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Scegliere il nome della propria APP

Scegliere il nome della propria APP

16 Ottobre 2015 Redazione SoloTablet
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Il nome di una APP gioca un ruolo fondamentale nel creare un primo coinvolgimento del consumatore e coltivare la sua motivazione al download. Un nome inadeguato e non indovinato può nuocere al successo dell’applicazione e impedire di raggiungere obiettivi di fatturato. Un nome indovinato getta le fondamenta per il successo futuro del marchio.

I nostri antenati conoscevano l'importanza del nome che è riconosciuta fin dall'antichità anche dalla cultura ebraica e poi da quella greca. Nomen omen, dicevano i latini per indicare nel suo nome il destino di ogni persona. Nella Bibbia e fin dalla Genesi la cultura ebraica ha prestato grande attenzione all'assegnazione dei nomi riconoscendo in essi un valore specifico nel legare i loro significati a progetti e destini.

Così come per le persone, scegliere il nome perfetto per una APP non è mai un compito semplice. Si può puntare su un nome che suona bene o che sia in grado di contenere le parole chiave associabili a una applicazione e comunicarne in maniera esplicita il significato. Per esempio se l'applicazione è di tipo fotografico un nome adeguato dovrebbe contenere un riferimento alla macchina fotografica o alla fotografia.

Nella fase di pubblicazione gli APP store permettono di fornire descrizioni lunghe del nome scelto per l'applicazione. Un'ottima opportunità per aggiungere parole chiave utili alla ricerca all'interno dello store e per le narrazioni future che faranno da veicolo di awareness, promozionale e commerciale sulla rete.

 

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Benché non esistano metodologie precise per l'individuazione del nome più adeguato (facile da ricordare, significativo e semanticamente chiaro, capace di comunicare qualità e vantaggi dell'applicazione, facile da ricordare e pronunciare, ecc.) per un'APP, è comunque possibile arrivare a un buon risultato semplicemente seguendo un po’ di buon senso e alcune regole pratiche. Ad esempio iTunes inserisce nel nome dell'APP il suo URL ma anche il titolo della pagina, la descrizione, le parole chiave e i tag. iTunes esclude dalla costruzione delle stringhe di caratteri che vengono proposte per le ricerche di Google i nomi di APP con caratteri speciali, trademark o simboli protetti da copyright, L'algoritmo usato da iTunes non è capace di gestirli e in loro presenza genera un URL composto solamente dall'ID della applicazione.

Trovare un nome valido non ha nulla a che fare con l'applicazione in sé ma con la necessità di distinguersi e di farsi spazio nella mente di consumatori sommersi da surplus cognitivi vari e con un portafoglio d'offerta composto da prodotti tra loro molto simili, per funzionalità e caratteristiche tecniche.

Il nome come il marchio o la marca, può fare la differenza (tutto quello che non siamo in grado di nominare per noi non esiste o resta sfuocato e indifferenziato ai bordi della coscienza2), catalizzando l'attenzione, catturando l'interesse, condizionando il processo decisionale di acquisito e generando fedeltà e coinvolgimento emotivo e affettivo. Il potere evocativo del nome (solitamente associato alla descrizione e all'icona dell'applicazione) deve andare di pari passo con la sua reputazione e il riconoscimento della stessa da parte del mercato ne determina l'autorevolezza e la penetrazione.

La difficoltà nel trovare il nome giusto si traduce spesso in scelte convenzionali e emulative basate su elaborazioni linguistiche e richiami a nomi pre-esistenti se considerati validi. Il rischio è di vedere la propria APP affiancata da molte altre il cui nome è stato costruito con le stesse modalità e approcci simili. E' meglio puntare su nomi nuovi e univoci, diversi e facilmente riconoscibili nella loro unicità e stravaganza.

Per arrivare alla loro costruzione si possono seguire alcune semplici regole:

  • usare il motore di ricerca per scoprire le denominazioni utilizzate per APP simili o destinate agli stessi segmenti di mercato
  • definire il nome dell'applicazione per tempo evitando di completare lo sviluppo, iniziare la procedura di pubblicazione e scoprire che il nome che si aveva in mente è già stato utilizzato
  • prendersi tutto il tempo che serve perché non esistono formule magiche e nessun nome potrà considerarsi quello giusto prima del suo eventuale successo sul mercato ma al tempo stesso un nome indovinato potrebbe fare la differenza
  • comporre nomi composti i cui elementi siano in grado di suggerire la destinazione di scopo dell'applicazione (es. EverNote, Tweetbot, DropBox, ecc.
  • ricercare l'autenticità e rifuggire la similitudine con APP già esistenti
  • introdurre nel nome significati chiari e distinguibili in grado di comunicare in modo diretto significati condivisi e facilmente percepibili nella loro scarsa ambiguità
  • scegliere nomi facilmente pronunciabili, soprattutto se si punta su un mercato globale, e scartare nomi difficili da pronunciare o intraducibili in termini di significati e linguistici (es. Customerization)
  • cercare di rimanere al di sotto di undici caratteri (provate a generarli con Catchword) riconoscendo la complessità della lettura e della comprensibilità dei nomi lunghi, soprattutto da parte di persone non abituate alla lettura
  • in mancanza di idee e creatività meglio far ricorso a  generatori automatici di nomi tra cui poter operare successivamente e dopo ulteriore brainstorming una scelta ottimale
  • fare ricorso a suffissi e prefissi per migliorare il significato del nome

 

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