A scuola con il tablet /

Scuola e tecnologie: dalla parte delle mamme

Scuola e tecnologie: dalla parte delle mamme

01 Febbraio 2013 Redazione
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Oggi Barbara, mamma di Alessandro, ci racconta come si è diffusa la tecnologia nella sua casa, di come questo passaggio tra analogico e digitale influisca sul bilancio familiare e quali timori e speranze nutre per il futuro scolastico e professionale di suo figlio.
Mamme sull'orlo di una trasformazione epocale...

Barbara, classe 1962, e si è diplomata nel 1981 come  Ragioniera e Perito Commerciale. Attualmente lavora negli uffici centrali di una nota banca francese. Il suo sogno era fare l'insegnante, ma anche se non è andata così, Barbara ha - come ogni mamma - a cuore l'istruzione ed il futuro sono solo de proprio figlio ma più in generale di un'intera generazione.

E' rappresentante di classe ed appartiene al Comitato Genitori "Attorno alla scuola", che collabora con l'isituto all'organizzazione dalle iniziative scolastiche, alla risoluzione di problemi concreti, alla pianificazione di eventi culturali extra-curriculari.

Ci siamo conosciute al corso I Social Network: come cambia il nostro modo di comunicare ed è una delle persone più attive del gruppo GenerazioneAPP, creato appositamente su Facebook per condividere con ragazzi, genitori ed insegnanti una serie di contenuti, progetti ed iniziative inerenti la didattica e la sperimentazione di strumenti e metodi alternativi... ho provato con lei ad esaminare alcuni aspetti ed alcune preoccupazioni che le famiglie affrontano in questa fase di transizione, ed ecco una breve sintesi della nostra conversazione.


D: Quanto spende oggi un genitore in libri e altro materiale scolastico (penne, quaderni, ecc.)?. Quanto spende in un anno un genitore di un dodicenne in elettronica (videogiochi, playstation, smartphone e relative ricariche, tablet, nintendo, ecc.) .... certo il nostro dato sarà una media: quindi il primo problema che incontriamo riguarda il "digital divide" tra chi può permettersi di acquistare servizi e prodotti costosi e chi no...  L'introduzione delle tecnologie deve essere per tutti in una scuola pubblica e questo è un serio problema per l'introduzione di nuove tecnologie nella scuola: tu che ne pensi?

R: Per quanto riguarda i libri di testo, alcune catene di supermercati consentono un risparmio fino 15% su una spesa complessiva di 170€ e per quanto riguarda i quaderni facciamo conto che per ogni materia vanno circa 2 quaderni all'anno per ogni materia per totale di circa 30€. Considera che per le persone meno abbienti il Comune stanza delle borse di studio. C'è anche la possibilità di acquistare e vendere  i libri usati, ma per ora ci stiamo tenendo tutto in caso serva un ripasso di qualcosa... Il materiale richiesto per le lezioni di Arte e Tecnica è tanto: pennelli, tempere, fogli da disegno, matite varie, carboncini, pastelli,  righelli, squadre direi che siamo intorno ai 250€ annui. Quindi posso dirti che per materiale scolastico un genitore di uno studente delle scuole secondarie di primo grado spende in media 450€ all'anno.

Per quanto riguarda l'elettronica fortunatamente ci siamo fermati ... abbiamo ancora il primo Nintendo ed i giochi che girano sono sempre gli stessi, a parte la M3 (una schedina per i trucchi) che si è volatilizzata l'anno scorso. PS1 e PS2 me le ha vendute una collega che ha i figli già grandi ma che - come il mio - hanno avuto cura dei loro oggetti elettronici...

Mio figlio non ha il cellulare (ta scuola non si può usare), niente tablet, al contrario dei sui compagni di classe che invece hanno tutti qualcosa di più recente ed elaborato.... ma tutto molto costoso.... qui la spesa può quindi essere in effetti legata alla disponibilità economica di ciascuna famiglia, ma non solo, anche al tipo di 'equilibrio' che un genitore vuole creare tra la necessità di tenere i propri figli aggiornati e garantire loro una vita fatta di relazioni umane e con l'ambiente circostante, non filtrate attraverso uno schermo.

