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Tecnologia, tema ricorrente per gli esami della maturità

Tecnologia, tema ricorrente per gli esami della maturità

17 Giugno 2015 Redazione
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Tema non semplice perchè generico e vasto ma assolutamente contemporaneo e interessante. Il tema è quello del rapporto uomo e tecnologia ed è diventato una traccia per l’esame di maturità 2015. Una traccia proposta per una riflessione critica a una generazione di ragazzi già modificati tecnologicamente e cognitivamente dai dispositivi che utilizzano e dai social network che frequentano.

Che una delle tracce dei temi d’esame 2015 fosse la tecnologia lo ha compreso subito anche un portale come SoloTablet che all’argomento ha dedicato centinaia di articoli. Dall’annuncio dei temi di esame alcuni articoli del portale sono stati costantemente visualizzati e letti da centinaia di persone, probabilmente studenti a cui non è stato possibile togliere il dispositivo mobile in loro possesso, da amici degli esaminandi o forse anche da loro parenti e immigrati difgitali.

I testi più cliccati: Alcune riflessioni anarchiche sulla tecnologia, La solitudine del social networker, Pratiche di social networking e loro implicazioni [1 di 2], Pratiche di social networking e loro implicazioni [2 di 2] ,La relazione digitale (1) , La relazione digitale (2) , La relazione digitale (3) , Che bello perdersi nei labirinti della tecnologia...con te! e molti altri.

Qualcosa di simile era successo anche l’anno scorso quando uno dei temi di esame era una traccia sulla pervasività delle macchine e sul ruolo degli strumenti tecnologici nella vita quotidiana delle persone. Il tema della tecnologia è di attualità da tempo per il diffondersi de nuove pratiche legate alla disponibilità di dispositivi mobili e loro APP e la frequentazione di reti sociali online.

E’ un tema sempre al centro del dibattito pubblico come ha dimostrato recentemente lo spazio sui media e l’attenzione ricevuta dalle affermazioni di Umberto Eco sui social network come spazi abitati da imbecilli. Sul tema vanno segnalate anche le riflessioni di Umberto Galimberti che guarda ai social network come spazi che uccidono la riflessione e costringono la persona ad avere una idea su tutto senza aiutare i ragazzi a costruire una loro capacità di sintesi.

Non conosciamo ancora quali siano state le preferenze degli esaminandi ma è probabile che la scelta della traccia tecnico-scientifica legata a Internet, alla comunicazione e ai social network sia stata scelta da molti ragazzi, forse perché ritenuta più semplice da gestire. Sarebbe interessante se qualcuno potesse pubblicare i temi svolti in classe, potrebbero servire più di una indagine di mercato a capire quale sia il rapporto dei giovani nativi digitali e generazione Millennial con la tecnologia e quale sia la loro percezione del mondo reale, filtrata cognitivamente dai mezzi tecnologici che usano quotidianamente, non solo per comunicare.

 

Fonte: www.skuola.net

 

La traccia proposta recitava: “Lo sviluppo scientifico e tecnologico dell'elettronica e dell'informatica ha trasformato il mondo della comunicazione che oggi è dominato dalla connettività. Questi rapidi e profondi mutamenti offrono vaste opportunità ma suscitano anche riflessioni critiche". Tra i testi a supporto per il tema d’esame sono stati forniti stralci di riflessioni dotte di alcuni dei pensatori che in Italia hanno avviato da tempo una riflessione sulla tecnologia. Filosofi come Maurizio Ferraris, autore di “Dove sei? Ontologia del telefonino” ma anche di Anima e iPad, o di autori come Daniele Marini, con stralci dal suo testo “Con smartphone e social è amore (ma dopo i 60 anni)”.

Sul tema d’esame il giornale Ilfattoquotidiano ha pubblicato alcune riflessioni del filosofo e psicanalista Umberto Galimberti, autore del libro “Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica”.

