A scuola con il tablet /

Tu insegnami come, io ti insegno perché

Tu insegnami come, io ti insegno perché

09 Dicembre 2014 Redazione
Redazione
Redazione
share
“Prof, qual è il problema di cui mi parlava oggi a scuola? Adesso che ho un po' di tempo posso provare a risolverglielo”: questo il testo del messaggio che mi è arrivato pochi giorni fa da una mia alunna, particolarmente abile nell'uso delle nuove tecnologie.


Il problema, nel frattempo, lo avevo risolto da sola ma non è questo il punto. Il punto è che parecchi alunni sono oggi capaci di padroneggiare molto meglio di noi gli strumenti digitali e li usano continuamente ma spesso in modo inconsapevole se non addirittura deleterio.

Spetta dunque alla scuola educare i ragazzi per far loro raggiungere la competenza digitale che consiste, secondo la Raccomandazione del Parlamento Europeo del 18 dicembre 2006, nel saper utilizzare, con dimestichezza e spirito critico, le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione.

Si tratta della quarta competenza chiave per l'apprendimento permanente indicata dall'Unione Europea ben otto anni fa!

Se giovani e giovanissimi sanno benissimo “smanettare”, ciò non significa che facciano un uso critico di siti, app e social...anzi!

Come docente devo quindi riflettere: se non hanno bisogno di sapere “come” si fa (quindi di un supporto tecnico) e anzi possono essere loro ad insegnare a me da questo punto di vista, sicuramente hanno bisogno di sapere “perché” ovvero di imparare a valutare criticamente gli strumenti che usano, di capire qual è il fine da raggiungere ma anche quali sono i pericoli e le possibili conseguenze a cui si va incontro.

Sicuri sul “come si fa”, tanto da apparire quasi spavaldi, a volte insofferenti davanti ad un docente che non trova l'icona giusta, i ragazzi sono invece spesso impreparati rispetto alle conseguenze implicite, rimangono spiazzati quando si prospettano loro le numerose implicazioni che ogni gesto “virtuale” può provocare.

Ed è proprio per questo che hanno bisogno non tanto di docenti che insegnino loro ad installare o usare un'app ma di veri “maestri” che, soprattutto con l'esempio quotidiano, aprano loro gli occhi su che cos'è giusto o sbagliato, utile o inutile, etico o non etico.

Insomma, tu, alunno, mi aiuti sul “come”, io, docente, ti guido alla scoperta del “perché”.

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Solair

Tutti hanno diritto al Better Business

Vai al profilo

Omnys Srl

Azienda ad alta specializzazione ITC (Information & Communication Technology) con...

Vai al profilo

Digital E Srl

Digital E da più di 20 anni è una delle maggiori società nel campo dell'education e...

Vai al profilo

Catalab

CATALAB è il progetto imprenditoriale di una realtà commerciale giovane e dinamica in...

Vai al profilo