A scuola con il tablet /

A scuola con il tablet? Chi paga?

A scuola con il tablet? Chi paga?

11 Settembre 2012 Redazione
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Il tablet a scuola sembrava essere lo slogan governativo per l'inizio anno 2012. La realtà, come spesso accade, si rivela più complessa e diversa dal racconto che ne viene fatto. La rivoluzione tecnologica a scuola di cui tanto si parla non sembra tanto vicina e dovrà essere rinviata ancora una volta. Mancano le risorse, i fondi, i soldi.....

Il progetto Generazione Web (Il progetto di Regione Lombardia finalizzato al sostegno finanziario delle istituzioni scolastiche statali, paritarie e formative di secondo grado per l’acquisto di dispositivi utili al lavoro individuale e di gruppo da destinare all’attività didattica degli studenti) avrebbe dovuto mettere a disposizione fondi e risorse a tutte le scuole che candidandosi avessero vinto. Ad oggi i 19 istituti che hanno superato la prova sono ancora in attesa e i tablet a cui averbbero dovuto avere accesso non arriveranno prima dell'inizio delle lezioni.

Obiettivo di Generazione Web era dare la possibilità agli istituti scolastici di presentare dei progetti personalizzati per far usare ai ragazzi tablet ed ebook. L'idea era di alleggerire le spalle dei ragazzi passando da libri di testo cartacei a libri digitali utilizzati attraverso strumenti tecnologici.

Per il momento però tutto sembra essersi fermato perchè mancano i soldi che sarebbero dovuti arrivare dalla regione. Se non arriva il finanziamento le scuole non possono procedere all'acquisto di quanto serve.

I progetti scolastici prevedevano un periodo di formazione per ragazzi e per docenti nell'uso delle nuove tecnologie. Senza tablet i programmi previsti andranno spostati in là nel tempo sperando che nel frattempo la regione sblocchi i finanziamenti e i tablet possano essere utilizzati.

Il problema tocca tutte le scuole che avendo contato sull'arrivo dei nuovi strumenti avevano scelto solo libri in formato digitale scartando quelli su carta.

Già partito il rimpallo delle responsabilità, dalla provincia, alla regione, al ministero.

Ma questo non dovrebbe meravigliare, nè gli studenti e i professori nè i cittadini!

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