Secondo Galimberti:  “La tecnologia informatica  è amica e nemica della comunicazione interpersonale. Oggi la società è diventata una solitudine di massa. Lo spazio pubblico è sempre meno pubblico, ci rifugiamo più spesso nelle nostre case e quasi tutti passiamo più tempo di fronte a un computer e meno in compagnia di un nostro simile. Il viaggio in treno è tra alieni. Chi ha le cuffie nelle orecchie, chi si guarda un film al pc, o lavora su tablet. In questo senso allora meglio scrivere mail, chattare, postare foto su Facebook per ricevere i commenti degli altri piuttosto che stare in silenzio”.

 

 

Le riflessioni raccolte dal giornale sono indicative di quanto sia aspro e contraddittorio il dibattito sulle nuove tecnologie, soprattutto se riferito alla scuola, alla didattica e all’apprendimento. Il tema della tecnologia per il filosofo è in primo luogo un problema degli adulti, nella loro veste di genitori, insegnanti e intellettuali e poi della scuola, soprattutto in un periodo nel quale tutti sembrano avere sposato l’idea che l’insegnamento frontale vada sostituito con forme della didattica rinnovate perché centrate sull’uso delle nuove tecnologie e sui loro paradigmi. Per Galimberti invece : “Il web offre un’infinità di informazioni, è vero, ma di sicuro non aiuta il ragazzo a sviluppare la capacità di sintesi che solo il professore può insegnare. Sintesi significa essere in grado di fare connessioni tra le conoscenze, trovare il filo rosso che le tiene unite, i legami tra i fatti, il nesso logico degli eventi. Un’abilità fondamentale nella crescita personale, quella che ci aiuta a non subire la realtà, ma interpretarla, a interagire e modificare il flusso della storia”. Il filosofo mette anche in guardia contro altri inconvenienti:  “L’approccio al computer coltiva intelligenze convergenti, cioè che si limitano a trovare soluzioni all’interno delle stesse regole imposte dal sistema che si vuole scardinare, una specie di circolo vizioso che porta ad avere un pensiero unico. Al contrario l’ambiente scolastico dovrebbe educare “all’intelligenza divergente”, un modo di ragionare che ribalta gli schemi per scoprire o fondare nuove realtà. È il processo di creazione della mente, estraneo alle aule scolastiche purtroppo. Ecco perché gli studenti creativi vanno male a scuola e gli insegnanti anziché intercettare i loro talenti e ascoltarli li giudicano con brutti voti”.

Nello specifico dei social network Galiberti sembra quasi fare l’eco a quanto sostenuto recentemente da Umberto Eco:  “I social network uccidono la riflessione. Costringono l’utente a rispondere immediatamente, senza neanche avere il tempo di pensare a quello che ha davvero in testa. E poi impongono alla persona ad avere sempre un’idea su tutto, che è impossibile. L’effetto è la dispersione mentale”. Per Galimberti non è vero che Twitter, con 140 caratteri a disposizione, educa alla sintesi. In realtà il cinguettare di Twitter “È l’abolizione del pensiero, che si riduce a uno slogan. A questo punto hanno più potere i grafici degli scrittori”.

 

La conclusione a cui viene chiamato dalla gioanlista de Ilfattoquotidiano trova il filosofo più sul versante tecnocritico che tecnofobo alla Eco. Per Galimberti infatti “Il futuro  è imprevedibile perché non abbiamo codici di riferimento, è tutto velocissimo. A essere sincero non so come cresceranno i giovani di oggi, chi diventeranno. Prendo solo atto dei pericoli della tecnologia. Rendersene conto è il primo passo per cercare di cambiare le cose. Non vuol dire arrestare il progresso, sia mai”.

Una conclusione che richiama molte delle riflessioni pubblicate anche su SoloTablet e contenute negli e-book di Carlo Mazzucchelli sulla tecnologia.

Sarebbe interessante se gli studenti che hanno scelto la traccia tecnologica e, tra di loro, coloro che hanno trovato vantaggio in quanto pubblicato per la stesura del loro tema d’esame, tornassero su SoloTablet condividendo quello che pensano e hanno elaborato e scritto.

SoloTablet pubblicherebbe volentieri anche i loro temi!

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