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Saremo riconosciuti per la nostra faccia

Saremo riconosciuti per la nostra faccia

26 Luglio 2016 Redazione SoloTablet
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“Una faccia una razza” è il messaggio di benvenuto che gli italiani in vacanza in Grecia si sentiranno ripetere più spesso. A chi visita la Russia invece potrebbe capitare di essere contattati con un messaggio personale inviato da un estraneo che la sera prima ha scattato delle foto nel luogo dove si è stati. Lo ha fatto usando FindFace, una APP per smartphone che opera come un motore di ricerca ma sulle facce delle persone.

Lanciata a inizio anno 2016 l’applicazione funziona come un potente motore di ricerca in grado di individuare online le corrispondenze facciali di una foto e di fornire informazioni dettagliate sulla persona. Le informazioni fornite sulle persone russe sono prese dal social network VKontacte, il Facebook russo con 200 milioni di contatti.

Già oggi l’applicazione, dotata di una tecnologia per il riconoscimento facciale sviluppata dalla startup russa  NTechLab , è in grado di identificare il 70%/90% delle facce, un’indicazione del livello di evoluzione delle tecnologie di riconoscimento facciale che dopo alcuni decenni di evoluzione trovano oggi nuove forme di applicazione e utilità. L’applicazione è già stata scaricata da quasi un milione di persone. Elevati sono sia la curiosità sia l’interesse dei consumatori-utenti ma emergono anche le preoccupazioni sugli effetti collaterali, indesiderati di una tecnologia che si presta a utilizzi diversi. L’applicazione è presentata dai suoi creatori come utile per il Dating ma in Russia i membri di un’associazione hanno usato l’applicazione anche per informare parenti e amici sulle attività pornografiche o di prostituzione delle donne di loro conoscenza.

Gli ambiti di applicazione delle tecnologie che hanno reso possibile FindFace sono innumerevoli. Le tecnologie di riconoscimento facciale in arrivo permetteranno alla polizia la ricerca rapida e il riconoscimento di testimoni o criminali e alle persone di segnalare eventuali sospetti o presunti terroristi. Potranno essere usate nei centri commerciali e nei punti vendita per scopi marketing, promozionali e commerciali e per iniziative personalizzate.

Applicazioni come FindFace sono destinate a sollevare le obiezioni di molti e ad alimentare e preoccupazioni di quanti già oggi lamentano la sparizione della privacy e l’invadenza della trasparenza tecnologica nella vita delle persone. Al momento Facebook non è dotata di applicazioni simili ma qualora lo fosse un miliardo e mezzo di facce, che danno identità ai profili personali dei muri delle facce del social network, potrebbero essere usate per sistemi di identificazione ancora più potenti di quelli oggi in uso grazie ai Big Data e alle informazioni in essi contenute. La potenza deriverebbe dalla elevata precisione nell’identificare le persone sulla base dei tratti facciali che sono univoci per ogni persona. Già oggi tecnologie di riconoscimento facciale sono comunque usate in Facebook e usate ad esempio per taggare immagini e fotografie attraverso le facce delle persone.

Come Facebook anche Googl e Baidu usano tecnologie simili che fanno uso di intelligenza artificiale e neural network ma al momento nessuna di esse disposne di tecnologie avanzate come quelle usate dalla startup russa, capace di permettere l’identificazione del 73% delle facce analizzate.

Il futuro prossimo venturo vedrà queste tecnologie applicate nell’accesso alle risorse online. Sostituiranno identificativi e password usati per accedere a Facebook o alla casella di posta elettronica, garantendo standard più elevati di sicurezza per tutti.

L’utilità e comodità di queste tecnologie non deve far dimenticare il loro possibile utilizzo per scopi di controllo pubblico da parte di enti governativi o forme di governo autoritarie e non democratiche. Ad esempio tecnologie di riconoscimento facciale potrebbero essere usate oggi da Erdogan per identificare ogni singola persona che partecipa a una manifestazione di protesta contro la sua leadership e per imprigionarla.

Queste tecnologie possono permettere l’identificazione di una persona anche se non usa alcun tipo di tecnologia e faranno passi da gigante con l’applicazione di tecniche di intelligenza artificiale. Un elemento di preoccupazione in più per quanti già oggi lamentano l’eccessivo controllo reso possibile dalle tecnologie nell’era digitale. Forse non è un caso che numerosi scienziati hanno sottoscritto un appello per una maggiore attenzione all’evoluzione tecnologica e alle sue conseguenze. Un appello caduto nel vuoto tanto è pervasiva la tecnologia e tanto è elevato un suo utilizzo superficiale e consumeristico, privo di ogni consapevolezza su tematiche quali la libertà individuale, la privacy, la democrazia, la libertà di scelta del consumatore, l’etica e il ruolo di cittadini.

 

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