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Nativi digitali e motori di ricerca

Nativi digitali e motori di ricerca

07 Maggio 2013 Redazione
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Il motore di ricerca, incluso quello di Google, è diventato sempre più potente e intelligente ma fa ancora fatica a distinguere i contenuti buoni da quelli spazzatura e prodotto dallo spam della rete. Il problema non avrà soluzione rapida. Unica soluzione sapere cosa cercare!

Sul motore di ricerca come strumento di navigazione della rete sono state scritte enciclopedie intere. Nessuna ha saputo spiegare in modo definitivo come fare a superare lo scoglio principale: trovare informazioni corrette e buone evitando quelle spazzatura. La cosa è molto complicata e per nulla semplice. I motori di ricerca come quelli di Google, attraverso la personalizzazione (Le realtà inventate da Google), presentano all’utente prevalentemente quello che secondo loro gli utenti dovrebbero vedere, perché coerente con il profilo che di loro hanno (Google non è più uguale per tutti e fa filtro. Fra un pò farà anche la ricerca...). In secondo luogo cercare non è una operazione semplice. Bisogna imparare a farlo, darsi una disciplina, apprendere dall’esperienza e dagli errori.

Studenti e pratiche scolastiche nell'uso dei motori di ricerca

Ricerche recenti hanno evidenziato come ad avere maggiori problemi nella ricerca web e a cadere vittime della personalizzazione di Google e dello spam siano soprattutto le nuove generazioni. E’ come se non avessero imparato e non sapessero come fare a valutare le sorgenti di informazione disponibili in rete e a districarsi tra il fasullo e il prodotto di valore, tra informazione e notizia, tra fatto e interpretazione, tra promozione marketing e comunicazione.

Quanto è stato scoperto da alcune ricerche condotte ad esempio da società come Pew Internet, può sorprendere e meravigliare. I nativi digitali vengono infatti considerati gli esperti della navigazione in rete, persone sempre connesse, sempre informate sulle novità della rete, sempre coinvolte nei passaparola e le esperienze dei social network. Eppure, quando si parla di usare i motori di ricerca, proprio i nativi digitali sembrano manifestare alcune lacune che indicano la necessità di forme di educazione adeguate all’apprendimento di buone pratiche e modalità operative diverse da quelle attuali. In assenza di buone pratiche il rischio è che i nativi digitali continuino a fare fatica a distinguere tra comunicazione commerciale e informazione o contenuti accademici.

Tra le buone pratiche da apprendere anche una buona dose di pazienza, utile e necessaria sia nel processo di ricerca che nella disamina e analisi critica dei contenuti trovati. La conferma della difficoltà dei nativi digitali nell’usare al meglio i motori di ricerca viene anche dagli insegnanti di scuola. Il 60% di quanti sono stati intervistati nel campione di Pew Internet si sono dichiarati d’accordo sul fatto che le tecnologie odierne non aiutano nella ricerca di informazioni credibili. Solo un terzo di loro credono che i loro studenti abbiano capacità e approcci in grado di produrre buoni risultati o eccellenti.

La maggioranza degli insegnanti ritiene che l’uso di Internet e dei motori di ricerca a scuola o per fini didattici sia buona cosa ma l’87% di loro sottolinea un calo generalizzato dell’attenzione ed un aumento corrispettivo della distrazione che finisce per non aiutare lo studenti dal punto di vista scolastico e accademico.

Questi e alcuni dei dati qui sotto riportati sono emersi durante una indagine condotta da Pew Internet su un campione di 2000 insegnanti di scuole medie e superiori e da alcuni focus group ai quali hanno partecipato alcuni di questi insegnanti unitamente ai loro studenti. Obiettivo dell’indagine era di esplorare la visione e le opinioni degli insegnanti sull’influenza e impatto delle tecnologie digitali sulle abitudini degli studenti nella ricerca di informazioni e nella scrittura.

In generale la maggioranza degli insegnanti ha valutato come positivo l’impatto delle nuove tecnologie ma molti ne hanno sottolineato gli impatti negativi. E’ stata valutato come molto positivo l’impatto sugli studenti migliori nell’accedere ad informazioni e approfondimenti su argomenti di loro interesse e vantaggiosa per tutti gli studenti la vasta disponibilità di materiale educativo e in formati diversi sulla rete.

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Le preoccupazioni emerse hanno invece sottolineato il rischio di:

  • Una assuefazione e dipendenza esagerata dal motore di ricerca
  • Aumento della difficoltà nel giudicare e valutare la qualità delle informazioni online
  • Impatto sul livello culturale degli studenti
  • Aumento della distrazione
  • Diminuzione di focalizzazione e livello di attenzione
  • Perdita della capacità di sviluppare un pensiero critico
  • Facilità con cui ci si appropria e si usa (copia-incolla) materiale altrui
  • Difficoltà nel produrre materiale proprio e in auto-sufficienza

I rischi sono confermati anche dal prevalere di una pratice che privilegia il motore di ricerca a scapito di altre fonti di informazione come database, siti e portali specializzati, libri stampati, referenze librarie, biblioteche, ecc.

