A scuola con il tablet /

La tecnologia da sola non risolverà i problemi della scuola così come non lo farà La Buona Scuola!

La tecnologia da sola non risolverà i problemi della scuola così come non lo farà La Buona Scuola!

14 Novembre 2016 Redazione
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Negli ultimi anni molte scuole italiane si sono dotate di computer e applicazioni e tutte hanno visto le loro aule riempirsi di studenti smanettoni tutti dotati di un dispositivo elettronico. Rimangono arretratezze e disparità ma la tecnologia non è più un problema. Parlarne invece lo è perchè molti sembrano avere affidato alla tecnologia la didattica rinunciando a riflettere sui suoi effetti e sul ruolo che insegnanti e adulti in carne e ossa possono avere nell'educazione dei ragazzi.

Tra dieci o vent'anni il problema potrebbe anche non porsi più. Insegnati robotizzati faranno da hub di reti intranet wireless alle quali tutti gli strumenti saranno connessi con i loro dispositivi mobili che useranno per interagire, per apprendere, per fare i compiti in classe e prepararsi agli esami finali, anche quelli possibilmente eseguiti online attraverso semplici tablet preconfigurati ad hoc per stilare una valutazione idonea dell'esaminando in formato ovviamente elettronico. A rivedere compiti in classe, esattezza delle traduzioni dal latino o dal greco o calcoli differenziali saranno semplici applicazioni integrate in insegnanti robot tutti uguali e con le stesse funzionalità ma diversi per tipologia di scuola e per i presidi che li avranno assunti (acquistati).

Questi scenari sono lontani e poco prevedibili. Oggi a prevalere sembrano essere altre preoccupazioni. Molti genitori sono convinti che la tecnologia possa amplificare le capacità pedagogiche della scuola e dei suoi insegnanti ma al tempo stesso stanno cominciando a capire che la tecnologia da sola non basta e che sia sempre più necessaria una guida umana e adulta. Una richiesta che trova un riscontro concreto nelle scelte che molti genitori della Silicon Valley, istruiti e professionalmente impegnati nelle aziende tecnologiche, hanno fatto mandando i loro figli in scuole nelle quali la tecnologia è severamente bandita. Difficile pensare che essi siano contrari alla tecnologia o tecnofili. Semplicemente non credono che la tecnologia o l'introduzione a scuola di maggiori gadget tecnologici possano formare teste ben fatte e contribuire allo sviluppo e alla maturazione ideale dei loro pargoli.

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E' una scelta che pone una domanda: cosa sanno questi genitori che tutti gli altri genitori non sanno? Le risposte possono essere molteplici e non univoche. Una prevale su tutte, il rischio di sopravvalutare il ruolo della tecnologia nell'insegnamento e si sottovalutarne i suoi effetti che possono avere conseguenze profonde e durature nel tempo per chi vi è continuamente esposto. Già oggi le indagini sociologiche indicato in 6-8 ore il tempo che i giovani passano interagendo con il display dei loro dispositivi mobili.

La sottovalutazione degli effetti è tanto più grave quanta poca attenzione viene prestata alle disparità che creano. L'introduzione di tecnologia nelle scuole ha favorito gli ottimi risultati di alcune e evidenziato le deficienze di altre. In classe la tecnologia ha favorito alcuni studenti e reso più distratti, passivi e svogliati gli altri. La media, rilevata da numerosi studi, non sembra propendere per i primi ma svelare una tendenza al livellamento verso il basso, a un aumento della distrattenzione e a una crescente difficoltà nel tenere alto il livello di attenzione di coinvolgimento finalizzato all'apprendimento.

Il problema è esacerbato dalla scarsa conoscenza tecnologica di molti insegnanti e dalla loro passività nei confronti del mezzo tecnologico di cui apprendono e magnificano funzionalità e applicazioni senza una opportuna riflessione critica sugli aspetti della didattica, dell'apprendimento e della conversazione.

Fare eccessivo affidamento alla tecnologia o lasciare libertà di accesso e utilizzo ai ragazzi aumenta le loro opportunità di informarsi e acculturarsi ma facilita anche la loro propensione al divertimento e all'intrattenimento (meglio Angry Birds che una lezione di latino online). La tecnologia amplifica le opportunità ma anche le debolezze e le distrazioni. Se si propone a un ragazzo uno strumento tecnologico che offre entrambe le possibilità, gli studi evidenziano come la scelta sia prevalentemente per il divertimento. La tecnologia non serve a cambiare le inclinazioni di un ragazzo. La presenta di un adulto con maggiore attenzione e un costante affiancamento, la sua conoscenza della tecnologia usata dai ragazzi e dei suoi effetti forse si.

 

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