A scuola con il tablet /

Scuola e tecnologia [10]. Il tablet è perfetto per sostituire i libroni...il PC è più poliedrico!

Scuola e tecnologia [10]. Il tablet è perfetto per sostituire i libroni...il PC è più poliedrico!

26 Settembre 2014 Redazione
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Alla decima intervista SoloTablet ha incorntrato Francesca Ruozzi, insegnante di materie letterarie. Consapevole del ruolo innovativo della tecnologia a scuola e propensa ad una sua applicazione e pratica concreta. In attesa anche lei, come molti altri insegnanti, di una 'Buona Scuola' capace di dotare insegnanti e studenti di risorse adeguate a fronteggiare la rivoluzione tecnologica e cognitiva in corso.

Se sei un/a insegnante e vuoi contribuire alla iniziativa di SoloTablet puoi contattarci a questo indirizzo. Ti verranno inviate le domande utili a comporre l'intervista.

Per l'anno scolastico 2014 proponiamo a tutti gli inseganti  l'ebook 'Tablet a scuola: come cambia la didattica' scritto da Carlo Mazzucchelli. Seguiteci anche attraverso la nostra rivista digitale Flipboard dedicata alla scuola.


 

 

Cosa pensa delle nuove tecnologie e che tipo di relazione intrattiene con esse nella sua vita individuale e professionale?

La mia formazione scolastica e accademica aveva creato in me un forte pregiudizio verso le nuove tecnologie, fortunatamente il mio approccio è mutato grazie a mio marito, ingegnere elettronico, che mi ha incitata a servirmi di tutti questi utilissimi strumenti.

Ora ho uno smartphone al posto dell’agenda, un tablet e ho scoperto il valore di avere un computer tutto mio. La tecnologia rende veloci le comunicazioni, semplifica i rapporti, aiuta nella gestione quotidiana del tempo e ne fa risparmiare molto. Purtoppo la mia formazione in questo campo è dovuta ai miei tentativi e all’esperienza, ma non mi è mai stato proposto all’università o al TFA o a scuola un corso serio con cui approcciarsi in modo più tecnico e approfondito a tali supporti elettronici.

L’inserimento del registro elettronico nelle scuole è stato un passo utilissimo, ma spesso osteggiato dalla maggioranza dei docenti e quindi non risolutorio perché in molte scuole si è affiancato al cartaceo, senza sostituirlo (raddoppiando il lavoro burocratico).

Inoltre la maggioranza delle scuole in cui ho lavorato non hanno ancora gli strumenti per una vera rivoluzione digitale (assenza di rete wireless, mancanza di supporti elettronici nelle aule, …).

Anche nelle rare aule in cui ho potuto usare la LIM spesso c’erano imposte restrizioni all’uso del web (considerato “cattivo” e fuorviante) e molti siti e soprattutto youtube erano preclusi all’utilizzo. Purtroppo c’è molta diffidenza verso l’uso di questi strumenti digitali e del web nella didattica all’interno della scuola, nonostante poi gli alunni ne fruiscano in maniera costante grazie ai loro cellulari.

 

E’ favorevole all’introduzione di tablet e applicazioni mobili in aula?

Sarei favorevole all’introduzione di tablet se questi sostituissero i libroni che i nostri studenti devono portarsi ogni giorno nello zaino. All’interno del tablet potrebbero stare tutti i volumi e i testi necessari per svolgere anche percorsi diacronici e utilizzare testi in più presenti sul web, fonti immagini, video,… senza dovere ricorrere sempre alle costose e ingombranti fotocopie.

Gli studenti avrebbero a disposizione strumenti di ricerca-azione, per produrre e non solamente imparare mnemonicamente.

Inoltre non si può ignorare nelle scuole uno strumento che nel quotidiano e sul lavoro è invece centrale.

Il rischio è quello di disperdere le energie e il tempo rincorrendo le informazioni, infinite, del web ma anche in questo rientra l’abilità del docente di preparare percorsi utili e adeguati.

