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Animatori Digitali

Animatori Digitali

09 Maggio 2016 Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
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A quasi un anno dall'introduzione di questa nuova figura professionale, ci facciamo raccontare da chi fa questo mestiere che cos'è un Animatore Digitale, che cosa fa, quali difficoltà incontra e quali soddisfazioni raccoglie nel realizzare questo compito.

Ne parliamo con Lorena Barattini, insegnante di Lingua Inglese nella scuola secondaria di primo grado e da quest'anno Animatore Digitale dell'Istituto Antonio Gramsci di Mulazzano, Lodi. In questi ultimi 5 anni Lorena ha svolto compiti strettamente legati all'evoluzione dei processi educativi: dalla Funzione Strumentale per l’Innovazione Tecnologica, a Referente dei Progetti Scuol@ 2.0 e Didattica Aumentata. Nel nuovo ruolo si occupa in prima persona di digitalizzazione e di innovazione della didattica.

 

D: Lorena, nel Comunicato Stampa del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (nov 2015) leggiamo che gli Animatori Digitali sono docenti con <<il compito di seguire, per il prossimo triennio, il processo di digitalizzazione della scuola di appartenenza. Saranno chiamati ad organizzare attività e laboratori per formare la comunità scolastica sui temi del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale); a individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili (ambienti di apprendimento integrati, biblioteche multimediali, ammodernamento di siti internet, etc.); a lavorare per la diffusione di una cultura digitale condivisa tra tutti i protagonisti del mondo dell'istruzione, stimolando soprattutto la partecipazione e la creatività degli studenti.>>  Ci potresti raccontare in che cosa è consistito questo primo anno di attività? Quali difficoltà hai incontrato in questa prima fase di avvio del programma di sviluppo scolastico?

R: In questa prima fase da Animatore Digitale ho sostenuto e supportato docenti e studenti nell’accesso all’Aula 2.0, all’utilizzo dei tablet e delle applicazioni utili a realizzare segmenti di attività didattiche sia curriculari che progettuali. Per aiutare docenti e studenti ad avere maggiore consapevolezza delle proprie competenze digitali e per individuare meglio quali bisogni formativi ed educativi abbiamo e avremo, ho iniziato a fare una semplice ricognizione delle metodologie e degli strumenti, digitali e non, abitualmente utilizzati in classe e a casa e ho tenuto documentazione della frequenza di accesso ai dispositivi e agli ambienti digitali più comuni, della tipologia di lavoro svolto, dei materiali prodotti. Le competenze digitali sono eterogenee ma presenti e vale puntare su una loro migliore diffusione. Per il prossimo anno prevedo un momento iniziale di riflessione comune e di individuazione di piste di formazione "peer to peer" sia per i docenti che per gli alunni. Le difficoltà sono state per lo più legate sia al funzionamento dei tablet, non sempre agile causa connettività, migliorata rispetto al passato, ma certo non ancora del tutto adeguata. L’iniziale resistenza di pochi docenti, il loro timore di essere inadeguati o di dovere dedicare tempi lunghissimi per appropriarsi degli strumenti digitali è stato via via superato grazie all’accresciuta motivazione di tutti.

 

D: Sono alcuni anni che dalle pagine di solotablet.it raccontiamo la vostra scuola, all'avanguardia nella realizzazione di progetti di innovazione: dal potenziamento dell'infrastruttura tecnologica (aula tablet, potenziamento wifi, laboratori didattici) alla sensibilizzazione di genitori e studenti su temi quali la sicurezza internet e il cyberbullismo, dai laboratori sui social network al programma di Didattica Aumentata... avete già in mente come vorreste sviluppare tali iniziative nei prossimi due anni?

R: Il potenziamento della rete wi-fi è già un’azione del presente. Partecipando ai Bandi Europei Pon-2014-2020 ci siamo assicurati finanziamenti sia per il potenziamento delle rete Lan/Wan sia per la realizzazione di ambienti di apprendimento "aumentati": Sono previste nuove Lim nella poche aule ancora sprovviste, armadi di ricarica tablet per laboratori mobili, implementazione  e potenziamento di access point con hot spot e controller per migliorare la distribuzione della banda di connessione. Inoltre, proprio in questi giorni, abbiamo presentato il nostro progetto per realizzare un laboratorio di robotica aderendo al Bando Miur “Atelier Creativi”. Infine il Comitato Genitori ed un importante Banca del territorio, finanziano e supportano iniziative ed interventi di implementazione del digitale in tutti i plessi dell’Istituto. Per il futuro, considerato che la Scuola è inserita in più reti per la formazione di tutti gli attori della comunità scolastica, dovrebbe essere per noi più facile partecipare a progetti ed attività sul territorio e promuovere iniziative e occasioni di formazione continua.

