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Scuola e tecnologia [12]. La dimensione umana prevale su quella tecnologica!

Scuola e tecnologia [12]. La dimensione umana prevale su quella tecnologica!

08 Ottobre 2014 Redazione
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Alla dodicesima intervista SoloTablet ha incontrato Corrado Izzo. Per lui ci aspetta un futuro in cui le tecnologie ci aiuteranno a sviluppare al meglio il nostro Potenziale Umano; ovvero la nostra peculiare propensione al confronto, alla ricerca dell’altro da sé e alla realizzazione del nostro comune destino: l’umanesimo planetario.

Se sei un/a insegnante e vuoi contribuire alla iniziativa di SoloTablet puoi contattarci a questo indirizzo. Ti verranno inviate le domande utili a comporre l'intervista.

Per l'anno scolastico 2014 proponiamo a tutti gli inseganti  l'ebook 'Tablet a scuola: come cambia la didattica' scritto da Carlo Mazzucchelli. Seguiteci anche attraverso la nostra rivista digitale Flipboard dedicata alla scuola.


 

Cosa pensa delle nuove tecnologie e che tipo di relazione intrattiene con esse nella sua vita individuale e professionale?

Credo che le TIC possano esercitare un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni in quanto la loro diffusione sta determinando una serie di cambiamenti ed innovazioni significative nei diversi “luoghi” e “momenti” dell’apprendimento. Mi riferisco in particolare, non tanto alla tecnologia, ma alle implicazioni metodologiche indotte a cui possono essere ricondotte due polarità: da un lato la disponibilità di materiali e di risorse più o meno interattive pensate per l’apprendimento individuale totalmente libero da vincoli spazio-temporali (accessibilità); dall’altro la peculiarità di un modello fondato sui processi di apprendimento collaborativo e sul concetto di comunità di apprendimento (co-costruzione di significati).

Queste caratteristiche corrispondono pienamente al dinamismo del processo di apprendimento, che implica interazioni e transazioni: individuo ed ambiente interagiscono in una dinamica adattiva, che presuppone una relazione di costante co-determinazione, scambio e negoziazione.

 

 

Non bisogna, però, trascurare un altro aspetto fondamentale dell’apprendimento: esso emerge sempre dall’interazione sociale in cui gruppi di individui intrattengono rapporti di natura collaborativa caratterizzati da dinamiche relazionali ed affettive. Quindi la Comunicazione Mediata dai Computer non può essere intesa come una modalità surrogata per esprimere gli stessi bisogni emotivi che intervengono nella comunicazione faccia a faccia, quanto piuttosto come un medium espressivo dotato di proprie specificità, cioè di un proprio sistema di vincoli e possibilità.

Il rischio è dunque quello di credere che  l’introduzione dei supporti tecnologici possa generare automaticamente un miglioramento dei processi di apprendimento e della qualità della didattica; che la mediazione dello strumento informatico possa di per sé generare una comunità di apprendimento, o meglio ancora una comunità di pratiche.

E’, invece, la dimensione umana, quella dello scambio comunicativo, modulata da espressioni, toni, gesti e vicinanza fisica che resta sempre prioritaria e fondamentale.

E nella mia pratica didattica la cura dell’aspetto dialogico dell’apprendimento è sempre al primo posto. Anche, o forse soprattutto, quando la relazione didattica è mediata dall’utilizzo delle TIC.

 

E’ favorevole all’introduzione di tablet e applicazioni mobili in aula?

Sono sicuramente favorevole all’introduzione di tablet e di applicazioni mobili in aula, anche perché mi sembra evidente che l’allestimento dei “laboratori multimediali”, con le connesse problematiche di utilizzo limitato, non abbia contribuito a promuovere quei processi di innovazione metodologica e didattica che l’utilizzo delle TIC possono contribuire a generare in modo significativo.

Ma probabilmente il punto nodale è proprio questo! Senza una profonda fase di riflessione critica sui modelli didattici utilizzati nella prassi quotidiana e la revisione dei modelli di formazione del personale scolastico, centrandoli sulla “narrazione” e sulle “pratiche riflessive”, nessuna “introduzione tecnologica” produrrà gli effetti sperati. Saliranno gli indici delle “dotazioni strutturali”; quelli relativi agli investimenti tecnologici si allineeranno agli standard europei e si contribuirà ad innalzare i livelli di produttività del settore informatico, ma di certo ben poco cambierà in relazione alla qualità dell’offerta formativa e delle competenze possedute dai nostri ragazzi (vedi Linee guida PON 2014-2020).

