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La Scuola è una carcassa, gli Insegnanti sono screditati e messi al margine della società!

La Scuola è una carcassa, gli Insegnanti sono screditati e messi al margine della società!

03 Ottobre 2014 Redazione
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Gli insegnanti che vivono problematicamente la loro professione per la crisi profonda della scuola e del discorso educativo, dovrebbero leggere con attenzione l'ultimo libro di Massimo Recalcati 'L'ora di lezione'. Ne ricaverebbero utili conoscenze e nuove motivazioni a resistere e a rivalorizzare il loro ruolo e la loro professione.

«Perché vi sia desiderio di sapere è necessario un contagio, un incontro con un testimone di questo desiderio».


 

Il libro di Massimo Recalcati L'ora di lezione (Per un'erotica dell'insegnamento) è un viaggio fatto di ricordi personali dello scrittore, di analisi della realtà della Scuola italiana e di pensieri pessimisti sulla situazione che stiamo vivendo. Contiene una rilettura interessante di miti antichi (Edipo, Narciso, Telemaco) e di scritti filosofici (Platone, Socrate) e propone alcune suggestioni culturali e dotte, utili a quanti sono impegnati nell'insegnamento e sono convinti che sia ancora una esperienza che vale la pena di vivere.

Il libro non è facile ma molto istruttivo e in alcune sue parti illuminante. E' rivolto a tutti, insegnanti, genitori e studenti ma in particolare ai primi e tra di loro a quanti hanno ben compreso la magia dell'apprendere e la difficoltà della relazione con il ragazzo studente.

La difficoltà nasce dal fatto che l'autore Massimo Recalcati costruisce il suo racconto a partire da Lacan e le sue teorie psicanalitiche che hanno illustrato il ruolo della parola e del linguaggio, l'importanza dell'Altro nella formazione/ralazione/comunicazione e  nella crescita personale degl individui e delle molte illusioni in cui siamo tutti intrappolati nella nostra relazione con gli altri e il mondo dentro e al di fuori di noi. Numerosi anche i riferimenti al discorso educativo sviluppato da filosofi come Socrate e Platone.

 

 

Due sono, a mio parere, i messaggi principali:

  • L'apprendimento non avviene per semplice travaso passivo da un bicchiere pieno ad uno vuoto...il modello non prevede un vuoto (la testa vuota dello studente dentro la quale versare il cemento del sapere) da riempire ma un vuoto da aprire (aprire finestre, porte, occhi, orecchie, mondi, aperture impensate prima, ecc.)
  • L'insegnante può giocare un ruolo chiave nel trasformare l'ora di lezione in un momento nel quale può accadere l'inizio di un amore per il sapere aperto al mistero e come tale erotizzante e costantemente basato sull'assenza e la ricerca di sapere (la ricerca conta più del sapere stesso)

Un'ora di lezione può cambiare la vita

Il libro è il racconto di una esperienza scolastica e del ruolo giocato da un incontro felice con Giulia, una giovane professoressa appassionata della materia che insegna e capace di suscitare il desiderio 'erotizzante' dello studente Massimo Recalcati. Un incontro che avraà un peso determinante nel determinare il futuro dell'autore e il suo amore 'deisderante' per il sapere.

Ripensando alla mia esperienza scolastica potrei ricordare incontri simili. In particolare quello con un professore di greco del liceo classico da me frequentato, un docente con una personalità emotiva, culturalmente molto dotto ma che non amava salire in cattedra e aveva trasformato l'aula scolastica in una palestra di insegnamento-apprendimento.

Alla cattedra venivano chiamati gli studenti che sperimentavano così in prima persona cosa voleva dire studiare per raccontare ad altri quello che si era compreso e appreso. Un esercizio che aveva suscitato molte reazioni contrastanti ma mi aveva dato la possibilità di entrare in un rapporto diretto con il desiderio di sapere e di costruire un mio personale percorso di apprendimento e di crescita.

«Le possibilità dell’apprendimento hanno come condizione l’eros del desiderio. Pensare di trasmettere il sapere senza passare dalla relazione con chi lo incarna è un'illusione, perché non esiste una didattica se non entro una relazione umana».

