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Tecnologie digitali e didattica: riflessioni per il nuovo anno!

Tecnologie digitali e didattica: riflessioni per il nuovo anno!

21 Agosto 2013 Redazione
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L’avvicinarsi del nuovo anno scolastico ripropone il tema dell’uso delle tecnologie digitali in classe e il loro ruolo nella didattica. E’ forte l’esigenza di un cambiamento nel modo di fare scuola, di insegnare e di apprendere. Urgono nuovi modi di pensare e buone pratiche finalizzate alla collaborazione e ad un uso intelligente delle nuove tecnologie. Non semplice ma necessario!

La rivoluzione tecnologica in atto non è solo Mobile.

Il successo del tablet non ci sarebbe stato senza l’affermarsi del cloud computing e del Web 2.0 con le sue applicazioni sociali. Le tecnologie digitali stanno modificando il modo di vivere delle persone la loro vita personale, lavorativa e di studio. Lo fanno più rapidamente che in passato e introducendo nuove forme sociali di interazione e collaborazione che suggeriscono la partecipazione, la conversazione e la condivisione e rendono più semplice la sperimentazione innovativa e l’esplorazione. Nel farlo incoraggiano nuove forme di pensiero e contribuiscono allo sviluppo di un nuovo vocabolario e nuove terminologie, necessarie per comprendere e per raccontare i fenomeni da esse determinati e fatti emergere.

Le nuove tecnologie rapportate alla scuola sono diventate una provocazione forte e una metafora della capacità di cambiamento e di innovazione. Sono coinvolti tutti, personale scolastico e corpo docente, studenti e genitori, politici e responsabili istituzionali.

Ai docenti  sono però richiesti uno sforzo ed una capacità di adattamento (evoluzione) e cambiamento (rivoluzione) maggiori.

 

Fonte: chronicle.com

Nella scuola attuale la didattica continua ad essere prevalentemente frontale e unidirezionale.

Le nuove tecnologie interattive suggeriscono nuove forme partecipative di insegnamento con l’obiettivo di facilitare la capacità pro-attiva degli studenti, un loro maggiore coinvolgimento e attenzione e nuove forme di apprendimento. Il cambiamento non sarà indolore e gli insegnanti avranno bisogno di supporto nel definire nuove forme di didattica collaborativi, nell’introduzione e uso delle tecnologie in classe e nella definizione di nuovi programmi scolastici.  Questo supporto non è garantito che possa venire dalle istituzioni e dovrà essere ricercato nello studio e nella conoscenza delle nuove tecnologie, praticando personalmente le nuove applicazioni digitali per la scuola e frequentando ambienti culturalmente legati al mondo digitale.

Alla base delle nuove esigenze c’è la rivoluzione introdotta dalle nuove tecnologie digitali che permettono alle persone di essere sempre connesse, capaci di condividere esperienze, informazioni e riflessioni e impegnate in conversazioni  continue. Le nuove capacità, abilitate dalle tecnologie, rendono tutti più coinvolti e capaci di controllare le proprie attività individuali, lavorative e di studio. L’insegnante dispone oggi di strumenti potenti per coinvolgere e ingaggiare lo studente in attività didattiche e di apprendimento capaci di produrre risultati migliori e grandi benefici e vantaggi.

Le nuove tecnologie facilitano il networking, sollecitano domande e interrogazioni, aiutano la riflessione critica sui media e l’informazione, permettono di praticare il lavoro collaborativo e di gruppo, alimentano nuove conoscenze e fanno nascere nuove idee. Se questo è il nuovo contesto, allo studente deve essere fornita l’opportunità di dotarsi di queste nuove capacità che serviranno alle prestazioni future in un mondo che sarà ancor più tecnologico e digitale. Nella loro vita privata i giovani e gli studenti sono già esperti di pratiche collaborative e comunicative  ma hanno bisogno di andare maggiormente in profondità e di farlo coadiuvati da insegnanti, mentor e tutor capaci di passare loro nuove conoscenze e di aiutarli a sviluppare il pensiero critico che serve per affrontare le sfide globali che li aspettano.

 

Fonte: web.kennesaw.edu

L’influenza dell’insegnante sul discente e sul suo apprendimento è grande ma molto dipende da come sono stati disegnati i programmi di studio e viene praticata l’esperienza didattica. Programmi ed esperienza didattica devono oggi essere ripensati in ottica ‘digitale’ e collaborativi. Insegnanti e studenti devono camminare mano nella mano e sperimentare insieme nuove forme di didattica e di apprendimento in classe guidate da strumenti tecnologici come tablet, social media e applicazioni collaborative e interattive.

Come sta succedendo al lavoratore mobile, che non smette mai di lavorare, anche lo studente digitale può continuare la sua esperienza di apprendimento al di fuori della classe e della scuola. Può farlo in modo innovativo e creativo scegliendo i tempi, i modi e i luoghi più congeniali per farlo. Può farlo mantenendosi in contatto e comunicando con l’insegnante o con esperti e possessori di conoscenze utili al raggiungimento degli obiettivi di studio.

