A scuola con il tablet /

E se la tecnologia rendesse obsoleto e inutile l'insegnamento in classe?

E se la tecnologia rendesse obsoleto e inutile l'insegnamento in classe?

17 Agosto 2017 Redazione
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L'apprendimento al di fuori dell'aula scolastica è sempre stato possibile, oggi lo è di più. Una volta definiva la distinzione di classe e di genio, oggi è diventato più egualitario grazie al possesso di apparti tecnologici e alla conoscenza diffusa della tecnologia. Smartphone, tablet, cloud computing, Realtà Virtuale e Aumentata, APPlicazioni e macchine intelligenti stanno cambiando in profondità il modo di apprendere tradizionale. L'aula e l'insegnante saranno sempre entità necessarie ma forse già oggi lo sono un pò meno o lo sono in modo diverso.

Le rivoluzioni tecnologiche degli ultimi anni e la volontà di potenza esercitata dalla tecnologia suggerisce, a tutti coloro che operano all'interno della scuola e si occupano di formazione ed educazione, di riflettere in modo non superficiale sulle forme della didattica e dell'apprendimento corrente. La domanda ormai ricorrente e pressante non è se ma quando e in che modo le nuove tecnologie potrebbero rendere obsolete le classi scolastiche rimpiazzandole con nuovi spazi educativi/formativi diversi, distribuiti, condivisi, collaborativi, virtuali e tecnologici.

La disponibilità, e spesso la gratuità, di servizi di cloud computing come quelli creati appositamente da Google, Microsoft o Apple per la scuola permettono già oggi di praticare forme di didattica che non prevedono necessariamente la compresenza in una stessa aula di insegnante e studenti. Gli studenti non hanno più bisogno di portarsi appresso chili di manuali ma possono accedere alle risorse online di cui hanno bisogno per apprendere direttamente da casa, in vacanza, dal bar o in viaggio. Gli insegnanti possono condividere online una quantità maggiore di informazioni e conoscenze, in formati diversi, di farlo con modalità innovative e con maggiore coinvolgimento e rivedendo le forme della didattica tradizionale alle quali sono stati istruiti e abituati.

La vera rivoluzione emergente è quella innescata nel 2010 con l'arrivo dell'iPad e si è poi diffusa con la pervasività dello smartphone, diventato a tutti gli effetti il vero strumento di personal computing con cui le nuove generazioni di nativi digitali navigano, socializzano sui social network, accedono alle informazioni e alle conoscenze online e apprendono. Il dispositivo mobile, in particolare il tablet che ha contribuito ad arricchire didattica e pedagogia, ha contribuito alla trasformazione in atto del ruolo delle classi scolastiche e fatto emergere l'idea che si possa apprendere e formarsi anche al di fuori di esse.

Le nuove tecnologie stanno facilitando il passaggio verso forme di educazione digitali e a distanza. A limitare questo passaggio è al momento il costo, ancora eccessivo, dei dispositivi tablet. Il fenomeno non interessa tutte le realtà nazionali allo stesso modo. E' più accentuato nei paesi anglosassoni e meno in paesi come il nostro nel quale gli investimenti tecnologici a scuola non sono solo limitati dai costi eccessivi ma anche dall'arretratezza culturale sul tema.

Il futuro è però già qui, anticipato da tecnologie potenti e sempre più alla portata di tutti: tecnologie come smartphone e tablet ma anche cloud computing e servizi per l'educazione come quelli di Google e Microsoft; tecnologie come quelle video che offrono utili simulazioni ad esempio a studenti di medicina e altre facoltà mediche; tecnologie come quelle indossabili utili per applicazioni di Realtà Virtuale e Aumentata; tecnologie per la realizzazioni di aule e laboratori virtuali, soluzioni di Realtà Virtuale e Aumentata, di video-conferenza, di stampa tridimensionale; infine tecnologie in grado di portare a scuola e in ambito educativo robot e macchine intelligenti.

 

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