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Marketing in un’era digitale governata dalle leggi non scritte di Google

Marketing in un’era digitale governata dalle leggi non scritte di Google

05 Febbraio 2016 Redazione SoloTablet
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Molte persone che entrano in un bar alla moda, da un nuovo parrucchiere, in un centro commerciale appena aperto, in un centro del giardinaggio o in un negozio alternativo e stravagante sotto casa, lo fanno per averli scoperti online. Più che la strada o la vetrina l’informazione passa dalla ‘vetrinizzazione’ creata dalla Rete e attraverso il ricorso ai motori di ricerca, più di tutti quello di Google. E’ così che si muove l’80% dei consumatori (dati Google) ed è così che vengono influenzate le loro scelte e i loro processi decisionali di acquisto fin dal momento zero, quello della ricerca di informazioni.

Se questa è la verità o la realtà dei fatti non rimane che prenderne pragmaticamente atto e attrezzarsi di conseguenza per trarne vantaggio adottando strategie, competenze e strumenti di tipo digitale. La scelta digitale deve poi essere guidata da strategie e approcci che prevedono l’utilizzo integrato di strumenti diversi tra i quali pubblicità e promozioni di tipo tradizionale, iniziative SEO ma soprattutto un uso intelligente dei nuovi media sociali e degli spazi popolati e frequentati dai consumatori.

Farsi trovare

Per sostenere una strategia digitale il punto di partenza è la consapevolezza di quanto la rivoluzione Mobile abbia cambiato la realtà del mercato. Il cambiamento profondo che è avvenuto non riguarda tanto l’offerta quanto la domanda. Le nuove tecnologie hanno mutato la testa del consumatore, indotto nuovi comportamenti e favorito l’emergere di nuovi stili di vita che si manifestano in ogni attimo attraverso l’uso continuativo di dispsoitivi mobili, prevalentemente smartphone.

Per un’azienda o Marca raggiungere le nuove audience di riferimento è relativamente facile tanto sono diffusi i nuovi canali di contatto e comunicazione. Farlo in modo efficace e con risultati positivi è più complicato perché non sempre si dispone della cultura digitale che serve, delle persone (interne o esterne all’azienda) con le conoscenze e le competenze adeguate e delle strategie che servono per competere in un mercato diventato globale ma soprattutto più complesso.

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Il marketing tradizionale continua a essere per questi motivi uno spazio comodo e confortevole per fare ciò che si è sempre fatto ma cresce la percezione della sua inadeguatezza e la consapevolezza della necessità di definire una modalità di azione marketing sempre più digitale, magari incentrata su Instagram, Facebook, la produzione di video e nuove forme intelligenti di utilizzo delle email.

Molte aziende insistono nel presenziare la Rete con le loro vetrine come se tutti i naviganti vi potessero passare prima o poi davanti. La realtà è ben diversa. In Rete è inutile starci semplicemente per farsi vedere o informare, bisogna attivarsi per farsi trovare. Lo si può fare costruendo racconti e dando forma a narrazioni che li comprendano e che siano così interessanti da fare da componenti attrattori per i motori di ricerca e per i naviganti. Questi ultimi potranno poi contribuire a generare con altri strumenti digitali della Rete il passaparola e la cosiddetta advocacy.

Chi volesse investire in promozioni o pubblicità online deve identificare con attenzione le regole alla base dei vari motori di ricerca come Bing, Yaoo o Google. Non è un problema di formati o di spazi occupati ma di messaggi, di narrazioni e di opportunità per una interazione, conversazione o relazione (Call to action). Inutile insistere su una autorappresentazione o celebrazione della Marca o del marchio, meglio dare loro forma e contenuti puntando sul soddisfacimento dei bisogni dei clienti.

Pubblicità: vale ancora la pena investirvi?

La pubblicità online o Mobile non è tanto importante quanto lo è disporre di spazi ne quali condividere una storia o una narrazione e farlo nelle modalità più aggiornate della Rete come la Web Responsiveness, la componente visuale dei contenuti, la navigazione guidata dalle analogie cognitive dell’utente più che da menu e indici o tab e il valore aggiunto in termini informativi e cognitivi.

