A scuola con il tablet /

Tecnologie per la scuola digitale che verrà

Tecnologie per la scuola digitale che verrà

11 Febbraio 2013 Redazione
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La crisi economica attuale non sembra permetterlo ma l’urgenza è forte e i mutamenti politici all’orizzonte potrebbero innescare forme di cambiamento reale. L’introduzione di nuove tecnologie nella scuola italiana servirà a ridurre il digital divide europeo e a rilanciare la nostra scuola.

Se la scuola è lo specchio della società, non potrà rimanere a lungo immune dalla rivoluzione tecnologica che sta interessando tutti gli ambiti della vita sociale del genere umano. Si tratta di una rivoluzione che vede protagonista anche il nostro pease e che interessa anche il mondo della scuola, per lungo tempo rimasto immune da contaminazioni e novità tecnologiche. Le nuove generazioni millenium e web 2.0 hanno favorito l’affermarsi di una nuova cultura e aiutato il lavoro di innovatori e cultori di nuove forme di insegnamento. Le une e gli altri hanno trovato risposta nella diffusione di tecnologie LIM (Lavagne Interattive multimediali) e ora di tablet tattili, di libri digitali e relativi e-reader e di applicazioni in grado di mutare la didattica e le forme di apprendimento e di partecipazione degli studenti. Ne è derivato un aumento dei budget di spesa disponibili per le scuole che si sono avventurate per prime nella sperimentazione di nuove tecnologie ed una penetrazione maggiore delle stesse nelle aule scolastiche italiane. Senza distinzioni geografiche, di tipo o livello di scuola e  di ceto sociale.

Le nuove tecnologie stanno favorendo mutamenti reali, prima di tutto a livello individuale e poi nelle pratiche quotidiane in cui le persone si trovano occupate. Le nuove tecnologie a scuola diventano così strumenti potenti di una evoluzione importate della didattica e delle forme di apprendimento da parte degli studenti.

Tutto ciò è reso possibile da una crescente consapevolezza da parte delle istituzioni sull’importanza della scuola come capitale compeitivo per il futuro delle nuove generazioni e quindi del paese. E’ in quest’ottoca che deve essere visto lo stanziamento di 70 milioni di euro, provenienti da fondi europei (meno male che c’è l’Europa) che il MIUR ha stanziato per l’innovazione tecnologica e per la realizzazione di nuove infrastrutture capaci di rendere disponibile internet e altre tecnologie innovative.

I fondi stanziati sono destinati prevalentemente a quattro ambiti: LIM , Cl@ssi 2.0 ( attività finalizzate a favorire l’uso delle tecnologie in classe), Scuola 2.0 ( uso delle tecnologie in senso collaborativo, reticolare, flessibile, integrato) e centri scolastici digitali ( formazione a distanza e aule virtuali per studenti dislocati in zone disagiate da un punto di vista dei trasporti ecc.).

Tra tutti gli esperimenti tecnologici in corso attualmente, quelli forse più interessanti dal punto di vista della didattica e del coinvolgimento di studenti, genitori e docenti sono i progetti che vedono l’introduzione di tablet in classe. Sono esperimenti che favoriscono e accelerano la de-materializzazione della scuola ma che cambiano sostanzialmente la didattica e il ruolo degli insegnanti e che attivano nuove forme di coinvolgimento degli studenti.

 

Grazie alle nuove tecnologie (non solo tablet ma web 2.0, social media, social newtork, smartphone, wiipedia, ebook ecc.) si modificano i modelli pedagogici e le interazioni docente-discente. Da una formazione frontale si passa ad una collaborativa e partecipata che stimola nuovi percorsi didattici e di studio ma favorisce anche la creatività individuale e di gruppo. Le tecnologie modificano il ruolo e la percezione dello stesso da parte dello studente. Per rispondere ai bisogni di studneti delle generazioni Millennium servono nuove competenze e nuove professionalità e serve impossessarsi delle nuove tecnologie digitali che spingono alla de-materializzazione e alla scuola digitale.

La scuola del futuro non sarà più la stessa! Per gli effetti della tecnologia ma soprattutto dell’uso che di essa avranno fatto i docenti e gli studenti che oggi la stanno sperimentando lasciandosi plasmare e formare.

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