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I bambini non giocano più tra loro, lo fanno con il tablet

I bambini non giocano più tra loro, lo fanno con il tablet

06 Aprile 2013 Redazione
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Il tablet sta penetrando nelle scuole di ogni tipo e di ogni grado. Studenti liceali, così come bambini di tre/quattro anni, stanno sperimentando nuove forme di apprendimento, di lettura e di gioco. Una rivoluzione rispetto al passato con numerose opportunità e alcuni rischi.

Chi ha superato i quaranta si può ricordare facilmente le attività nelle quali veniva, più o meno controvoglia, coinvolto all’asilo o alle scuole elementari. Molte di queste attività prevedevano l’uso di materiali grezzi per dare forma ad oggetti e costruzioni varie.  Oggi, nelle stesse aule frequentate da questi quarantenni quando erano ragazzini, la scena è completamente cambiata e vede bambini seduti per terra o in gruppo, tutti impegnati a far scivolare le loro dita sulle superfici tattili di un tablet.  Uno scenario rivoluzionario, non per l’arrivo del tablet in classe ma perché grazie ai nuovi dispositivi viene rivoluzionata la didattica e le forme di apprendimento e di conoscenza dei saperi.

L’introduzione del computer a scuola non è recente. Prima del tablet le scuole che hanno innovato o semplicemente disponevano del budget necessario, hanno creato laboratori di informatica dotati di PC desktop, laptop, notebook ecc. Il tablet, con le sue caratteristiche ergonomiche, la sua trasportabilità e leggerezza, è entrato direttamente in classe e sui banchi degli studenti, rendendo obsoleti non solo i libri di carta ma anche i laboratori informatici.

Le opzioni disponibili sono numerose. La prima è sicuramente l’iPad di Apple ( 8 milioni le unità fin qui vendute per scopi didattici) e a seguire le piattaforme Android e Windows 8.

Il successo del tablet a scuola deve molto alla rapidità con cui i ragazzi sono in grado di prendere possesso dello strumento e di piegarlo alle loro necessità e curiosità. A questo successo contribuiscono molto anche quei docenti che hanno compreso come, con l’arrivo del tablet, l’information technology tradizionale a scuola è praticamente defunta. Infine a questo successo hanno contribuito anche i produttori che hanno saputo adattare i loro prodotti Mobile alle esigenze della scuola e degli studenti.

Il problema principale, in Italia e nel resto del mondo, rimane il costo delle apparecchiature necessarie ad informatizzare le classi con le nuove tecnologie. Il costo è meno proibitivo nelle scuole private, lo è molto di più in quelle pubbliche. Le alternative all’acquisto si sono moltiplicate e sono state favorite dagli stessi produttori e distributori: affitto, leasing, iniziative di raccolta fondi, investimenti di sponsor e privati, prodotti a basso costo.

Fonte: www.easyreadernews.com

La rivoluzione in corso non si può più interrompere. Lo dicono familiari, ragazzi, docenti e istituzioni scolastiche.  A continuare ad essere riluttanti sono gli editori ma si dovranno arrendere nei confronti di un pubblico che ama le nuove tecnologie per la loro connettività, interattività, caratteristiche tecniche e funzionali e per l’accesso ad infinite risorse e saperi in formato digitale.

I tablet favoriscono l’intraprendenza dei ragazzi ed eliminano le barriere allo studio tra la scuola, la strada e la casa. Il tablet favorisce la creatività e la collaborazione così come l’apprendimento di gruppo e lo scambio di saperi e di conoscenze legate al saper fare.

Rimangono alcune preoccupazioni. Il tablet rischia di creare un rapporto preferenziale, esclusivo e totalizzante con i ragazzi. Il piacere che essi provano con il loro tablet può spingerli a non aprire più alcun libro e, soprattutto, a non cercare più la compagnia dei coetanei per giocare e crescere insieme.

Se così fosse i bambini non giocheranno più tra loro, lo faranno con il loro tablet e in digitale.

E forse cresceranno lo stesso!

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