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Scuola e tecnologia [20] - la scuola si cambia insieme agli alunni

Scuola e tecnologia [20] - la scuola si cambia insieme agli alunni

23 Novembre 2014 Redazione
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Ventesima intervista di SoloTablet sul tema tescnologia a scuola. A raccontaci la sua esperienza e visione è stata Chiara Ferronato, sostenitrice della modalità BYOD (Bring Your Own Device) a scuola, estesa anche agli alunni. La scuola è vittima di una burocrazia ma anche di rigidità e nozionismo. La tecnologia può contribuire al rinnovamento e a far emergere nuove competenze.

Se sei un/a insegnante e vuoi contribuire alla iniziativa di SoloTablet puoi contattarci a questo indirizzo. Ti verranno inviate le domande utili a comporre l'intervista.

Per l'anno scolastico 2014 proponiamo a tutti gli inseganti  l'ebook 'Tablet a scuola: come cambia la didattica' scritto da Carlo Mazzucchelli. Seguiteci anche attraverso la nostra rivista digitale Flipboard dedicata alla scuola.


 

La scuola italiana è in una fase critica caratterizzata da grandi cambiamenti e conflitti. Cambiare la scuola significa dare forma al futuro delle nuove generazioni e del paese. Non tutti i cambiamenti sono necessariamente positivi. Se lei è attore/attrice di cambiamento ci può raccontare in che direzione vorrebbe cambiare la scuola?

Cerco di cambiare la scuola nella mia didattica quotidiana, con i miei alunni.

Mi piace considerarmi insegnante  "stimolatrice di competenze" e il mio obiettivo principale è fornire ai miei alunni gli strumenti per domare e gestire la quantità di informazioni a cui vengono ogni giorno esposti.

Vorrei una scuola più aperta e malleabile, dove ognuno possa sentirsi a proprio agio e divertirsi, imparando facendo e apprendendo per compiti reali ( learning by doing - task based learning)

 

Cosa pensa delle nuove tecnologie e che tipo di relazione intrattiene con esse nella sua vita individuale e professionale?

Penso sia necessario istruire fin da piccoli i bambini nell'uso intelligente delle TIC. Sono fermamente convinta che solo con una corretta gestione ed uso, le tecnologie possano essere d'aiuto e considerarsi strumenti e sviluppatori di conoscenza.

Ho iniziato ad usare internet nel 1996, in una scuola della campagna veneta, grazie all'apertura di vedute del mio direttore didattico e dell'amministrazione che appoggiarono il mio primo progetto europeo Socrates, dove i miei alunni dovevano comunicare con i loro partner irlandesi e francesi.  Per sostenermi, dotarono la mia scuola di connessione internet e di pc e penso i miei bimbi siano stati tra i primi, a livello nazionale, a chattare online con i loro amichetti.

Da quella prima esperienza realizzai e toccai con mano le potenzialità rivoluzionarie del web e delle "nuove tecnologie".

Nella mia vita personale uso  le tecnologie a mio servizio, come in classe,  solo se realizzo che mi aiutano a risparmiare del tempo e danno un valore qualitativamente aggiunto.

 

E’ favorevole all’introduzione di tablet e applicazioni mobili in aula?

Dall’anno scorso ho abbracciato la modalità BYOD (Bring Your Own Device) e ho invitato i  miei alunni di quinta a portare tablet e ipad durante le mie lezioni di inglese.

Ecco alcune caratteristiche che insieme ai miei alunni ho toccato con mano:

  • portatilità; velocità, ubiquità e facilità d'accesso alle risorse con un semplice on/off;
  • le risorse sono disponibili sempre e ovunque, proprio quando servono;
  • facili da manipolare con il multitouch; motivanti; facili nel trovare e scaricare applicazioni, anche gratuite; poco costosi; adatti alla personalizzazione e individualizzazione.

Poiché non tutti hanno il proprio device, si divide la classe a piccoli gruppi in un setting d’aula collaborativo e cooperativo.

 

Secondo alcuni la scuola italiana è ricca di risorse, professionalità e competenze ma è mal organizzata e soprattutto incapace di sfruttare le nuove tecnologie. Lei cosa ne pensa? Quali potrebbero essere, secondo lei, le strategie e i programmi da implementare?

Personalmente, ciò che mi frena è la burocrazia e la rigidità che è insita, purtroppo, nel nostro sistema scolastico e spesso anche in molti insegnanti che citano in continuazione “i programmi” con la fatidica frase…”ma io devo concluderlo…ma se va alle medie/alle superiori questo deve saperlo”.

Di contro cito l’articolo 33 della Costituzione Italiana che garantisce la libertà di insegnamento.

Per sintetizzare ciò che penso, si dovrebbe avere più attenzione al metodo e alla competenza e meno al nozionismo.

Ha già sperimentato il tablet in classe? Ci potrebbe raccontare qual’è stata la sua esperienza personale e didattica?

Il nostro approccio al digitale, intendo mio e dei miei alunni, è nato dalla necessità di visitare ed aggiornare il wiki,  raccolta di tante esperienze in lingua inglese di tutte le classi del plesso Morelli in cui lavoro, dalla 1° alla 5°.

Da tempo insegno inglese alla primaria e insegnante curiosa e “smanettona” quale sono, ho cavalcato le varie proposte digitali che negli anni hanno accompagnato il continuo aggiornamento alla didattica e l’apprendere dei nostri alunni.

