A scuola con il tablet /

Attenzione alla sostituzione integrale dei testi e alla superficialità del sapere [24]

Attenzione alla sostituzione integrale dei testi e alla superficialità del sapere [24]

18 Febbraio 2015 Redazione
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Le voci degli insegnanti raccolte da SoloTablet insistono sulla necessità dell'innovazione scolastica ma evidenziano anche spunti di riflessione non banali come quelli sottolineati da Luca Giancarli nell'intervista che pubblichiamo. Argomento sicuramente provocatorio per molti di coloro che operano all'interno della scuola è la scarsa propensione dei docenti a rinunciare alla didattica tradizionale o a metterla in discussione, perchè non sembrano in grado di cogliere le prospettive di crescita e di arricchimento legate alle nuove tecnologie.

 

Se sei un/a insegnante e vuoi contribuire alla iniziativa di SoloTablet puoi contattarci a questo indirizzo. Ti verranno inviate le domande utili a comporre l'intervista.

Per l'anno scolastico 2014 - 2015 proponiamo a tutti gli inseganti  l'ebook 'Tablet a scuola: come cambia la didattica' scritto da Carlo Mazzucchelli. Seguiteci anche attraverso la nostra rivista digitale Flipboard dedicata alla scuola.


 

Cosa pensa delle nuove tecnologie e che tipo di relazione intrattiene con esse nella sua vita individuale e professionale?

Mi sento sicuramente un tecnofilo e penso che le nuove tecnologie siano una caratteristica irrinunciabile della nostra società: esse forniscono la possibilità di rendere più veloci e accurati i compiti quotidiani, permettono la comunicazione, l'automazione, il controllo di molte attività, lasciando tempo per altre cose più importanti. Per questo motivo sono convinto che possono aggiungere valore anche alla didattica, all'insegnamento e all'apprendimento.

Certo, non mi sfuggono le problematiche da esse suscitate, ma credo che siano superabili, come in tanti altri settori della tecnica.

 

E’ favorevole all’introduzione di tablet e applicazioni mobili in aula?

Non sono favorevole alla sostituzione integrale dei libri di testo e della spiegazione tradizionale con i tablet ma sicuramente l'utilizzo dei tablet per gruppi o per singoli può aumentare il rendimento scolastico. Penso che siano molto utili nel reperimento di informazioni e nella abitudine alla validazione delle stesse, inoltre penso che siano utili nella costruzione di schemi e tabelle. Ovviamente l'uso di strumenti così familiari per gli studenti ha una ricaduta anche in termini di interesse e motivazione.

La controindicazione che potrebbe emergere è quella della superficialità del sapere.

 

 

Secondo alcuni la scuola italiana è ricca di risorse, professionalità e competenze ma è mal organizzata e soprattutto incapace di sfruttare le nuove tecnologie. Lei cosa ne pensa? Quali potrebbero essere, secondo lei, le strategie e i programmi da implementare?

Purtroppo vedo che le tecnologie multimediali fanno estrema fatica a diffondersi nella scuola e secondo me ciò si deve ad una resistenza da parte dei docenti che non intendono né rinunciare alla didattica tradizionale né metterla in discussione. Probabilmente ne vedono alcuni innegabili punti di forza, ma non sono in grado di cogliere le prospettive di crescita e di arricchimento. Non credo molto nei piani di informatizzazione su vasta scala, da solito hanno avuto come obiettivo solo la fornitura di strumenti e la loro reale incidenza è stata episodica.

In effetti credo che servirebbero anche molti altri interventi, per esempio sul piano di studi, sull'organico funzionale, sull'orario scolastico e ovviamente insieme a questi interventi deve avere spazio anche un intervento integrato di formazione e aggiornamento sulla didattica multimediale.

 

Ha già sperimentato il tablet in classe? Ci potrebbe raccontare qual’è stata la sua esperienza personale e didattica?

L'ho sperimentato in poche situazioni e però ho sempre potuto vedere come la concentrazione degli studenti sia aumentata, come fossero ben felici di utilizzare il tablet e gli smartphone, anche perché la lezione è risultata più rapida e più interessante (e questo indubbiamente giova, anche se non penso che sia necessario generalizzarla). Purtroppo le difficoltà sono state tante, soprattutto di ordine organizzativo, dovute ad una scarsa qualità della rete, alla politica scolastica di controllo degli accessi; senza considerare che io lavoro esclusivamente con l'iPad di mia proprietà, senza avere nessun riconoscimento reale dalla scuola.

 

Se ha sperimentato il tablet in classe ci può raccontare alcuni dei progetti realizzati?

In classe utilizzo molto frequentemente l'iPad Air per proiettare lezioni oppure come reperimento e manipolazione di informazioni (sostitutivo della Lim); in classe gli studenti usano dispositivi di loro proprietà, non saprei dire quali sono; la scuola ha a disposizione dei tablet Asus.

Li ho sperimentati, per esempio, in una situazione di lezione collaborativa proiettando con Google drive sulla Lim un documento e facendo interagire i ragazzi in tempo reale con i loro dispositivi, lo uso poi per proiezioni multimediali, per la navigazione su Internet e molto spesso per la proiezione di pagine tratte da Wikipedia. I ragazzi lo usano autonomamente per prendere appunti e poi scambiarseli nel pomeriggio. Ho sperimentato varie applicazioni didattiche online (mappe mentali, linee del tempo, carte di memorizzazione, ecc.) ma sempre con difficoltà, dovute alla gestione delle password, al reticenza di fronte agli abbondanti e complessivamente ad un sostanziale stato di abbandono nella manutenzione ordinaria.

 

Come giudica le reazioni degli studenti?

Le reazioni sono state molto positive e l'utilizzo di dispositivi non ha minimamente nuociuto alla concentrazione, anzi secondo me ha giovato alla concentrazione: i ragazzi sono stati ben felici di utilizzare strumenti a loro familiari che possano velocizzare e migliorare l'attività scolastica.

 

La tecnologia sta cambiando la scuola così come la vita delle persone. Effetti e risultati non sono facilmente prevedibili, soprattutto dal punto di vista cognitivo e dell’apprendimento di nuove conoscenze. Secondo lei quale futuro ci aspetta?

Ci aspetta un futuro nel quale la facilità di accesso alle conoscenze e la estrema estensione quantitativa di esse creerà dei problemi rispetto alla loro validazione e alla loro effettiva fruizione e per questo motivo dovremmo essere in grado di salvaguardare quelle pratiche di approfondimento e studio che permettano l'assimilazione, l'analisi e il giudizio.

 

 


Profilo professionale

 

Prof. Luca Giancarli

Liceo Classico "Vittorio Emanuele II"

Greco, Latino, Italiano, Storia e geografia

www.lucarom.it

www.liceoclassicojesi.it

Www.facebook.com/lucarom

@lucarom70

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