A scuola con il tablet /

Universitas Studiorum & Open Libraries

Universitas Studiorum & Open Libraries

23 Gennaio 2013 Redazione
Redazione
Redazione
share
La Biblioteca di Città Studi a Biella nasce nel 1994 con una forte specializzazione nell'ambito tessile.
Nel corso degli anni si è verificato un progressivo ampliamento del patrimonio librario, legato allo sviluppo di nuovi corsi universitari via via avviati presso la Città Studi di Biella.
Dal 2002 la biblioteca è attivamente inserita nel circuito del Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN), tramite il Polo Bibliotecario Biellese (secondo polo piemontese) che raggruppa 44 biblioteche del territorio.
Basta registrarsi: la biblioteca è aperta a tutti gratuitamente e gli utenti possono accedere al prestito di libri, dei dvd e all'accesso gratuito ad internet e alle applicazioni on line.

Se decidete di passare da Citta Studi, a Biella, in qualunque giorno della settimana voi troverete nella ampie sale della Biblioteca, tra libri computer, riviste e sale caffè, molte persone: un melting pot di culture, età, professioni, esigenze. Ci sono molti stranieri che grazie alla registrazione in biblioteca possono navigare in internet, dialogare con i propri amici e parenti in ogni parte del mondo, possono studiare, conoscere persone nuove... ci sono molti disoccupati, precari, o professionisti che possono condividere con altri idee progetti, possono attingere a servizi e informazioni altrimenti molto più complesse da ottenere, e sicuramente non in forma gratuita.

Oggi vogliamo parlarvi di una Biblioteca che nasce come biblioteca universitaria ma che progressivamente ha aperto i suoi spazi, i suoi servizi, il suo patrimionio culturale al pubblico ... e lo facciamo attraverso una conversazione con Walter Ruffatto, uno dei Bibliotecari di questa struttura.

unibi2

 

D: Walter, che ruolo pensate debbano assolvere le biblioteche civiche ed universitarie?

R: Il Manifesto IFLA/Unesco sulle biblioteche pubbliche del 1994 sintetizza bene quale sia la missione di una biblioteca: "via di accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l'apprendimento permanente, l'indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell'individuo e dei gruppi sociali." Consiglierei a tutti di prendersi un po' di tempo per leggere il Manifesto. Nel nostro caso, la biblioteca di Città Studi riveste un doppio ruolo: oltre ad essere luogo di riferimento per lo studio e la ricerca condotti da studenti, docenti e ricercatori universitari è anche aperta a tutti i cittadini residenti e non, quindi assume in parte le caratteristiche e gli obiettivi di una biblioteca pubblica.

Credo che le biblioteche debbano diventare sempre più luoghi dove si possa avere libero accesso alle informazioni, eliminando ove è possibile, burocrazia o sovrastrutture che ne impediscano la libera circolazione. Luoghi dove soddisfare i propri bisogni culturali e formativi, ma anche "nuove piazze" della città dove potersi incontrare, scambiarsi idee ed opinioni. Granai della cultura dove i semi non vengono solo conservati, ma seminati il più possibile nella speranza che da questi nascano buoni frutti.


D:  Quali opportunità le nuove tecnologie stanno fornendo agli addetti del settore bibliotecario e dell'archiviazione documentale?

R: Per quanto riguarda la nostra realtà, negli ultimi anni abbiamo sentito l'esigenza di utilizzare appieno le potenzialità di internet e delle nuove tecnologie per ampliare e facilitare
l'offerta culturale rivolta ai nostri utenti.

Mettere a disposizione in modo gratuito una rete WIFI è stata, oltre che una scelta obbligata, anche una decisione che ci ha premiati in termini di soddisfazione ed utilizzo da parte degli utenti.

Abbiamo una biblioteca virtuale disponibile 24 su 24 da affiancare a quella reale.

Ora è possibile, per chi lo vuole, consultare quotidiani italiani e stranieri e altri documenti attraverso il sito MediaLibraryOnLine, da cui si possono anche scaricare gli e-book.