Molti insegnanti cercano di ridurre i rischi dedicando molto tempo ad illustrare in classe agli studenti come cercare e trovare online contenuti di qualità e come fare a giudicarli tali. Lo fanno confrontandosi con gli studenti sulle loro opinioni in merito a come funziona un motore di ricerca, come fare affidamento sui risultati ottenuti, come valutare se un contenuto è affidabile e come migliorare le proprie pratiche di ricerca. Tutti gli insegnanti consultati si sono dichiarati impegnati nel suggerire ai loro studenti strumenti diversi da quelli online.

Il 76% degli insegnanti del campio ritiene che il motore di ricerca abbia condizionato gli studenti facendo loro credere che sia semplice e rapido trovare informazioni online.  L’83% ritiene che le informazioni disponibili siano eccessive, il 71% che le tecnologie digitali scoraggino l’utilizzo di risorse alternative e/o tradizionali, il 60% che rendano complicato allo studente trovare contenuti e informazioni affidabili.

In questo testo si è evitato fin qui di associare la parola motore di ricerca a Google ma nei fatti per gli insegnanti e gli studenti coinvolti nell’indagine il termine ricerca (searching) è sinonimo di ricerca Google (Googling).  Indicativo del fatto che si è persa la nozione precisa del temine ‘ricerca’ e non esista alcuna percezione del ruolo di Google nel personalizzare (manipolare) la ricerca stessa e la produzione di risultati. Una conseguenza è il passaggio da una ricerca guidata da curiosità intellettuale e di scoperta ad una passiva e veloce, fatta da azioni che devono trovare risultati in tempi brevi.

Le fonti di informazione principali sono Google per il 94% degli studenti, a seguire si posizionano Wikipedia e i social media come YouTube (52%) e solo dopo seguono i compagni di classe (42%), i siti e i portali specializzati (25%) e buoni ultimi i libri stampati (12%).

Considerata la diffusione tra gli studenti di dispositivi mobili come telefoni cellulari ( 72%), fotocamere digitali (66%), video-registratori (55%), molti insegnanti consigliano la ricerca Mobile e l’utilizzo dei dispositivi personali.

L’elemento più interessante evidenziato dalla ricerca è la valutazione che gli insegnanti danno delle modalità con cui gli studenti utilizzano i motori di ricerca e delle loro abitudini. Pochi ritengono che queste siano molto efficienti o efficienti, molti ritengono invece che siano semplicemente sufficienti. L’uso che gli studenti fanno del motore di ricerca viene valutato come appropriato ma inadeguato a produrre risultati efficaci. L’inadeguatezza deriva anche dall’impatto che le tecnologie digitali stanno avendo sulla capacità cognitive degli studenti, sulla loro capacità di concentrazione  e di gestione ottimale del tempo.

La ricerca di Pew Internet è solo una delle molte fin qui effettuate che sottolineano problematiche emergenti nell’uso delle tecnologie digitali da parte delle nuove generazioni e dei cosiddetti nativi digitali.

Queste ricerche evidenziano anche un problema più generale, che riguarda tutti i naviganti della rete, legato all’uso acritico e passivo del motore di ricerca. Il motore di ricerca e Google sono penetrati così a fondo nel nostro modo di interagire con il mondo online dall’impedirci di percepire i rischi ad essi associati, le sfide quotidiane che ci impongono e l’urgenza di acquisire sempre nuove capacità.

La rete è disseminata di suggerimenti utili a porre rimedio ai problemi generati dalle nostre abitudini e di conoscenze utili ad apprendere come trarre vantaggio dalle nuove tecnologie Mobile e dai nuovi algoritmi di ricerca oltre che da nuovi motori come l’italiano iStella.

Molti dei suggerimenti distribuiti in rete sono specifici per studenti, nativi digitali e loro insegnanti o mentor. Alcuni  sono forniti direttamente da Google in Google Scholar , altri sono disponibil in altri database online o su portali, come quello di Dan Russell, specializzati nel fornire utili indicazioni su come usare un motore di ricerca.

Dan Russel pubblica periodicamente utili suggerimenti collegati a casi e sperimentazioni reali da lui stesso eseguite con il motore di ricerca ma mette anche a disposizione numerose risorse utili come quelle qui sotto elencate. Si tratta di lezioni in formato PDF che si possono trovare anche nella pagina di Google Search Education page:

  1. Picking the right search terms
  2. Understanding search results
  3. Narrowing a search to get the best results
  4. Searching for evidence for research tasks (Google Scholar)
  5. Evaluating credibility of sources

 

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