Approfondimenti /

2013 - CIO e IT manager alla ricerca di soluzioni intelligenti

2013 - CIO e IT manager alla ricerca di soluzioni intelligenti

09 Gennaio 2013 Carlo Mazzucchelli
SoloTablet
Carlo Mazzucchelli
share
I CIO e gli IT manager che intendono muoversi proteggendo il propio posto di lavoro e ruolo aziendale per tutto il 2013, sono chiamati a scelte complicate e decisioni intelligenti. Le nuove tecnologie e gli strumenti di nuova generazione obbligano a nuove strategie e progetti che non sono senza conseguenze. Le opportunità sono numerose ma lo sono anche le sfide e le difficoltà. Facile innovare, più complicato farlo riducendo al minimo i rischi e i costi futuri.

L’anno nuovo è iniziato ma la situazione economica e il contesto nel quale molti CIO e responsabili IT si trovano ad operare non sembra essere cambiato per il meglio, almeno in Italia. Il 2013 rischia di diventare un anno molto critico perchè, mentre i fondamentali dell’IT aziendale rimangono solidi, il contesto esterno alle aziende è in rapido e costante cambiamento.

Incapaci di stare al passo con il cambiamento in atto e condizionati nelle loro scelte dalla ristrettezza dei budget disponibili, dalle frequenti riorganizzazioni e dalla carenza di personale interno con le adeguate conoscenze e competenze, i CIO delle aziende si trovano oggi a dover accelerare il passo facendo scelte difficili e in tempi rapidi. L’ambiente nel quale si trovano a fare queste scelte è estremamente volatile, pieno di incertezze e caotico. Sono sparite molte certezze e la stabilità fin qui tenacemente perseguita, anche con scelte conservative che hanno rinviato sine die innovazione e cambiamento, è diventata un fardello da abbandonare.

Se il 2012 è servito a prendere coscienza della inevitabilità del cambiamento e della insufficienza degli strumenti di governance e TCO utilizzati, il 2013 si presenta come l’anno decisivo per la definizione di nuove strategie IT, per la messa in cantiere di nuovi progetti e sperimentazioni, per l’applicazione di nuove policy aziendali e per la riorganizzazione e ripensamento della infrastruttura IT esistente. Per farlo ci sarà bisogno del pieno supporto del management aziendale e di budget consistenti e adeguati allo scopo e alle nuove strategie applicate. Il tutto potrà avvenire solo in un contesto di cambiamento anche culturale e aziendale che veda affermarsi nuovi valori e principi su cui poggiare la startegia IT aziendale.

Vietato vivere nei ricordi del passato

Per molti, l’epoca che stiamo vivendo è densa di novità perchè rivoluzionaria e densa di cambiamenti. E’ rivoluzionaria socialmente ( da forme di individualismo spinto, alla ricerca di collaborazione e cooperazione) e politicamente ( le varie primavere arabe e quelle che arriveranno presto anche in europa), lo è economicamente ( crisi del capitalismo finanziario e del liberalismo e ricerca di nuovi modelli per il futuro) e tecnologicamente ( nuove tecnologie mobile, cloud computing e APP).  Le organizzazioni e le aziende italiane che guardano al passato e che intervengono prevalentemente per aggiustare e aggiornare l’esistente si troveranno in forte disagio, culturale prima e poi decisionale e operativo.

L’incertezza che nasce dalla percezione di un contesto di mercato recessivo e complicato e la riluttanza di molti imprenditori e manager d’azienda nello sperimentare nuove strategie e nuove tecnologie rischiano di impedire scelte, decisioni e programmi utili ad innestare innovazione e cambiamento. Eppure la scelta appare come obbligata. Il deserto di innovazione che è stato fatto in molte realtà italiane può ormai essere superato soltanto con decisioni lungimiranti, coraggiose e intelligenti. L’approccio non sarà più quello di un passato fatto di abbondanza e di stabilità ma al contrario quello che prevede di fare di più con meno e di farlo non necessariamente con le risorse e le infrastrutture disponibili all’interno dell’azienda/organizzazione.

Impossibile vivere nei ricordi dei bei tempi andati e obbligatorio affrontare con decisione e mente aperta tematiche, ambiti e tecnologie nuove come il marketing digitale, la mobilità, le APP, la business intelligence, la consumerizzazione dell’IT, il cloud computing, il social ecc. Per farlo serviranno nuove policy, nuove relazioni aziendali, nuove organizzazioni, nuove strategie. Difficilmente si potrà operare cercando di risolvere i problemi e soddisfare i nuovi bisogni con vecchie risposte (già date in passato), tecnologie obsolete e senza cambiamenti.

Da una infrastruttura IT ad una piattaforma digitale

CONSIGLIATO PER TE:

Verso ambienti Multicloud

La rivoluzione causata dall’introduzione del tablet non dipende tanto dalla novità del dispositivo ma dall’aver reso possibile la realizzazione concreta di un nuovo modo di pensare e di fare IT. Il tablet senza applicazioni e servizi in cloud sarebbe un dispositivo quasi inutile o utile solo per giocare. Un tablet connesso alle informazioni e ai sistemi transazionali aziendali diventa invece strumento potente di produttività e di lavoro. La stessa cosa vale per uno smartphone, utile per telefonare e inviare SMS, ancora più utile quando è connesso alle risorse aziendali.