A proposito dei libri elettronici, in biblioteca possediamo due eBook Reader disponibili al prestito e sempre in modalità gratuita.

Credo che chiunque operi nel mondo delle biblioteche non debba aver timore delle novità, anzi, deve utilizzarle allo scopo di facilitare la vita dei lettori e di chi, per svariati motivi, si trova ad utilizzare i servizi di una biblioteca.

Molte biblioteche utilizzano i social network per comunicare con i propri lettori, informandoli e interagendo con loro in tempo reale.

La nostra biblioteca, ad esempio, ha aperto nel 2012 una sua Pagina Facebook.

 

unibi1

 

D: In che modo le nuove tecnologie stanno aiutando lo sviluppo della cultura?

R: Internet ha ormai velocizzato la circolazione delle informazioni a livello globale. In pochissimo tempo e senza doversi spostare fisicamente, ora è possibile consultare banche dati e cataloghi di altre biblioteche, ricevere tramite mail articoli o leggere libri on-line grazie alla digitalizzazione dei materiali cartacei. Come l'avvento del libro stampato è stato un propellente per lo sviluppo della cultura, anche internet le nuove tecnologie stanno facendo la stessa cosa. Oggi l'occultamento della conoscenza e delle idee è impensabile, o almeno di difficile attuazione.

CONSIGLIATO PER TE:

A cosa mi serve lo smartwatch?


D: Elinor Ostrom e Charlotte Hess  hanno raccolto ricerche, saggi e testimonianze relativi all'importanza della condivisione dei dati e il libero accesso alla conoscenza: il libro infatti è intitolato "capire che la conoscenza è un bene comune"... che cosa ne pensate ? quanto siamo lontani dal condividere questa visione 'universale' della cultura?


R: Molta strada è già stata percorsa, ma siamo ancora lontani da una visione "universale" della cultura. Nel nostro piccolo cerchiamo, come già detto in precedenza, di facilitare i nostri utenti mettendo al loro disposizione più strumenti e mezzi disponibili per le loro esigenze. Se consideriamo questo scenario, allora ci si può interrogare su quale sia il ruolo della biblioteca in un contesto dove le informazioni circolino liberamente, perché a questo punto tale istruzione potrebbe apparire addirittura obsoleta. Credo invece che la biblioteca possa mantenere il suo ruolo di "distributore" della conoscenza, grazie al fatto che lo fa gratuitamente e la sua autorevolezza è cosa riconosciuta. E' importante che un'istituzione (per natura libera e democratica) si faccia garante della'autenticità delle informazioni e della tracciabilità delle fonti.

 

Grazie Walter: interrogarsi sul tema della conoscenza come bene comune ci aiuta a capire che "soluzioni aperte" esistono già. Ci sono eco-sistemi culturali, come quello che vi abbiamo descritto,  fortemente legati al territorio e quindi pienamente consapevoli di problemi ed esigenze reali, che facilitano e divulgano comportamenti individuali e collettivi orientati alla gestione della cultura come un bene collettivo, da preservare, per tutti.

 

Per chi volesse saperne di più sulla Biblioteca di Citta Studi:

http://www.cittastudi.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3364
http://cittastudi.medialibrary.it/home/home.aspx
http://www.facebook.com/bibliotecacittastudi?ref=hl


Per chi volesse saperne di più su Open Acces e Creative Commons:

http://www.arl.org/sparc/openaccess/
http://creativecommons.org/

 

(PdVG)

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Stefano Galizia

Sviluppatore iPhone ed Android

Vai al profilo

NBF Soluzioni Informatiche s.r.l. - Shopping Plus

NBF Soluzioni Informatiche s.r.l. opera nel mondo dell’Information Tecnology ed...

Vai al profilo

Systech Srl

Nata nel 1994, Systech è una azienda specializzata nella progettazione e nello...

Vai al profilo

Ciano

-- Senior Web & IOS Innovator, developer --

Vai al profilo