A fare la differenza nella scuola 2.0 o digitale  non è più la capacità dell’insegnante nell’insegnare ma la partecipazione attiva e collaborativi dei soggetti coinvolti alla costruzione di nuova conoscenza e di nuove pratiche. La tecnologia offre all’insegnante la possibilità di coinvolgere pro-attivamente lo studente, di stimolarlo su più fronti, di fornirgli strumenti potenti per esprimere la sua capacità di apprendimento e le conoscenze acquisite e di valutare  meglio la profondità e l’estensione del suo studio, la sua capacità di problem solving e di giudizio.

L’apprendimento e lo studio non sono una prerogativa solo scolastica. Si apprende anche in contesti sociali, più o meno complessi e si impara spesso dalla semplice interazione e relazione con gli altri. Queste esperienze possono oggi essere facilmente ricreate in aula grazie alle nuove tecnologie Web 2.0 e sociali che rendono possibile sia l’apprendimento online che quello collaborativo fatto attraverso i media sociali e i molti strumenti software sociali disponibili. Grazie alle nuove tecnologie sono possibili nuove pratiche di simulazione online, sperimentazioni digitali, ricerca e raccolta di informazioni sul web, uso di strumenti di analisi e riflessione e strumenti per la misurazione dei risultati. Queste pratiche favoriscono l’apprendimento sociale ( consoscenza costruita socialmente ) attraverso conversazioni e interazioni ma anche la soluzione condivisa di problemi e attività e un apprendimento cognitivo distribuito e partecipato. Queste pratiche devono essere rese possibili dalla disponibilità di nuovi strumenti didattici ( network, tablet, LIM, WiFi, ecc.), dall’accesso garantito ( non ristretto o filtrato) alla rete, alle fonti di informazione, alle risorse e alle comunità online. La responsabilità di trovare e mantenere queste risorse è dell’istituzione scolastica e di ogni singola struttura scolastica. E’ su questo terreno che si giocherà nel prossimo futuro la competizione sull’eccellenza e sulla innovazione. A livello istituzionale la gara è tra nazioni e la loro capacità di sfruttare la tecnologia per nuove forme di progresso, a livello operativo la competizione è tra singole scuole e la loro capacità a cambiare.

Le nuove tecnologie rafforzano teorie e scoperte che vedono nella conoscenza un prodotto sociale, costruito in collaborazione e interazione con altri e nell’apprendimento una pratica che va oltre la semplice memorizzazione e archiviazione di nozioni e informazioni. La conoscenza non è un dispositivo di storage e l’apprendimento è un processo attivo, situazionale e costante nella elaborazione di nuovi significati, di interpretazioni e nuova conoscenza. Allo stesso modo l’insegnamento è ben più di un semplice trasferimento di nozioni e di conoscenze. E’ coinvolgimento mentale ed emozionale, è capacità di elaborare nuove forme di collaborazione e dare forma a nuove pratiche ed esperienze di apprendimento.

La tecnologia digitale in uso oggi nella scuola non è solo uno strumento ma è elemento determinante per nuove forme di didattica e di apprendimento che coinvolgono insegnanti e studenti in nuove esperienze e pratiche sociali che hanno lo scopo di produrre nuove conoscenze e nuove capacità. Insegnanti e studenti non sono obbligati ad abbandonare immediatamente pratiche ed esperienze fin qui sperimentate nella scuola 1.0, ma la rivoluzione tecnologica in atto impone nuove urgenze e chiama a dare forma a nuove esperienze didattiche e di apprendimento. Lo possono fare insieme, in modo collaborativo, e online attraverso nuovi progetti comunitari o semplicemente partecipando a quelli già esistenti.

L’arrivo dell’iPad e la pervasività del tablet ha smosso il mondo catatonico della scuola italiana proponendo nuove sollecitazioni e sfide. Molte scuole hanno raccolto la provocazione tecnologica e hanno deciso di sperimentare e innovare la didattica dando forma a nuovi progetti. Alcune scuole sono diventate un punto di riferimento e di confronto per le esperienze positive da esse vissute. Le altre hanno la possibilità di ripercorrere la stessa strada evitando gli errori e gli ostacoli che sempre si frappongono al successo dei progetti e delle strategie degli innovatori. Tutti gli insegnanti sono chiamati a confrontarsi con le nuove tecnologie e a ripensare i loro programmi scolastici e metodi didattici. La cosa interessante è che lo possono fare collaborando con i loro colleghi e interagendo e conversando con gli studenti. Tutti questi sforzi rimarranno però vani se non ci sarà un impegno forte da parte delle istituzioni e se non verranno fatti investimenti consistenti, non soltanto nel fornire l’equipaggiamento necessario ma anche corsi di formazione per il corpo docente e il personale scolastico e il coinvolgimento di nuove figure professionali capaci di portare all’interno della scuola terminologie, linguaggi, approcci e metofologie coerenti cone le nuove tecnologie.

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