A scuola con il tablet /

Scuola e tecnologia [18] - Nel nostro istituto abbiamo tolto la cattedra

Scuola e tecnologia [18] - Nel nostro istituto abbiamo tolto la cattedra

14 Novembre 2014 Redazione
Redazione
Redazione
share
Abbiamo tolto la cattedra e dunque rotto il tradizionale schieramento frontale tra docente e studenti. Questo è ciò che scrive Beatrice Aimi, dirigente scolastico dell'Istituto Pciolo-D’Annunzio di Fidenza (PR), intervistata da Solotablet. Un nuovo setting dell'aula che stimola ad una didattica attiva e centrata sullo studente che ha fatto emergere un patrimonio di buone pratiche didattiche da condividere ed utilizzare in modo più sistematico.

Se sei un/a insegnante e vuoi contribuire alla iniziativa di SoloTablet puoi contattarci a questo indirizzo. Ti verranno inviate le domande utili a comporre l'intervista.

Per l'anno scolastico 2014 proponiamo a tutti gli inseganti  l'ebook 'Tablet a scuola: come cambia la didattica' scritto da Carlo Mazzucchelli. Seguiteci anche attraverso la nostra rivista digitale Flipboard dedicata alla scuola.


 

Buongiorno, la vostra scuola è stata recentemente inserita tra le 22 eccellenze educative nazionali per le sperimentazioni e i progetti di innovazione della didattica anche attraverso le nuove tecnologie ed è protagonista del movimento delle Avanguardie Educative. Ci può raccontare la visione e le iniziative che hanno portato a questo protagonismo e risultato?

Innanzi tutto le scuole del Movimento di Avanguardie Educative non sono eccellenze. Sono una Rete di Scuole che ha intrapreso un percorso, insieme a INDIRE, al fine di analizzare le esperienze di innovazione didattica realizzate nei nostri Istituti, studiarle, verificarne l’efficacia e la riproducibilità.

Personalmente ritengo molto significativa  l’azione messa in campo da INDIRE per individuare e valutare alcune fra le esperienze di significativa innovazione didattica presenti sul territorio italiano, allo scopo di diffondere e divulgare idee già concretamente realizzate che potrebbero essere messe a sistema e riprodotte.

La nostra scuola è un Istituto Superiore con 5 diversi indirizzi di studio: Tecnico Commerciale, Costruzione Ambiente e Territorio (CAT), Liceo Classico, Scientifico e Linguistico. Da un paio di anni dedichiamo molta attenzione alla didattica e alla relativa formazione.

Abbiamo investito moltissimo anche sulla tecnologia e sul suo uso sapiente. Abbiamo realizzato un’ aula TEAL (Technology Enabled Active Learning) con postazioni costituite da banchi modulari e componibili per il lavoro di gruppo e fortemente high-tech, grazie alla presenza di vari videoproiettori interattivi tutti collegati in rete e collegabili con ogni tipo di device in uso da studenti e professori (tablet, PC/portatili).

Abbiamo tolto la  cattedra e dunque rotto il tradizionale schieramento frontale tra docente e studenti. Il nuovo setting d’aula stimola ad una didattica attiva e centrata sullo studente. In particolare, lo scorso anno  abbiamo individuato una classe sperimentale che lavorasse secondo la metodologia “Flipped”.

Il relativo Consiglio di Classe ha iniziato il lavoro  confrontandosi sulle strategie che già in passato ogni docente utilizzava per coinvolgere attivamente gli studenti ed è emerso un patrimonio di buone pratiche didattiche da condividere ed utilizzare in modo più sistematico.

Successivamente i docenti hanno iniziato a programmare e segnare ogni giorno non solo il contenuto delle lezioni ma anche la metodologia adottata, per poter monitorare il percorso, evitare ripetizioni, e anche incoraggiarsi a vicenda. I momenti di frontalità si sono ridotti moltissimo.

L’esperienza è stata  molto significativa ed ha “contagiato” anche altri colleghi desiderosi di provare forme alternative alla didattica frontale. Quest’anno scolastico siamo partiti con cinque classi prime digitali, secondo il modello tecnologico BYOD (Bring your own device) in cui la didattica alterna momenti di trasmissività a momenti di didattica cooperativa per progetti.

 

Ci può raccontare qualcosa della vostra scuola e di cosa la caratterizza dal punto di vista della didattica e della visione del ruolo dell'educazione per il futuro delle nuove generazioni?

Puntiamo essenzialmente a fornire agli studenti le competenze richieste nel XXI secolo:

  • Collaborare
  • Imparare in modo autonomo e responsabile
  • Imparare a imparare
  • Abilità di problem solving
  • Sviluppo di creatività

Queste competenze sono difficilmente acquisibili se si affranta una didattica di tipo trasmissivo. Al contrario una didattica attiva e centrata sullo studente, dove esso stesso diventa protagonista e costruttore del proprio sapere,  è in grado di sviluppare nell’alunno tutte le competenze richieste dalla moderna società della conoscenza e dal moderno mondo del lavoro.

Scuola e tecnologia [18] - Nel nostro istituto abbiamo tolto la cattedra

 

Cosa pensa delle nuove tecnologie e che tipo di relazione intrattiene con esse nella sua vita individuale e professionale?

