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Pokèmon Go e le molte realtà aumentate che esistono solo nella nostra testa

Pokèmon Go e le molte realtà aumentate che esistono solo nella nostra testa

15 Luglio 2016 Redazione SoloTablet
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Oggi tramite uno smartphone che allarga la visuale molto a di fuori della cornice del suo display, domani direttamente con una retina oculare modificate e diventata tecnologica in grado di fornire al cervello nuove visioni e percezioni, così reali da essere interpretate e gestire come reali. Nel giro di pochi anni si rischia di eliminare il confine tra mondi reali e mondi illusori. Chi non ci crede può provare a giocare con la nuova APP dei Pokèmon. La sua realtà aumentata farà credere all’esistenza degli animaletti tascabili così come si continua a credere all’esistenza degli elfi.

Grazie ad applicazioni come Pokèmon Go la Realtà, o almeno quella che ci capita di percepire attraverso la nostra vista, può diventare il semplice scenario di una realtà ludica nella quale si agitano oggetti e animaletti vari che diventano veri solo perché costruiti tecnologicamente e percepiti attraverso uno strumento tecnologico come lo smartphone.

Le novità offerte dalle nuove tecnologie sono innumerevoli e tali da meravigliare anche il pubblico più informato e acculturato. Eppure ciò che la tecnologia ci sta regalando non è altro che la realizzazione di quanto, molti anni fa, scienziati e scrittori avevano anticipato parlando di congegni tecnologici capaci di diventare protesi artificiali utilizzabili dagli esseri umani per la loro interazione con il mondo reale. Protesi come quelle che oggi vanno a sostituire mani amputate o perse in un incidente di lavoro o stradale e impiantate sul corpo umano usando nervi, vene e muscoli tranciati ma sempre pronti a riattivare connessioni e funzionalità precedenti.

Con l’arrivo delle nuove tecnologie di Realtà Aumentata oggi le tecnologie che operano come protesi dell’organismo umano aggiungono un tassello importante e innovativo alle modalità con le quali gli umani interagiscono con la realtà del mondo all’esterno del loro corpo fisico. La mano o esoscheletri intelligenti vari sono impiantati sul corpo ma smartphone e altri gadget tecnologici mobili non lo sono. Eppure sono così costantemente presenti nella vita fisica delle persone da essere diventati a loro volta delle vere e proprie protesi fisiche. E’ come se fossero incollate alle mani per fornire una facile interazione con la digitazione delle dita e fossero dotate di un display che in realtà funge da finestra, specchio e lente sul mondo. Oggi grazie a applicazioni come Pokèmon Go e altre simili che sfruttano la Realtà Aumentata, il display non è solo una finestra che permette di vedere attraverso ma anche una lente che permette di penetrare la realtà in profondità e scoprire informazioni aumentate. Forse non reali ma tali da essere percepite come tali o da rendere sempre più complicata la capacità di percepirne la differenza con altre essenze o esistenze più reali.

Cosa succederà a chi, dopo avere scaricato Pokèmon Go e averci giocato a lungo, non sarà più in grado di guardare alla realtà senza il suo smartphone-protesi? Dopo avere scoperto animaletti ovunque e averli visti con movimenti reali e naturali del corpo che trasformano lo smartphone in un percettore naturale e integrato del corpo umano, perdere lo smartphone sarà come essere privati del sesto senso. Un senso aumentato e aggiuntivo capace di svelare, come con strumenti a raggi infrarossi, realtà invisibili a occhio nudo ma soprattutto di convincere a credere realmente alla loro esistenza e realtà. La fotocamera dello smartphone attivata da Pokèmon Go è assimilabile all’occhio bionico di Terminator, un occhio capace di leggere la realtà anche nel buio della notte e nelle sue componenti invisibili o nascoste. 

Lo smartphone strumento della Realtà Aumentata di Pokèmon Go diventa un costruttore tecnologico di Realtà, trasformando le realtà percepite dai sensi umani e che tutti hanno sotto il loro nas in realtà incomplete e mal-percepite perché mancanti dei Pokèmon, quelle creature simpatiche e sensibili ma anche aggressive e pronte per la battaglia che popolano, a nostra insaputa, i mondi vicini e lontani che ci capita di visitare e abitare.

Gli elfi esistevano nelle credenze popolari grazie alla trasmissione orale e alla cultura popolare ma nessuno ha mai provato la loro esistenza Reale. Oggi con Pokèmon Go questa esistenza potrebbe essere surrettiziamente essere dimostrata, ma solo nell’attimo sfuggente della Realtà Aumentata nella quale si è impegnati a catturare il numero massimo di Pokèmon per battere quelli degli amici e degli avversari di gioco. Nella speranza che chiusa l’applicazione e deposto lo smartphone questi animaletti scompaiano dalla vista e appaiano alla memoria come irreali e semplice frutto di fantasia, oltre che di tecnologia.

Il successo garantito che Pokèmon Go avrà a livello pubblico è già oggetto di moltissime narrazioni e riflessioni. Poche per il momento sono focalizzate sugli effetti che tecnologie di questo tipo possono avere sulle persone. Molte tecnologie hanno fin qui prodotto grandi avanzamenti e miglioramenti in ogni aspetto della vita umana. A risultarne aumentate sono state le capacità e le abilità oltre alla acquisizione di nuovi strumenti di investigazione della realtà. Molte narrazioni sembrano costruite con il divertimento di dare realtà ad animaletti che reali non sono. Questi animaletti diventano reali grazie a un gioco molto tecnologico che si trasforma in esperienza attraverso l’uso combinato di uno smartphone e del suo display mobile, di grandi quantità di dati disponibili nelle nuvole e sui server del Cloud Computing, dei sensori come quello GPS, della potenza innervante e globale delle Reti e infine delle innumerevoli funzionalità di condivisione sociale.

Il risultato non è una accresciuta abilità percettiva nel cogliere le realtà del mondo ma una nuova capacità aggiuntiva resa possibile da un nuovo strumento e canale tecnologico che costruisce realtà artefatte ma così verosimili e così integrate nella realtà percepita da essere percepite come reali.

Nulla di grave se il domani prevede un’interazione con la Realtà tutta mediata da un oggetto tecnologico. A quel punto anche a livello piscologico pochi saprebbero distinguere la Realtà Aumentata dalla Realtà Fattuale e fisica. A quel punto la protesi fisica smartphone potrebbe anche essersi trasformata in protesi cognitiva, una specie di componente neuronale esterno al nostro cervello capace di inviare ad esso informazioni e percezioni visive non più connesse a una località o a una realtà specifica ma costruite tecnologicamente da algoritmi e funzionalità tecnologiche di Realtà Aumentata e Virtuale.

Per molti tutto ciò non farà alcuna differenza, continueranno a interagire come ossessi con la Realtà Aumentata così come oggi vivono la socialità dei social network come se fosse quella reale.  Il tutto spiegabile dall’elevato livello di intimità e verosimiglianza che le nuove tecnologie sono in grado di regalare, un livello che agisce in termini cognitivi e psicologici trasformando l’esperienza del reale.

In attesa che la nuova realtà composita, fatta di Realtà Virtuali e Aumentate e Realtà Fattuali, si consolidi e si affermi e nella speranza che a prevalere sia l’integrazione e non la virtualità delle prime due, non rimane che togliersi lo sfizio di provare ad andare a caccia di mostricciattoli nascosti. Per farlo oggi è sufficiente scaricare Pokèmon Go! Buona fortuna!

 

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