili saranno in grado di distinguere le voci dai vari rumori di fondo che caratterizzano molti degli ambienti nei quali sono presenti oggetti intelligenti ma anche di analizzare e capire accenti, intonazioni della voce ed espressioni diverse.

Nonostante le numerose difficoltà ancora presenti secondo molti esperti le tecnologie per il riconoscimento vocale evolveranno in tempi rapidi e potrebbero trovare un ruolo importante sia nel mondo Mobile che Wearable, oltre che nell’IoT. L’evoluzione sarà tanto più rapida quanto maggiore sarà la capacità delle macchine a comprendere e tradurre in azioni comandi e istruzioni vocali usate in ambiti di attività tra loro diverse. La soluzione finale prevede l’introduzione di veri motori di intelligenza artificiale, una soluzione che è ancora al di là da venire. Nel frattempo le tecnologie attuali evolveranno grazie alla loro interfaccia intuitiva, si diffonderanno in modo crescente nell’uso quotidiano e potrebbero, in un prossimo futuro, prendere il posto delle interfacce tattili attuali.

 

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