Il tablet, unitamente ad altre tecnologie come la componente social del WEb, internet 2.0 e il cloud stanno dando forma a quella che Gartner Group identifica come piattaforma digitale, definibile come l’insieme delle risorse tecnologiche aziendali in grado di accedere e interagire con tecnologie digitali. Le risorse aziendali in campo sono i dati e le informazioni, i sistemi transazionali, le regole e le logiche di business, la connettività e i dispositivi che forniscono la potenza di calcolo e di elaborazione.

Queste risorse, identificate tradizionalmente come infrastruttura IT (hardware, sottosistemi software, applicazioni legacy ecc.), sono destinate a cambiare nome e a riflettere approcci e attitudini diverse nel pianificare, gestire e investire nelle tecnologie IT per l’azienda. Il ruolo e lo sviluppo della infrastruttura IT sono spesso legati alla allocazione dei budget aziendali e a chi li gestisce. Una gestione di questi budget fatta al di fuori dei dipartimenti IT obbliga spesso a investimenti periodici e fatti su progetti ad hoc che finiscono per impedire cambiamenti radicali e di predisporre quanto serve per i bisogni futuri. Molti di questi progetti richiedono defatiganti  trattative interne e  lunghe fasi realizzative. Le une e le altre per nulla congeniali al bisogno di risposte rapide e flessibili di cui le aziende hanno oggi estremo bisogno per competere.

Una infrastruttura IT che diventa piattaforma digitale continua ad essere composta dalle stesse risorse ma con una organizzazione diversa finalizzata all’accesso e alla condivisione attraverso nuove tecnologie e dispositivi individuali che permettono di trarre immediato vantaggio, spesso sotto forma di servizi, dalle risorse aziendali esistenti. Al tempo stesso pensare la propria infrastruttura IT come piattaforma aiuta i CIO e responsabili IT nella gestione, nella ricerca e allocazione delle risorse e degli skill necessari, nello sviluppo e gestione dei cicli di vita dei prodotti e delle applicazioni, nel supporto all’utente e nell'applicare in modo flessibile ed efficiente le modifiche e i cambiamenti richiesti dalla direzione aziendale per sostenere nuovi modelli di business o strategie marketing e commerciali.

Ambiti che richiedono interventi rapidi

Per affrontare il 2013 con successo saranno necessari un cambiamento e/o aggiornamento culturale, un nuovo approccio organizzativo e operativo nel definire una piattaforma di lavoro digitale in grado di sfruttare al meglio le risorse infrastrutturali esistenti ma anche molta intelligenza nell’individuare gli ambiti di innovazione e nuovi sviluppi sui quali concentrare budget di spesa, investimenti e risorse.

Un aiuto importante a CIO che si immeteranno su questa strada viene dagli analisti del mercato che hanno cercato di individuare le tendenze emergenti enuclenadone l’urgenza, le opportunità e i rischi ad esse associati. Quasi tutti gli analisti concordano nell’identificare nel Mobile, nel cloud computing e nella sicurezza i tre ambiti di maggiore criticità ma sono molti anche coloro che suggeriscono riflessioni e osservazioni interessanti su ambiti meno strategici ma rilevanti dal punto di vista gestionale, competitivo e di innovazione.