Le tecnologie non sono né da demonizzare né da santificare. Sono lo status della società attuale e dunque con esse dobbiamo necessariamente avere a che fare. Sono utili strumenti per la didattica perché permettono di facilitare metodologie di didattica attiva. Certo, l’uso che se ne fa dovrebbe essere sapiente.

 

E’ favorevole all’introduzione di tablet e applicazioni mobili in aula?

Certamente si. Volenti o nolenti questo è ormai il nostro “mondo”. I ragazzi di oggi apprendono e comunicano in modo diverso da come lo facevamo noi. Abbiamo il dovere professionale di accogliere i loro bisogni. La sfida non è dunque sul si/no, ma sull’auso critico e consapevole che dobbiamo fare delle tecnologie.

 

Secondo alcuni la scuola italiana è ricca di risorse, professionalità e competenze ma è mal organizzata e soprattutto incapace di sfruttare le nuove tecnologie. Lei cosa ne pensa? Quali potrebbero essere, secondo lei, le strategie e i programmi da implementare?

A mio avviso, il problema della scuola italiana è la ormai troppo rigida organizzazione. Una maggior flessibilità di spazi e tempi credo potrebbe liberare risorse ed energie nel corpo docente che fino ad ora fanno fatica ad esprimersi.

 

Ha già sperimentato il tablet in classe? Ci potrebbe raccontare qual’è stata la sua esperienza personale e didattica?

Come dicevo, siamo partiti lo scorso anno con una classe sperimentale in aula TEAL. Quest’anno abbiamo anche cinque classi prime digitali. Vorrei però chiarire il concetto di “digitali”, che non significa solo che i ragazzi arrivano a scuola con il loro device. Per noi “digitali” vuol dire che gli strumenti a disposizione dei ragazzi devono essere necessariamente strumenti in grado di stimolare e facilitare una didattica “nuova”. Questi Consigli di Classe stanno lavorando per progetti, hanno individuato un tema interdisciplinare che affrontano durante tutto l’anno in tutte le discipline con i ragazzi organizzati in gruppi cooperativi e che  terminerà con una produzione autentica realizzata autonomamente dai ragazzi durante una settimana di “full immersion” di progetto.

Per ora posso dire che l’esperienza è molto positiva, gli alunni vengono accompagnati in un percorso di realizzazione di “compito autentico” (per citare Mc Tighe e Wiggins) per sviluppare, mediante l’uso delle tecnologie, le competenze sopra citate .

 

Se ha sperimentato il tablet in classe ci può raccontare alcuni dei progetti realizzati?

Nella classe TEAL abbiamo in uso un notebook donato in comodato gratuito agli studenti. Nelle classi prime, invece, abbiamo adottato il metodo BYOD. Ogni studente porta in aula il proprio dispositivo. A volte questa scelta crea un po’ di problemi di allineamento di software, ma tutto sommato stiamo procedendo bene. Ogni aula è cablata e dotata del proprio personale access point. La rete è di gran lunga lo strumento più utilizzato anche grazie alle opportunità offerte dalle piattaforme edu quali google classroom.

 

Come giudica le reazioni degli studenti?

Ottime. Non facciamo altro che seguire i loro stili di apprendimento e i loro modi di comunicare.

 

La tecnologia sta cambiando la scuola così come la vita delle persone. Effetti e risultati non sono facilmente prevedibili, soprattutto dal punto di vista cognitivo e dell’apprendimento di nuove conoscenze. Secondo lei quale futuro ci aspetta?

Senza ombra di dubbio, si va avanti. Quello che personalmente mi disorienta un po’ è la rapidità con cui “evolviamo” in queste nuove forme. La sfida è grande. Se la scuola non sarà in grado di accoglierla, temo possa perdere di significato. Dunque ritengo si debba cambiare velocemente paradigma: dal sapere al senso del sapere. E le tecnologie, senza ombra di dubbio, sono strumenti facilitatori del processo.

 


PROFILO BEATRICE AIMI

Dirigente scolastico dell’ IS Paciolo-D’Annunzio di Fidenza  (Parma). Biologa, dottore di ricerca, ex insegnante di scienze.  Ha insegnato Dinamiche di Gruppo all’ Università di Genova (SISS)  e Biologia Applicata al corso di laurea in Psicologia dell’ Università di Parma. Si interessa da tempo di didattica, psicologia cognitiva e ricerca educativa. Collabora attualmente con la prof.sa Luisa Molinari, ordinario di Psicologia dello Sviluppo dell’ Università di Parma, e con l’associazione CKBG (Collaborative Knowledge Building Group), di cui è anche membro del Consiglio Direttivo.

CV:  http://www.paciolo-dannunzio.gov.it/oldsite/web/pdf/CV_europeo_BEATRICE_AIMI.pdf

 

Sito IS Paciolo-D’Annunzio  http://www.paciolo-dannunzio.gov.it/

 

 

 

 

 

 

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


MamoSoftware

Sviluppo software per passione. Ho realizzato il Gestionale AlfaDesk su piattaforma...

Vai al profilo

NeaLogic

NeaLogic è specializzata nella realizzazione di soluzioni mobile compatibili con...

Vai al profilo

NERDYDOG

NerdyDog Web Agency è specializzata nello sviluppo applicazioni per mobile in...

Vai al profilo

B p 2 srl

Dal 2001 Bp 2 offre la piu ampia scelta di software gestionale online per le aziende e la...

Vai al profilo