Dopo aver letto il libro la prima idea è stata di  fornirne una recensione. Compito non facile ma possibile considerando che condivido con l'autore molti spunti di riflessione e di analisi sullo stato della Scuola attuale e anche molte convinzioni. Ad esempio sul ruolo chiave dell'insegnante nella formazione delle future generazioni e per lo sviluppo della scuola italiana, ormai svuotata di senso e sempre più smarrita, nonostante le visite politiche e le inaugurazioni mediatiche di questi giorni.

Abbandonata l'idea della recensione ho optato per un approccio diverso, che spero possa tronare più utile a quanti avessero deciso di leggere questo testo.

Per promuovere la lettura del libro e incuriosire ho deciso di citare alcune frasi estrapolate dal contesto che mi hanno colpito e che indicano secondo me alcuni percorsi di risveglio, di nuovi pensieri e riflessioni. Scriverle in questo articolo mi è servito per rileggerle e per capirle meglio così come per elaborare nuove riflessioni.

Potrebbe succedere la stessa cosa anche a chi legge questo testo.

Se bisogni di ulteriori approfondimenti di lettura e conoscenza o insoddisfatti delle scelte da me fatte, potete provvedere all'acquisto del libro: L'ora di lezione è pubblicato da Einaudi al prezzo di 14 euro.

Citazioni dal libro utili a valutarne l'acquisto

Tutto nasce dalla domanda se la scuola sia ancora viva o gia morta e se possa sopravvivere e dalla percezione che la scuola:

"Non respira, non conta più nulla, arranca, è povera, marginalizzata, i suoi edifici crollano, i suoi insegnanti sono umiliati, frustrati, scherniti, i suoi alunni non studiano, sono distratti o violenti, difesi dalle loro famiglie, capricciosi e scurrili, la sua nobile tradizione è decaduta senza scampo. E' delusa, afflitta, depressa, non riconosciuta, colpevolizzata, ignorata, violentata dai nostri governanti che hanno cinicamente tagliato le sue risorse e non credono più nell'importanza della cultura e della fromazione che essa deve difendere e trasmettere."


 

....quel che resta della scuola è la funzione insostituibile dell'insegnante.

Il libro è rivolto agli insegnanti, è un inno di amore per loro e il ruolo che possono avere nella formazione alla vita dei ragazzi e per le opportunità che possono loro offrire

 

"Se il nostro tempo è il tempo della dissoluzione della potenza della tradizione, se è il tempo dove il padre è evaporato, nessun insegnante può più vivere di rendita [...] ogni volta che entra in aula deve guadagnare il silenzio che onora la sua parola, facendo appello alla sola forza dei suoi atti."

"Lo sanno bene gli insegnanto che si trovano per un verso screditati, messi al margine della società, umiliati economicamente e professionalmente e, nello stesso tempo, convocati paradossalmente a sesercitare sempre più la funzione di supplenti di un discorso educativo che sembra non avere più il sostegno nè nelle famiglie nè nelle istituzioni."

"Il maestro non è colui che possiede il sapere ma colui che sa entrare in un rapporto singolare con l'impossibilità che attraversa il sapere, che è l'impossibilità di sapere tutto."

"Da qui la centralità che assume lo stile [...] non si tratta di tecnica nè di metodo. Lo stile è il rapporto che l'insegnante sa stabilire con ciò che insegna a partire dalla singolarità della sua esistenza e del suo desiderio di sapere."

"Il vero cuore della Scuola è fatto di ore di lezione che possono essere avventure, incontri, esperienze intellettuali ed emotive profonde. Quello che resta della Scuola è la bellezza dell'ora di lezione."

"Se c'è qualcosa che resta della Scuola nell'epoca della sua evaporazione disciplinare, è il rapporto del soggetto con il sapere che la funzione dell'insegnante deve essere in grado di animare."

"[ L'insegnante degno di questo nome ] non inquadra, non uniforma, non produce scolari, ma sa animare il desiderio di sapere [...] muove l'amore, è profondamente erotico, è in grado di generare quel trasportioin cui consiste in ultima istanza il fenomeno che in psicanalisi è chiamato transfert."

"Il dono più grande del maestro non è il dono del sapere ma quello di saper tacere l'amore. Questo dono è il più prezioso perchè non vincola l'allievo ada alcune obbedienza ma lo lascia libero di andarsene, di separarsi dal maestro."