Tutti questi mezzi, se da una parte aprono un mondo ai nostri occhi rispetto al passato (io ho finito la scuola 30 anni fa) dall'altra rischiano di isolare le persone che per comunicare si mettono davanti ad un computer ed in silenzio parlano con altri...ma ci ricordiamo ancora le loro voci? Da ragazzi è più facile incontrarsi ma poi da grandi, tutti corriamo e rimaniamo seppelliti da e-mail e messaggi.

 

D: La realizzazione di progetti pilota nella scuola, come quello che abbiamo realizzato insieme lo scorso anno, promuovono un'introduzione progressiva e non traumatica delle nuove tecnologie... a questa trasformazione infatti deve corrispondere un aggiornamento e ad una formazione 'intensiva' sul corpo insegnante, sul personale amministrativo e sugli stessi genitori: siamo noi che dobbiamo colmare il gap con i nostri figli! c'è anche un "digital divide" generazionale, che separa noi da loro... e siamo noi che dobbiamo raggiungerli! Tu che ne pensi?

R: Dopo aver comprato negli ultimi anni tutte le Lim necessarie per ogni classe tramite quanto raccolto dal comitato genitori e dai ragazzi con le lotterie e con il mercatino natalizio, l'immagine del domani è quella di introdurre tablet in dotazione alla scuola per evitare anche l'acquisto di libri che, giorno dopo giorno incurvano, nella pesante cartella, le schiene dei nostri figli. Ma chiedere l'acquisto ad ogni singolo individuo mi diventa impensabile visto i prezzi a meno che si trovi qualche prezzo convenzionato.

Organizzare stage come quelli dell'anno scorso è interessante ma senza fondi non si va lontano e la gente comunque è poco disposta a mettere mezzi di propria tasca per la crisi economica che c'è ma anche perchè non si è abbastanza motivati allo studio, alla ricerca, al nuovo.

Noi abbiamo un buon Comitato Genitori che si dà da fare per raccogliere fondi tramite alcune mamme rappresentanti di classe che si danno un gran da fare quando c'è l'occasione... ma non è abbastanza.

Nelle scuole manca anche materiale primario e questo grazie ai tagli della spesa pubblica.

L'anno scorso abbiamo fatto pitturare la scuola convincendo anche il Sindaco a stanziare economicamente il lavoro ma quest'anno mi sono accorta che anche i bagni sono da rifare. Anche quella sarà una grossa spesa, sempre che si riesca a realizzare.

Così senza fondi, in mancanza di corsi di aggiornamento adeguati vediamo anche casi nei quali i nativi digitali spiegano alle loro insegnanti quale tal bottone devono schiacciare per far partire una presentazione sulla Lim.

 

Esiste anche il contributo volontario che viene richiesto all'inizio di ogni anno scolastico ma non so se sia uguale in tutte le scuole Medie: il nostro si aggira attorno ai 25€... Quanto raccolto però viene anche devoluto in  beneficenza.... Chiedere di più?

 

Sono stata all' Open Day di due scuole superiori. In una delle due chiedono 130€ di contributo .... e temo che sia non tanto volontario ma comunque non hanno tablet e francamente non so a cosa servano tutti quei soldi.

 

Viene da chiedersi perchè tutti questi tagli per l'istruzione se è la cosa più importante per il futuro del nostro paese.

 

Delle scuole americane non sono informata ma nella scuola di grafica che frequenta mio nipote, invece, in via sperimentale c'è una classe che ha tablet per ogni allievo. Fantastico! Mi aggiornerò per sapere come hanno fatto....

 

Grazie Barbara per il tuo interessante punto di vista!! Sembra che la sfida più difficile sia individuare soluzioni che non pongano più il denaro al centro della costruzione di ogni iniziativa... e se, come ci ha ricordato Barbara, l'istruzione è la cosa più importante per garantirsi un futuro migliore, e se non abbiamo denaro, vediamo almeno di investire tempo, competenze ed altre risorse che ci possano aiutare a sviluppare progetti e attività concrete.


(PdVG)

 


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