Le aziende che hanno online una presenza o una applicazione che non è stata recentemente aggiornata è meglio che lo facciano di corsa. L’aggiornamento non serve solo pr rendere l’applicazione web più usabile e amichevole ma più adatta alle modalità con cui il cervello delle persone sperimenta oggi la vita online e mobile. Più che puntare sulle descrizioni dei prodotti proposti o sulle informazioni identitarie che spiegano il profilo e la specificità di una Marca, meglio puntare su un Blog o spazi di narrazione periodici capaci di creare una contiguità perseverante e conversazionale con il potenziale cliente. Il vero valore del Blog è nel farsi trovare.

Disporre di un Blog permette di attivare tutti i bottoni oggi disponibili per la condivisione dei contenuti prodotti in tutti gli spazi sociali della Rete in modo che altri possano usarli per pubblicarli o indicarli in spazi non ancora esplorati o sconosciuti per la Marca. Il blog è tanto più condiviso quanto più risulta interessante per una potenziale condivisione in termini di immagini usate, citazioni efficaci da riprendere, risposte a domande o interrogativi in cerca di nuove soluzioni, ecc.

Perchè abitare i media sociali

La condivisione è resa possibile dalla frequentazione dei media sociali. Tutte le aziende dovrebbero avere una presenza organizzata su Linkedin, Facebook, Google Plus, Instagram, Pinterest, ecc. anche se prima di costruirla dovrebbero acculturarsi per evitare i trabocchetti che caratterizzano molti strumenti digitali, potenti ma ambigui perché si prestano a interpretazioni diverse e a gravi errori.

Nella scelta di media sociali meglio non fermarsi ai più noti. Instagram ad esempio offre, attraverso le sue API (application Programming Interface) potenti strumenti per controllare, misurare e ottimizzare le iniziative pubblicitarie, condividerle su altri media sociali e soprattutto dare forma a esperienze utente di qualità perché costruite attraverso strumenti altamente visuali.

Presenziando la Rete e gli spazi sociali dei social network è possibile entrare in contatto con persone che per la loro visibilità e influenza online potrebbero diventare degli ottimi testimoni di un Brand o di un marchio. Una volta individuati non vanno però trattati come semplici veicolo di comunicazione e informazione ma coinvolti nell’intero processo creativo legato al prodotto o alla soluzione e anche al processo di marketing e di comunicazione.

Nel pianificare le attività marketing  uno degli strumenti oggi più efficaci,  per il largo uso che ne viene fatto soprattutto dai nativi digitali e dai Millennial, è il video per il suo elevato tasso di viralità, visibilità e socialità. La sua validità è grande se godibile in mobilità e da dispositivi come gli smartphone.

Una pianificazione di marketing digitale non può prescindere dall’uso della piattaforma di Facebook anche se è meglio non eccedere negli investimenti ma più conveniente commisurarli ai risultati effettivi, mai completamente prevedibili o reali. Più delle migliaia di MiPiace contano le interazioni e i feedback reali con le comunità di utenti scelte per l’esperienza della Marca e le sue iniziative online.

Infine nel pianificare una strategia di marketing digitale meglio non dimenticare l’utilizzo della posta elettronica e dell’email. L’uso deve essere oggi studiato con molta attenzione per non creare sovraccarico informativo e cognitivo e per evitare l’effetto spamming. Contenuti e messaggi devono essere calibrati sul destinatario, personalizzati e portatori di valore, significati e conoscenze.

Attenzione a sopravvalutare gli strumenti tecnologici

L’uso dei media sociali non deve comunque essere sopravvalutato e deve sempre essere inserito all’interno di una strategia mista e di una visione dinamica del mercato capace di cogliere per tempo i nuovi trend emergenti e i fattori aggreganti che fanno da attrattori e iniziatori di nuove tendenze, comportamenti e stili di vita.

Ogni piano o strategia non ha valore per sempre ma deve essere costantemente misurata, rivista e adattata alle novità e alle tendenze emergenti e alla testa mutante e tecnologicamente modificate del consumatore.

 

 

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