 

D: sappiamo che in ogni ecosistema complesso, i ruoli e le relazioni che si intrecciano e si interconnettono sono molte: quali aiuti hai ricevuto e ricevi dagli studenti per lo sviluppo dell'innovazione didattica? Come organizzate le attività fra insegnanti dell'istituto? Insomma: quanto è complicato questo ruolo? 

R: Cominciano dall’ultima domanda: ‘quanto è complicato questo ruolo’… Non è semplice perché è un po’ tutto da “inventare” ma una strategia potrebbe essere scegliere poche priorità irrinunciabili e incanalare le energie e le risorse lì dove si è concordato di agire. Va da sé che i colleghi e i ragazzi siano le prime fondamentali risorse. È importante che tutti si capisca dove si sta andando e perché vale la pena andarci. Al momento l’aiuto esterno è un iniziale percorso di formazione e auto-formazione tra gli Animatori Digitali e gli istituti della Provincia in cui si cominciano a condividere abilità, conoscenze, pratiche. L’Animatore Digitale deve quindi stimolare, proporre, progettare, “agganciare” la Scuola a ciò che le ruota attorno e, insieme ai colleghi e al Dirigente Scolastico selezionare ciò che è più vicino alle esigenze espresse dagli studenti, dimostrandosi efficace per il loro apprendimento. L’Animatore Digitale opera con il Team dell’Innovazione, un pool di insegnanti che collabora, coopera, condivide proposte e scelte. Gli alunni con i loro interessi e le loro competenze sono naturalmente il vero stimolo all’innovazione e al cambiamento.

 

D: Interessante… e sarebbe ancor più interessante se nel Team di Innovazione ci fosse una nutrita rappresentanza di studenti, magari uno per classe! Ma torniamo a oggi: ci puoi fare un bilancio delle attività e dei risultati conseguiti questo primo anno? ci vuoi raccontare come pensate di articolare lo sviluppo nei prossimi due anni? 

R: I risultati di quest’anno sono stati buoni, perché globalmente i docenti hanno migliorato l’approccio e la naturalezza con cui concepiscono il digitale nella pratica didattica quotidiana. L’obiettivo nel medio termine è rendere ancora più naturale e “pervasiva” la tecnologia per produrre contenuti, archiviarli, riutilizzarli e rimodularli, con l'obiettivo di far diventare gli alunni sempre più "co-autori" del loro sapere e saper fare. Così come si dice ormai da molto tempo, gli insegnanti, attraverso proposte, metodi ed esperienze di apprendimento, devono sempre più concepirsi come figure di stimolo e motivazione ad imparare. Nelle proposte e nelle azioni dell’Animatore Digitale e del Team dell’Innovazione, sia i docenti che gli studenti, troveranno un riferimento nell’uso produttivo del digitale e un promotore della sperimentazione continua.

 

Ringrazio Lorena Barattini per averci raccontato la sua esperienza diretta e quindi chiarito ruoli e responsabilità dell'Animatore Digitale.

Ritengo che la Digital Transformation, l'innovazione indotta da strumenti digitali quali tablet, cloud computing, APP e social media ci sta dando l'opportunità di rivedere complessivamente l'impianto educativo, nei suoi principi, nella sua struttura, nei suoi processi e nei ruoli che ciascuno di noi può svolgere... Come Italiani disponiamo di una grande eredità pedagogica, quella Montessoriana, che tutto il mondo usa e sviluppa: contiene dei principi ancor oggi attuali e forse oggi più che mai indispensabili. Uno su tutti? Educare alla Libertà.

 

Per chi volesse maggiori informazioni sulle attività svolte dall'Istituto Comprensivo Antonio Gramsci di Mulazzano, può visitare il Sito Web e la Pagina Facebook della scuola.

Chi fosse interessato ad implementare Progetti di Didattica Aumentata nelle proprie scuole, può esaminare qui la Presentazione del Programma e contattarmi direttamente.

 

PdVG

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