  • Cloud computing: le molte sperimentazioni fin qui fatte e la crescita del cloud computing sia privato che pubblico stanno determinando nuove necessità di integrazione tra ambienti diversi ed ibridi. Gli scenari che si prospettano possono essere diversi, a seconda del peso che il cloud privato o pubblico hanno nella soluzione implementata, ma simili saranno invece i bisogni in termini di integrazione, connettività, sicurezza e gestione. Il problema più grande sarà quello della complessità gestionale che richiederà nuovi strumenti e ambienti di monitoraggio adeguati ad assicurare risultati e servizi e a contenere i costi garantendo produttività ed efficienza operativa.
  • Data center e costi operativi: le nuove tecnologie devono servire ad analizzare i costi del data center aziendale per valutarne l’efficienza e l’efficacia in confronto delle nuove soluzioni in cloud che, almeno sulla carta, sembrano indicare numerosi vantaggi e benefici anche in termini di costi operativi. Il data center esistente può essere trasformato in un ambiente cloud privato ma il costo dell’operazione non è necessariamente limitato, soprattutto in termini di costo dell’energia necessaria al suo funzionamento.
  • BYOD e virtualizzazione: l’affermazione del fenomeno BYOD in azienda e la pervasività delle tecnologie mobile in azienda hanno fatto emergere il bisogno di virtualizzare i molti dispositivi mobili esistenti come smartphone, tablet, laptop, ecc. Grazie a soluzioni di virtualizzazione aumenterà la confidenza degli utenti e la sicurezza dei dispositivi mobili in uso. I benefici associati con le nuove soluzioni di virtualizzazione mobile sono numerosi e dovrebbero esseere oggetto di valutazione da parte di tutti i CIO di aziende nelle quali si è implementata una strategia di mobilità aziendale e sono in essere progetti/programmi per il BYOD.
  • Cybersecurity: la sicurezza è destinata a diventare uno degli aspetti principali per ogni strategia aziendale IT futura. Gli attacchi a dispositivi e tecnologie Mobile nel 2012 sono aumentati in modo esponenziale e lo faranno anche quest’anno. La protezione passa attraverso la scelta di strumenti di protezione, ambienti e piattaforme di lavoro sicure ma anche la definizione di adeguate policy aziendali e di procedure atte a farle rispettare. Altrettanta cura dovrà essere dedicata a far crescere la consapevolezza del rischio e la cultura della prevenzione e difesa.
  • CRM e customer office: così come si rende necessario il passaggio, anche semantico, da infrastruttura IT a piattaforma, deve essere ripensato anche il modo con cui si organizzano le risorse di back office e front office dedicate alla interazione e allo sviluppo delle relazioni con il cliente. La rivista Forbes suggerisce per questo passaggio di prospettiva il termine di Customer Office come luogo nel quale il CIO possa avere visibilità ed essere coinvolto in tutti i processi aziendali (produzione, ricerca e sviluppo, marketing, vendite, procurement, customer service, social networking,  ecc.) che servono alla interazione con la clientela. Il Customer Office può diventare un’arma potente per la demolizione dei molti silos aziendali ancora esistenti e che rendono spesso impossibile reazioni rapidi e flessibili, interoperabilità e innovazione.
  • Dati e informazioni al servizio di nuove opportunità di business: le nuove piattaforme digitali aprono nuovi scenari per la business intelligence aziendale. Queste nuove piattaforme rendono obsoleti termini come Data Warehouse e Data Mart e suggeriscono un uso più condiviso ed intelligente delle molte informazioni disponibili, un uso che deve essere fatto sempre con un approccio centrato sul cliente e sui suoi bisogni. Le soluzioni necessarie non sono più semplici applicazioni ma strumenti in grado di individuare e comunicare nuovi clienti potenziali, nuove tendenze e mercati emergenti, nuove informazioni utili su prodotti e servici, nuovi dati demografici e sociali, e nuove opportunità di busimess. Le nuove soluzioni devono poter integrarsi e sfruttare le potenzialità del Big Data e del Cloud.
  • Integrazione e innovazione: per affrontare i nuovi bisogni e gli scenari che si stanno affermando è necessario investire maggiormente in innovazione e meno in integrazione. Integrare è stata per lungo tempo l’attività principale di ogni dipartimento IT, imposta spesso di fornitori con l’introduzione di nuove tecnologie e prodotti che obbligavano a fasi prolungate di nuovi sviluppi software fatti di testing e tuning, di software correttivo, di aggiornamenti e monitoraggio costante per verificarne integrazione e funzionalità. Le direzioni aziendali sono sempre meno disposti ad accettare i tempi lunghi necessari a nuove integrazioni e spingono verso l’innovazione di processo attraverso nuove tecnologie ma soprattutto nuove strategie IT e approcci. A questa esigenza delle aziende si sono adeguati anche i fornitori, sempre più impegnati a concorrere nella fornitura di sistemi predefiniti che non richiedono ulteriori fasi di integrazione.

Alcune conclusioni

L’evoluzione corrente della tecnologia è indicativa dell’urgenza che viene posta ai CIO affinchè forniscano risposte adeguate ad aspettative e bisogni che richiedono spesso una nuova cultura, nuove filosofie e approcci IT aziendali. Nessuna figura apicale aziendale è stata probabilmente chiamata ad un cambiamento così radicale nel modo di lavorare e interpretare il proprio ruolo in azienda come quella del CIO. L’evoluzione della figura del CIO segue quella dell’evoluzione rapida della tecnologia e obbligherà ad ulteriori accelerazioni durante il 2013 e negli anni a seguire. Per non venire ‘darwiniamente’ eliminati, i CIO sono chiamati a dare prova di grade maturità, flessibilità a adattabilità. L’IT aziendale si sta trasformando sempre più in commodity e suggerisce ai CIO scelte obbligate. Non solo in termini di tecnologie da utilizzare ma soprattutto di approcci e strategie. Il CIO è oggi chiamata ad essere protagonista del cambiamento e dell’innovazione, ad agire da forza ‘disruptive/dirompente’, ad operare la metamorfosi da gestore IT a facilitatore e promotore di nuovo business.

 

CM



 

Bibliografia

 


comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Posytron

Posytron è una Software Factory specializzata in progetti Web, Mobile, Social Media e...

Vai al profilo

Connexxa

Vai al profilo

Codermine srl

Azienda di sviluppo web, mobile (android, ios e windows phone) e IOT (internet of...

Vai al profilo

Stefano Galizia

Sviluppatore iPhone ed Android

Vai al profilo