 

Secondo alcuni la scuola italiana è ricca di risorse, professionalità e competenze ma è mal organizzata e soprattutto incapace di sfruttare le nuove tecnologie. Lei cosa ne pensa? Quali potrebbero essere, secondo lei, le strategie e i programmi da implementare?

Non credo che sia più possibile affermare con certezza che il vero problema della scuola sia la cattiva organizzazione oppure l’incapacità di sfruttare le nuove tecnologie. La ricerca didattica contemporanea, infatti, ha evidenziato che le problematiche sono molto più “sensibili e strutturali”: nel sistema scolastico italiano, risulta sempre più diffuso il fenomeno del “tradizionalismo didattico” e della “burocratizzazione” della didattica, che hanno trovato terreno fertile nelle continue e contraddittorie (proprio rispetto alle acquisizioni scientifiche di settore) Riforme scolastiche. Lo scollamento netto generatosi tra scelte politiche e reali esigenze organizzative e didattiche necessarie per dare risposta alle sfide della modernità/complessità, hanno provocato il diffondersi di modelli operativi e didattici autoreferenziali, ben finanziati e pubblicizzati, che poco hanno a che vedere con una seria impostazione scientifica anche dal punto di vista della verifica degli esiti conseguiti.

Secondo me, bisognerebbe rivedere l’intero sistema, e questa volta, tenendo ben presenti gli scenari delineati dalle moderne scienze pedagogiche.

 

Ha già sperimentato il tablet in classe? Ci potrebbe raccontare qual’è stata la sua esperienza personale e didattica? No

La tecnologia sta cambiando la scuola così come la vita delle persone. Effetti e risultati non sono facilmente prevedibili, soprattutto dal punto di vista cognitivo e dell’apprendimento di nuove conoscenze. Secondo lei quale futuro ci aspetta?

Un futuro in cui le tecnologie ci aiuteranno a sviluppare al meglio il nostro Potenziale Umano; ovvero la nostra peculiare propensione al confronto, alla ricerca dell’altro da sé e alla realizzazione del nostro comune destino: l’umanesimo planetario.

Sempre che si metta mano concretamente al rinnovamento dei sistemi scolastici per mettere in condizioni le nuove generazioni di affrontare le sfide della globalizzazione.



 

Profilo profesionale e didattico di Corrado Izzo

Insegnante prevalente (le uniche discipline non assegnatemi sono Inglese, matematica e religione) in una classe seconda dell’Istituto Comprensivo 2° - Massaia di San Giorgio a Cremano (Na).

Insegno dal 1985 e durante tutti questi anni ho svolto attività di progettazione e coordinamento di progetti sperimentali (interni ed esterni alle diverse scuole di servizio), di referente area B per le TIC, di Funzione Obiettivo, di Referente per la Valutazione in ambito PON e di consulente presso numerosi istituti scolastici di Napoli e provincia.

Ho svolto anche il ruolo di formatore (area della didattica e delle TIC) ed attualmente rivesto anche il ruolo di fundraising presso la Fondazione Morra di Napoli ed altri enti culturali e di promozione sociale.

Riferimenti web:

www.facebook.com/corrado.izzo

www.facebook.com/pages/LEGALITA-NELLA-SCUOLA/208727805856531

https://twitter.com/izzcor

Pubblicazioni:

2010/2011 – Pubblicazione articolo “La professionalità docente: spinte innovative e tradizionalismo didattico” – IRASE Campania: Protagonisti di una Scuola che cambia – Testimonianza dell’innovazione – Rogiosi editore

2001/2002 - Pubblicazione dei materiali prodotti per la Fiera Internazionale del libro di Bologna - “La qualità possibile” a cura del Polo Qualità di Napoli

 

Tesi di laurea sperimentale: Laurea Specialistica in Scienze pedagogiche - Votazione: 110 con lode – “Il processo formativo e il bilancio sociale. Dalle conoscenze alle competenze. Dal monitoraggio al Bilancio sociale” – Università Suor Orsola Benincasa - Napoli.

 

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