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Ho introdotto il tablet in classe, e ora?

Ho introdotto il tablet in classe, e ora?

06 Aprile 2013 Redazione
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In una scuola alla ricerca di futuri possibili, anche tecnologici, il tablet ha rappresentato uno strumento ideale di una possibile rivoluzione. Le sperimentazioni sono state numerose, ora prevale un momento di maggiore riflessione. Si è compreso che la tecnologia da sola non basta e che l’informazione non è formazione.

Le numerose sperimentazioni fatte da molti docenti che, fulminati dall’arrivo dell’iPad e dal suo magnetismo, hanno deciso di introdurlo in classe, sono servite a verificare le potenzialità delle nuove tecnologie e dei nuovi dispositivi ma anche a valutarne l’incompletezza. Se obiettivo della scuola è di fornire agli studenti il pensiero critico e le risorse necessarie per affrontare un mondo complesso e competitivo, la tecnologia da sola non è sufficiente. Non basta fornire un accesso costante e illimitato all’informazione per modernizzare e rinnovare la scuola e il modo di insegnare, bisogna saper ripensare le forme in cui si esprimono la formazione e la didattica in aula e l’apprendimento da parte degli studenti. I nuovi progetti tecnologici vanno inseriti all’interno di processi formativi ripensati e ridisegnati a partire dalle caratteristiche dei nuovi dispositivi ( connettività costante, tattilità dell’interfaccia, applicazioni, ecc.) ma anche dalle mutate capacità degli studenti, dai loro nuovi gusti e comportamenti, bisogni e aspettative.


Sul tema della didattica e dell'apprendimento con i nuovi dispsoitivi mobili SoloTablet ha pubblicato numerosi testi, eccone alcuni:


 

Il dispositivo tablet è strumento potente per accedere in modo rapido a grandi quantità di dati e informazioni, per condividerle con compagni di classe e insegnanti, per lavorare e studiare anche dopo l’orario scolastico e per collaborare nell’esecuzione di iniziative e progetti che richiedono un lavoro di gruppo e il contributo di tutti. Il tablet però non sostituisce il libro così come la rete, con la sua ricchezza di informazione, non sostituisce l’approfondimento che solo il rapporto con il docente può dare.

Con l’introduzione del tablet in classe cambia anche il ruolo del docente. La sua attività didattica non può più essere fatta in modo unidirezionale e frontale e il suo ruolo non è più semplicemente quello di spiegare il contenuto delle lezioni agli studenti.  Il tablet in classe trasforma la didattica in una ricerca costante di scambio e interazione con la classe e l’apprendimento in una esperienza condivisa e collaborativi.

Il ruolo delle nuove tecnologie viene giocato tutto in questo cambiamento della didattica e delle forme di apprendimento. Il tablet non può essere fine  a sé stesso ma strumento di lavoro insostituibile e utilizzabile per innovare la scuola, cambiare la didattica, adattare la prima e la seconda alle nuove necessità di generazioni (Gen Y, Millennila) che sono nate e cresciute con Internet, il telefono cellulare e le nuove tecnologie sociali e mobili.  In questo contesto, così come il tablet non sostituisce altri strumenti informatici come il PC, anche i libri digitali non sostituiscono il libro di carta ma offrono semplicemente nuove forme di lettura e di apprendimento. Più interattivo, più ricco di informazioni ( biblioteche e dizionari online, bibliografie, vita e storia di personaggi e autoi ecc.), più partecipato e oggetto di scambio e nuovi approfondimenti grazie alla collaborazione con i compagni di classe e i docenti.

 

Fonte: www.emanuelazibordi.it

L’introduzione e diffusione del tablet nelle classi italiane cambia radicalmente il contesto nel quale si muovono gli studenti. Il fatto di essere sempre connessi genera un flusso costante di informazioni che catturano mente e cuore dello studente mettendo a rischio la sua capacità di concentrazione e di mantenere elevato il livello di attenzione.  Se questo rischio è il risultato delle nuove tecnologie, l’attenzione di docenti e istituzioni scolastiche deve rifocalizzare sforzi e iniziative dei progetti tecnologici al fine di trasformarli in potenti strumenti per lo sviluppo di pensiero critico, capacità relazionali e di lavoro di gruppo.

Fatto questo la tecnologia si trasformerà in strumento potente di formazione, maturazione e crescita delle nuove generazioni e di sviluppo di nuove metodologie e pratiche didattiche.

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