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Il tablet aiuta a superare il digital divide

Il tablet aiuta a superare il digital divide

04 Febbraio 2013 Redazione
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Il digital divide è quello dell’accesso egualitario all’educazione. Obiettivo ancora lontano, non solo nei paesi del terzo mondo e/o emergenti ma anche in paesi ricchi, come gli Stati Uniti, nei quali ancora pochi sono coloro che dispongono delle risorse necessarie per accedere all’educazione e a scuole e università di qualità.

Il digital divide sull’educazione è il più denso di conseguenze rispetto ai molti altri ‘divide’ esistenti. La mancanza di educazione appropriata perpetua cicli di povertà che finiscono per condannare i poveri a rimanere poveri e per rendere impossibile qualsiasi tipo di ascensore sociale. Da alcuni anni ad aiutare quanti si stanno impegnando a ridurre il digital divide esistente c’è la tecnologia. La diminuzione costante dei prezzi, la maggiore capacità di elaborazione e la facile adattabilità ad esigenze diverse sono andate di pari passo con una maggiore possibilità di accesso ed utilizzo. La tecnologia ha contrinuito anche a far mettere in discussione metodi e approcci didattici e strutture educazionali di tipo tradizionale. Oggetto di queste riflessioni sono state le modalità unidirezionali e frontali di formazione, l’organizzazione delle classi e le modalità di coinvolgimento degli studenti, la ricerca e l’utilizzo delle informazioni ecc.

Un ruolo sostanziale nell’aiutare il supermento del digital divide formativo lo hanno avuto le molte iniziative, come quella di Nicholas Negroponte, che hanno permesso la produzione e distribuzione di dispositivi personal computer in paesi svantaggiati. Oggi a favorire nuove iniziative e maggior successo delle setesse è la disponibilità di strumenti tablet che con le loro caratteristiche tecnico-funzionali rendono possibili nuovi e interessanti sviluppi. Non è un caso che sono già numerose le organizzazioni no-profit (Worldreader ad esempio ha distribuito 75.000 tablet in Ghana, Kenya e Uganda) che stanno adottando il tablet sia come strumento per facilitare l’apprendimento sia per diffondere nuove pratiche didattiche a distanza che possano sostituire, là dove esiste una carenza dell’offerta, sistemi scolastici e docenti attraverso l’impiego innovativo della tecnologia.

Alcune di queste inizative, come quella di Worldreader prevede la distribuzione di dispositivi e-reader dotati di ebook, stanno raccogliendo grande successo e sperimentando un interesse crescente da parte dsgli studenti verso i nuovi dispositivi e le nuove forme di apprendimento auto-didatta. Secondo Negroponte, con i nuovi dispositivi, i bambini potrebbero apprendere a leggere senza supporto esterno. Il tutto grazie al tablet e alle applicazioni in esso disponibili. Si tratta di un punto di vista radicale e non condiviso da tutti, perché sposa l’idea che gli umani siano predisposti naturalmente (geneticamente) alla lettura. Un punto di vista che prevede un più rapido superamento del digital divide perché abbassa i costi e prevede il semplice equipaggiamento delle tecnologie necessarie e la loro distribuzione nel mondo. Questo punto di vista ha già trovato una concreta applicazione in Etiopia con la distribuzione di tablet ai bambini di due villaggi. I tablet dotati di pannelli solari hanno pre-installate una serie di applicazioni che sono state pensate per catturare la curiosità dei bambini e sviluppare la loro volontà di auto-apprendimento. Tutto avviene senza alcun supporto esterno o intervento di tipo didattico. I risultati sono stati finore soddisfacenti e tali da suggerire un allargamneto dell’esperiemento su altre zone dell’Africa.

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Questo esperiemento è utile negli effetti formativi che produce nei luoghi in cui è in corso ma anche per suggerire piani e programmi futuri. I risultati positivi indicano che i costi sono limitati alla distribuzione di tablet ricchi di nuove applicazioni e all’allargamento e replicazione dell’iniziativa in luoghi del mondo diversi. Potrebbe essere utile la costituzione di una comunità di sviluppatori completamente assegnati e focalizzati al progetto per la creazione di nuove applicazioni e lo sviluppo di nuove idee. Potrebbe infine servire ripensare modelli e forme della didattica per valutare in modo approfondito ruolo ed effetti della tenologia nell’apprendimento in assenza di docenti.

 

 

 

 

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