Dall’arrivo delle LIM, ho abituato i miei alunni ad essere il più possibile autonomi nel raccogliere e costruire le loro conoscenze.

Il coronamento e la vera realizzazione dell’apprendere costruito e collaborativo, è stato raggiunto con il wiki “MorelliSchool”.  Qui, i miei alunni trovano il materiale per molte lezioni ma anche proposte in aggiunta, per chi si diverte nell’autoapprendimento. Loro stessi possono contribuire all’arricchimento delle pagine con post, commenti, foto, video e tutto ciò reputino utile da condividere e arricchire.

Dopo un’interessantissima e proficua esperienza di Classe 2.0 conclusa nel 2013 e che prevedeva l’utilizzo degli  ipad nelle classi 5°, ho voluto riproporre lo stesso “mood” operativo alle attuali mie classi, sfruttando il wi-fi  funzionante a scuola e i device degli alunni.

Pochi  ma necessari accorgimenti organizzativi: approvazione dei genitori con liberatoria firmata; utilizzo del device portato a scuola SOLO durante le mie ore o con insegnanti consenzienti; “Eyes on me!” mentre io parlo o spiego. Il device prende il posto dell’insegnante a seguito di un comune accordo con l’alunno.

 

Se ha sperimentato il tablet in classe ci può raccontare alcuni dei progetti realizzati?

Queste attività durano circa due ore e sono strutturate ed accompagnate a partire dalla ricerca in internet fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Tre esempi di attività in inglese:

  1. “Guess who!” – indovina il personaggio partendo da  Wikipedia English.
  2. “Guess what” – indovina l’articolo acquistato attraverso una ricerca tramite Google Earth o Google Map.
  3. A wiki Treasure Hunt: una caccia al tesoro navigando all’interno del wiki MorelliSchool.

Questa è invece una raccolta di informazioni che i miei attuali alunni di classe 5° hanno pubblicato dopo l’esperienza di job shadowing, Erasmus + KA1,  che ha visto ospiti nella nostra scuola e durante le mie lezioni, per una settimana, una delegazione di insegnanti svedesi.

In quella settimana i miei alunni hanno portato il tablet e l’ipad e con applicazioni gratuite quali Evernote, Popplet, Flipagram…hanno fotografato, filmato, registrato le informazioni raccolte durante le chiacchierate (le mie lezioni) di inglese con gli ospiti.

Molti file di uso comune sono stati salvati in dropbox in una cartella condivisa che A., mio alunno DSA di quinta, gestisce.

 

Come giudica le reazioni degli studenti?

Motivazione, divertimento, coinvolgimento, interesse, voglia di venire a scuola e fare, piacere di esserci, senso di appartenenza…potrei continuare a lungo ma il nostro wiki parla da solo.

 

La tecnologia sta cambiando la scuola così come la vita delle persone. Effetti e risultati non sono facilmente prevedibili, soprattutto dal punto di vista cognitivo e dell’apprendimento di nuove conoscenze. Secondo lei quale futuro ci aspetta?

Penso che gli insegnanti  debbano valutare attentamente se la tecnologia  possa  essere utilizzata efficacemente “per l'integrazione curriculare, piuttosto che per un'integrazione tecnologica”.

La sua introduzione migliora l'alfabetizzazione e promuove il progresso verso un obiettivo di apprendimento, oppure è solo un complemento per l'istruzione e per rafforzare le abilità informatiche? Questa è la domanda che sempre mi pongo, quando porto la tecnologia in classe.

E concludo con una citazione che abbraccio in toto:

…le ICT hanno un potenziale immenso che accresce le esperienze d'apprendimento degli allievi ma  questo si verifica solo quando, a guidare l'introduzione della tecnologia nelle classi, c'è “una buona pedagogia” che tiene conto e si integra con le pratiche preesistenti.

(cfr. Attard e Northcote)



Profilo professionale e didattico di Chiara Ferronato:

Insegnante e formatrice ministeriale per l’inglese e le tecnologie digitali;

Moderatore e coordinatore forum lingua inglese e competenze informatiche, Tutor ForTic, Tutor LIM, Tutor Lingua Inglese e Metodologia, revisore e autore piattaforma FOR per la lingua inglese, relatore lingue straniere e TIC.

Tiene corsi e incontri di formazione sull'uso del Web 2.0 , sulla modalità BYOD e sull'uso di tablet e iPad a supporto di una didattica multicanale e anche a sostegno di alunni DSA e BES.

Autrice per la formazione docente “Learn & Teach” in FOR, ambiente di apprendimento e-learning;

Segretaria nazionale dell’associazione “lend”, Lingua e Nuova Didattica www.lend.it e responsabile nazionale per la lingua inglese nella scuola primaria;

Referente Azione Classi 2.0 – Emilia Romagna con il progetto Classe 2.0 nella scuola primaria e l’utilizzo di iPad nella didattica dell’inglese.

Da anni utilizzatrice del Web 2.0, del digitale e dell’apprendimento collaborativo nella didattica;

Amministratrice e moderatrice di wiki per la  scuola.

BYOD user…addicted!

www.chiaraferronato.weebly.com

 

 


Per comunicare con noi: c.mazzucchelli@libero.it , Cell. 3482511619, www.solotablet.it

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