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Ad ogni social network il suo peccato

Ad ogni social network il suo peccato

27 Aprile 2017 Biancamaria Cavallini
Biancamaria Cavallini
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C’è una curiosa teoria che spiega il successo dei maggiori social network oggi esistenti ed è una teoria di Reid Hoffman, presidente e co-fondatore di Linkedin.
Secondo questa teoria, i social network danno infatti il loro meglio quando possono essere riconducibili a uno dei sette peccati capitali.

Provando a seguire questa strada, si può allora combinare ognuno dei vizi capitali con il social network di riferimento. Hoffman si ferma a Facebook e LinkedIn, ma proviamo ad andare oltre. 

Alcuni tentativi sono già stati fatti (uno decisamente ironico lo trovate qui), ma proviamo con una nuova combinazione:

 

1. LUSSURIA - Tinder

In questo caso si è quasi di fronte a una tautologia. Con un abile gioco di parole, Forbes definisce infatti Tinder “L’app più hot del momento”. Applicazione che, sebbene sia spesso genericamente presentata come strumento per incontrare nuove persone, è decisamente orientata agli appuntamenti.

 

2. INVIDIA - Pinterest

Chi di noi riesce a sfogliare le immagini presenti su Pinterest senza desiderare tutto, ma proprio tutto, quello che vede? Inserendo un criterio di ricerca si ottiene almeno una ventina di nuovi desideri. E parecchia invidia per chi ha già ciò che si vorrebbe avere. Non a caso, Pinterest viene definito “il catalogo mondiale delle idee”. Che si parli di giardinaggio, vestiti da sposa o macchine poco importa.

 

3. ACCIDIA - YouTube

La mamma di tutti i contenuti video presenti sul web. Clicca “play” e non ci pensare. Goditi le immagini e la musica, i vlog e le recensioni. Eppure troppo spesso il divertimento è fine a se stesso e l’indolenza prende il sopravvento: un video ne chiama un altro e improvvisamente passano 45 minuti. Quasi sempre  del tutto improduttivi.

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4. IRA - Twitter

Il social network per gli “aggiornamenti di servizio”, che diventa frequentemente regno di indignazione collettiva. A colpi di hashtag si combattono laceranti guerre di posizione e l’eccessivo senso di giustizia che caratterizza l’ira tende a prevaricare sull’espressione delle proprie opinioni. #ira

 

5. GOLA - Instagram

Quando Instagram iniziava a diffondersi, cresceva parallelamente la mania per la food photography. Poi si è preso coraggio e si è iniziato a fotografare di tutto, mantenendo i filtri come comun denominatore. Si può parlare di ingordigia di immagini e colori?

 

6. SUPERBIA - Facebook

Facebook è forse il social network che più si configura come il regno dell’espressione della propria (presunta) superiorità. Un costante mostrarsi e mostrare. Ci si distacca dagli altri ma si vuole i loro “mi piace”.

“Narciso ha una pagina Facebook. C’è solo il tasto «mi piaccio»” (Lia Celi, Twitter)

 

7. AVARIZIA - LinkedIn

L’avarizia è il costante senso di insoddisfazione per ciò che si ha e il viscerale bisogno di ottenere sempre di più. Più collegamenti, più like, più endorsement,  più visualizzazioni del profilo. Una corsa verso il riconoscimento della propria professionalità. Che sembra non essere mai abbastanza. 

 

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