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Il trasformismo del tablet

Il trasformismo del tablet

07 Febbraio 2014 Redazione SoloTablet
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L’interrogativo è aperto dall’arrivo dell’iPad e verte sulla capacità del tablet di mettere in pensione il personal computer. A tre anni di distanza non esiste ancora una risposta certa e condivisa ma nel frattempo il tablet è sempre più simile al PC. Grazie alle mille ibridazioni e trasformazioni possibili che possono confondere la vista e condizionare la percezione del mercato e i comportamenti di acquisto.

La crisi economica ha messo in discussione l’era della post-modernità facendo emergere la rilevanza e concretezza dei fatti. L’iPad ha aperto al contrario l’era post-PC caratterizzata da interpretazioni mutevoli sul futuro del personal computing che propongono visioni tra loro contrapposte e pur tuttavia tutte plausibili. Lo sono perché stiamo assistendo ad ana convergenza di fatto tra le piattaforme PC e tablet (qualcuno aggiungerebbe acnche lo smartphone nella sua versione phablet) che le rendono tra loro simili, sovrapponibili e indistinguibili. Almeno agli occhi del consumatore medio che si trova ad osservare proposizioni di prodotti fatti da PC ibridi, all-in-one, convertibili e da tablet dotati di tastiere, supporti e altri accessori che li rendono sempre più simili ad un personal computer anche se non lo sono.

 

 

Fin dall’inizio molti utenti che avevano acquistato l’iPad come strumento di produttività e di lavoro lo dotarono di tastiera per un suo utilizzo più efficiente e produttivo. Oggi, anche grazie all’evoluzione della tecnologia delle nuove tastiere, è abbastanza normale vedere utilizzatori di tablet operare su tastiere collegate o inserite nella custodia del dispositivo come se stessero usando un laptop. Una soluzione contro-intuitiva se si pensa alla specificità tattile del dispositivo ma comprensibile per un uso finalizzato alla produttività professionale e aziendale.

Questa trasformazione sembra naturale e assomiglia molto alla rivoluzione introdotta  nelle aziende e nei loro dipartimenti IT dall’arrivo di Windows, una piattaforma di sistema operativo che, a differenza di altri, offriva numerosi vantaggi leagti alla maggiore efficienza, gestibilità e produttività, dei processi e dell’utente utilizzatore. La rivoluzione cominciata nelle aziende si trasferì poi nelle case. Le persone, dipendenti di aziende e organizzazioni, trasformarono Windows nella piattaforma di riferimento per il loro tempo libero e intrattenimento ma anche in potente strumento di produttività personale.

A quel tempo la scelta per il consumatore fu quasi obbligata perché non esistevano molte piattaforme alternative a Windows capaci di offrire le stesse funzionalità. Esisteva naturalmente la soluzione Mac ma Apple non riuscì a penetrare nelle aziende come seppe fare Microsoft e quindi non potè sfruttare a sua vantaggio il fenomeno del pesonal computing domestico. Salvo in nicchie di mercato dominate da scelte e valutazioni sul prodotto diverse e guidate spesso da una maggiore capacità di spesa.

 

Fonte: www.timhill.info


Se oggi si parla di era post-PC non è tanto perché il personal computer sia destinato a scomparire. Il PC non scomparirà semplicemente perché evolverà in qualcosa d’altro mantenendo tutte le caratteristiche e le funzionalità che lo hanno reso strumento potente di personal computing o computing individuale. A fare la differenza invece saranno la piattaforma software, il sistema operativo e l’ecosistema applicativo. Cambiano le scelte dl consumatore perché maggiore è l’offerta di piattaforme di personal computing con fattori di forma, design e configurazione diversi. Crescono le preferenze accordate a tablet e smartphone dal display grande perché si consolida la percezione sulla capacità di questi strumenti di offrire funzionalità e prestazioni paragonali a quelle del personal computer tradizionale.

Queste preferenze non sono condizionate dalla decisione di sostituire una piattaforma con un’altra. I consumatori scelgono il tablet perché è diventato oggi la piattaforma più comoda e congeniale per soddisfare i bisogni legati all’intrattenimento e al divertimento domestici e in più fornisce soluzioni e applicazioni utili anche a fini professionali, lavorativi e di computing domestico.  A fare la differenza è il fattore di forma e il fatto che il tablet è comodo, è trasportabile perché leggero, è facile da usare grazie alla sua interfaccia tattile e sensoriale e può anche essere usato per la creatività individuale come strumento di lavoro.

Quando il messaggio che il tablet è paragonabile al personal computer è passato, è difficile che il consumatore torni indietro. Si mette semplicemente alla ricerca dei molti prodotti pensati appositamente per facilitare sempre più e meglio la trasformazione del tablet nel personal computer che verrà. Da qui la ricerca di tastiere più o meno ergonomiche, trasparenti, sottili e integrate e di altri accessori PC-like. Da qui l’aumento consistente e cotante dell’offerta di nuove strumentazioni pensate appositamente per sofddisfare nuovi bisogni che caratterizzano il trend in atto e che vede il passaggio indolore dal personal computer atradizonale al talet o al PC ibrido e all-in-one (2-in-1).

 

 

La trasformazione in atto non riguarda solo i due contendenti storici, Apple e Microsoft, ma coinvolge numerosi nuovi protagonisti del mercato tecnologico. Il successo di Apple e le difficoltà di Microsoft non dipendono tanto dalla loro proposizione e offerta ma, come sempre è successo, da un cambio di paradigma avvenuto nel mercato e dall’emergere di nuovi comportamenti dei consumatori che con il loro passaparola finiscono per determinare quale piattaforma è migliore di un’altra. Questo spiega la sorte del tablet Surface di Microsoft, un dispositivo di personal computing perfetto e performante che però stenta ad affermarsi sul mercato perché a fare la differenza non è il dispositivo ma la piattaforma di sistema operativo. Sul mercato c’è meno bisogno di Windows di quanto non ce ne fosse dieci anni fa e i consumatori sanno di poter avere valide alternative altrove, fuori dall’ecosistema di Microsoft. Le piattaforme di sistema operativo Mobile sono percepite come performanti e funzionalmente confrontabili a quelle di Windows e avendolo usate da tempo su dispositivi smartphone usati quotidianamente, non vedono motivo i cambiarli nel momento in cui decidono di acquistare anche un tablet.

In sintesi, la vera rivoluzione sta avvenendo a livello di piattaforma di sistema operativo e di ecosistema applicativo. Sul fronte hardware ad emergere è una convergenza e ibridazioni caratterizzata da continue trasformazioni di personal computer tradizionali in PC ibridi, convertibili e all-in-one e di tablet in configurazioni che ricordano il PC.

Così come il PC Windows e Wintel dall’azienda fu capace di colonizzare le case dei consumatori, oggi il tablet del cittadino mobile e tecno-consapevole finirà per colonizzare le aziende determinando quale piattaforma sarà destinata a prevalere. E non è detto che questa piattaforma sia Windows.

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