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Tecnologia e fenomeno Grande Madre (Big Mother)

Tecnologia e fenomeno Grande Madre (Big Mother)

06 Giugno 2013 Redazione SoloTablet
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Il termine usato è Big Mother. Serve a descrivere un nuovo fenomeno fatto da APP e tecnologie che i genitori usano per ‘controllare’ meglio i loro pargoli. Descrive anche applicazioni più o meno pervasive che interagiscono con noi per ricordarci le nostre diete, gli esercizi fisici e le posture da osservare e che controllano la nostra vita

La Grande Madre è una  divinità femminile primordiale, presente in quasi tutte le mitologie note, collegata alla terra (madre), alla capacità generatrice, alla femminilità come elemento di mediazione tra umano e divino. Oggi, più prosaicamente, il termine è usato per descrivere un fenomeno, sempre più diffuso, che vede i genitori e in particolare modo le madri impegnati nell’uso delle nuove tecnologie con lo scopo di monitorare, gestire e controllare le azioni dei loro figli. Sono tecnologie come quelle Mobile, di geolocalizzazione, RFID, video e APP, tutte potenzialmente capaci di raccogliere numerose e utili informazioni su chi le sta utilizzando e di condividerle con qualcun altro. In questo caso la grande mamma e i genitori.

Il termine può richiamare quello più famoso perché associato all’opera di Orwell e al suo grande fratello governativo capace di tenere sotto controllo l’intera popolazione attraverso agenti umani muniti di videocamera e microfono. In realtà Big Mother è un fenomeno recente, nato dalla diffusione delle nuove tecnologie e di nuove pratiche comportamentali da parte dei giovani e reso possibile dall’arrivo sul mercato di nuovi strumenti e dispositivi.  Le tecnologie sono quelle RFID, Mobile, Wi-Fi, GPS, fotocamere digitali ed altre. Grazie ad esse i genitori hanno acquisito la capacità di monitorare e tenere i loro figli anche in loro assenza e/o di mantenere un costante legame e contatto con loro quando sono in libertà e fuori casa.

Lo strumento ormai diventato insostituibile è il telefono cellulare, regalato anche a bambini che frequentano l’asilo. Ma altre tecnologie come l’RFID sono mezzi più sofisticati per tracciare in ogni momento e in ogni luogo le attività dei ragazzi, attraverso semplici componenti tecnologici integrati nelle loro cartelle, astucci o vestiti. Pratiche di questo tipo hanno già trovato applicazione negli Stati Uniti e in particolare in California. Alcune di queste pratiche sono suggerite direttamente dalle scuole che intervengono anche nell’assicurare che l’accesso ad Internet e al web sia in qualche modo protetto e reso sicuro per ragazzi al di sotto dell’età adulta.

Altre tecnologie permettono di controllare la dieta e gli acquisti di beni di consumo dei ragazzi, di filmare attraverso videocamere di quartiere la vita dei ragazzi per strada e nei locali pubblici e di intervenire immediatamente grazie ad informazioni ricevute (push to talk) dal sistema di videocontrollo stesso.

Le stesse tecnologie usate dai genitori sono disponibili anche agli operatori scolastici che diventano loro malgrado una componente importante della Grande Mamma di cui parlavamo all’inizio dell’articolo.

Con Big Mother, alcuni giornalisti definiscono anche il fenomeno, sempre più diffuso, di APP e nuovi gadget tecnologici che si aiutano nella nostra attività fisica e che si affiancano a noi nella nostra vita quotidiana come una grande mamma digitale capace di darci consigli, di strigliarci a dovere, di ricordarci scadenze e promesse e  di farlo naturalmente…per il nostro bene.

 

bigmother

Parliamo di APP come Beeminder, Beam Brish, Up, FitBit One, e numerosissime altre che ci ricordano durante una riunione che dobbiamo cambiare postura, o interrompere per un esercizio fisico, che registrano la velocità con cui divoriamo i nostri pasti e ci ricordano l’importanza della lentezza. Sono applicazioni che danno per scontata la nostra scarsa volontà nel prenderci cura di noi stessi e il nostro bisogno di ricorrere ad aiuti esterni. Queste applicazioni non sono nuove ma applicano la stessa logica del GPS. Solo che, mentre il GPS si limitava a segnalare che una strada era sbagliata, ora ci sono APP capaci di rilevare la velocità dell’auto e di suggerire maggiore moderazione, di intervenire se percepisce che state guidando male o state usando troppo spesso i freni.

Le nuove tecnologie e soprattutto le nuove applicazioni non sono più il prodotto di semplici informatici. Al lavoro ci sono psicologi comportamentisti che studiano i comportamenti e le reazioni delle persone ad impulsi esterni, ci sono antropologi, psicanalisti  e filosofi.

La fetta più consistente di questi nuovi ambiti tecnologici è legata alle attività fisiche, alle diete e alla salute. Le APP si prendono cura del nostro fisico ma anche della nostra mente. Ci sono APP capaci di misurare le nostre emozioni e fornire immediatamente consigli su come reagire e cosa fare.

La pervasività di queste tecnologie è tale da far ipotizzare a molti la realizzabilità di antichi sogni e visioni legati a mondi virtuali fatti da macchine e cuborg umani in simbiosi tra loro nell’aiutarsi a vicenda. Per altri questa pervasività e la conseguente e crescente dipendenza da apparati e software tecnologici è il segnale di una fase nella quale le macchine rischiano di prendere il sopravvento e diventare loro stesse un unico Big Brother e Big Mother.

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