Avere supporti tecnologici in classe non significa giocare o passare il tempo su facebook  ma costruire con questi strumenti una relazione che ne riveli l’utilità e le possibilità al di fuori degli spazi di intrattenimento già ampiamente fruiti dagli alunni.

Credo che la soluzione ideale sarebbe comunque incentivare gli studenti all’acquisto di un personal computer piuttosto che il tablet, il pc è uno strumento più poliedrico che permette di lavorare anche a livello informatico e non solo di fruire di app e sistemi già strutturati.

 

Secondo alcuni la scuola italiana è ricca di risorse, professionalità e competenze ma è mal organizzata e soprattutto incapace di sfruttare le nuove tecnologie. Lei cosa ne pensa? Quali potrebbero essere, secondo lei, le strategie e i programmi da implementare?

La digitalizzazione della scuola non è la soluzione di tutti i mali della suddetta istituzione ma darebbe un grande aiuto all’innovazione didattica perché costringerebbe a confrontarsi con nuove pratiche e metodi di lavoro in aula e di apprendimento.

Intanto è necessario formare i docenti (ma non attraverso corsi feticci online) attraverso corsi diretti e applicativi che prevedano oltre all’uso del mezzo tecnologico anche un confronto sull’uso nella didattica disciplinare.

Per quanto riguarda invece la burocrazia (registro elettronico e informatizzazione) questa digitalizzazione deve essere imposta perché necessaria e funzionale a togliere la burocrazia barocca e tutto il cartaceo che obera i docenti togliendo tempo ed energie alla progettazione didattica.

In ogni caso le tecnologie vanno testate sul campo per poter poi corrispondere ai risultati sperimentali una corretta teorizzazione.

 

    Ha già sperimentato il tablet in classe? Ci potrebbe raccontare qual’è stata la sua esperienza personale e didattica?

    Purtroppo non ho mai sperimentato il tablet in aula, solo la LIM, che peraltro trovo già per molti aspetti superata.

     

    La tecnologia sta cambiando la scuola così come la vita delle persone. Effetti e risultati non sono facilmente prevedibili, soprattutto dal punto di vista cognitivo e dell’apprendimento di nuove conoscenze. Secondo lei quale futuro ci aspetta?

    Non posseggo la palla di vetro ma non si può giudicare l’impatto di una tecnologia prima che questa abbia influenzato già mentalità, relazioni e generazioni di persone. Si pensi alla stampa nel 1500, probabilmente avrà avuto un impatto sociale, culturale, cognitivo pari a quello delle nuove tecnologie oggigiorno. Gli avanzamenti tecnologici non sono mai da condannare se non per l’uso scorretto che se ne può fare, ma questo è il fattore umano e come in ogni campo è imprevedibile.

    La tecnologia è uno strumento che non deve renderci dipendenti ma aiutarci a migliorare con consapevolezza lo stile di vita.

    L’interconnessione della rete mette a disposizione un numero illimitato di informazioni che un tempo sarebbe stato impossibile fruire in tempo reale, regala la possibilità di comunicare a distanza, di progettare, di creare. Dal punto di vista cognitivo non vedo cosa ci possa essere di penalizzante! Sta al grado di istruzione e consapevolezza dell’individuo sfruttare le tecnologie e non diventarne succube e in questo che la scuola dovrebbe essere maestra.


     

    Profilo professionale e didattico di Francesca Ruozzi

    Insegno nella scuola secondaria di II grado, materie letterarie (Italiano, Storia, Geografia, Ed. Civica). Sono giovane e dunque precaria, perciò cambio ogni anno istituto ma ho insegnato sia nelle scuole professionali, tecniche e in un liceo, e anche in una scuola paritaria.

    Ho una laurea triennale in Lettere con indirizzo storico/artistico e una laurea magistrale in Filologia moderna presso l’Università di Bologna, ho conseguito l’abilitazione con TFA ordinario, due master di approfondimento didattico relativamente alle mie materie di insegnamento. Sono iscritta alla laurea magistrale in Scienze pedagogiche presso l’università di Modena e Reggio.

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