"Il sapere non è cemento(armato?), nè pappa asfissiante da ingurgitare, buona solo per generare anoressia mentale, ma è ciò che avvia una trasformazione del soggetti dalla quale scaturisce il desiderio di sapere come condizione di ogni possibile sapere.



Le anoressie mentali dei giovani d'oggi, molto telematici, consumistici, fragili e alla ricerca di un padre

I giovani destinatari del discorso educativo sembrano essersi persi per strada, in una realtà sociale narcotizzante che ha ridotto il pensiero critico sfruttando la funzione ipnotica esercitata dagli oggetti di godimento che hanno invaso le loro vite.

 

"Le nuove generazioni sono abitate da una domanda inedita di padre [...] il figlio Telemaco riconosce il debito simbolico verso il padre, non lo vuole morto, non lo vive come un nemico nel crocevia del suo desiderio [...] ma il padre dov'è? "

"La dimensione dell'esperienza è totalmente evasa da un sapere pret-a-porter, che di fatto genera anoressie mentali, rigetto della ricerca del sapere nel nome di una acquisizione senza sforzo."

"Il disagio dei nostri figli non è più centrato sull'antagonismo tra le generazioni, ma sulla perdita della differenza e sull'assenza di adulti in grado di esercitare funzioni educative e di costituire quella alterità che rende possibile l'urto alla base di ogni processo di formazione."

"Il malessere attuale della giovinezza non risiede nell'opposizione tra sogno e realtà, ma nella'assenza di sogno."

La nuova alleanza tra genitori e figli disattiva ogni funzione educativa da parte dei genitori

Le famiglie hanno perso ogni ruolo nel discorso formativo....

"La Scuola viene invocata dalle famiglie come una istituzione paterna che può separare i figli dall'ipnosi telematica o televisiva in cui sono immersi, dal torpore del godimento incestuoso, per risvegliarli al mondo."

"Sullo sforndo [della Scuola di oggi] c'è lo sfaldamento del patto generazionale tra insegnanti e genitori che si è rotto a causa della colluzione tra il narcisismo dei figli e quello dei genitori. I genitori si alleano con i figli e lasciano gli insegnanti nella più totale solitudine....."

"La nuova alleanza tra genitori e figli disattiva ogni funzione educativa da parte dei genitori [...] la confusione immaginaria tra genitori e figli ha finito per isolare il corpo docente, vissuto come corpo estraneo."

 

L'apprendimento non avviene per travaso passivo da un bicchiere

Ciò che conta veramente è il discorso educativo e il rapporto dello studente e dell'insegnante con il sapere:

"Se non si anima il desiderio di sapere, non c'è alcuna possibilità di apprendere in modo singolare il sapere che viene trasmesso [...] ogni trasmissione del sapere si fonda su un tranfert preliminare del sapere come oggetto erotizzato.."

"Non c'è possibilità di raggiungere un sapere vero se non attivandosi in un processo di ricerca."

" Il sapere del maestro non è mai ciò che colma la mancanza, quanto ciò che la preserva. "

"Il sapere non è affatto un oggetto contenuto nel contenitore dell'Altro (insegnante), ma l'effetto di un percorso che ogni soggetto è tenuto a compiere in propio, senza che esista, a garantirlo, un tracciato definito a proiri [..] un percorso che traccia il suo sentiero singolare solo nel momento in cui accade."

"L'apprendimento non avviene per travaso passivo da un bicchiere più pieno ad uno più vuoto, perchè il modello su cui si fonda non è mai quello di un vuoto da riempire ma di un vuoto da aprire."

"Nessun processo educativo può essere assimilato a un programma di accumulazione di conoscenze già stabilite, nè può essere teorizzato come una guida morale che sa condurre la vita sulla giusta via."

"Senza desiderio di sapere non c'è possibilità di apprendimento soggettivato del sapere; senza transfert, trasporto, erotizzazione, non si dà possibilità di un sapere legato alla vita, capace di aprire porte, finestre, mondi. Perchè vi sia desiderio di sapere è necessario un contagio, un incontro con un testimone di questo desiderio.



CM

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