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Chi cambia?

Numerosi i cambiamenti nelle scuole, nelle università, negli uffici pubblici e nelle aziende. Nuovi gli strumenti, nuovi i processi, nuovi i ruoli: i gruppi cambiano perché sono già cambiate le persone. E le aziende? Con chi affrontano il cambiamento di un sistema informativo, della sua architettura, dei processi che supporta e dei dati che elabora?
Chi cambia?

Fonte: changeiponline.com

Da queste pagine abbiamo dedicato all'innovazione dei sistemi informativi aziendali alcune riflessioni legate alle motivazioni, agli ambiti, alle modalità con cui si affrontano le sostituzioni, i passaggi da un sistema all'altro.

Oggi focalizziamo la nostra attenzione su CHI realizza il cambiamento.

Quali sono i protagonisti del cambio di un sistema informativo? Chi decide, acquista, progetta, sviluppa, usa e ha accesso ai sistemi?

La decisione spetta solitamente a chi ha una responsabilità su budget e raggiungimento degli obiettivi... Se l'azienda e' di medie piccole dimensioni, questa decisione normalmente spetta al CEO, se l'azienda e' più grande e strutturata, tale ruolo può spettare al CIO. Se l'azienda realizza servizi e prodotti consumer, il peso nella decisione potrebbe spostarsi verso la dir. Marketing.

Chi decide deve avere una visione di vantaggi, svantaggi, benefici e rischi legata all'opportunità di migliorare qualche aspetto dello "status quo"... Ma e' anche vero che chi decide ha partecipato al processo di selezione, il cui output e' esattamente la decisione di cambiare sistema informativo.  Sembra che chi decide se cambiare sia meno coinvolto nel cambiamento di altri...

L'acquisto spetta a chi paga, che non sempre coincide con chi decide, ma e' rappresentato da colui che dispone delle risorse economiche necessarie per procurarsi l'occorrente.

A "comprare" il necessario per predisporre un nuovo sistema sono tipicamente i CFO o la dir. Acquisti.  Sembra anche che chi acquista utilizzi solo in parte ciò che acquista... Quindi  conosce una parte di ciò che aveva prima e di ciò che avrà dopo...

La progettazione e lo sviluppo chiamano a raccolta un gruppo rappresentativo ma pur sempre ridotto di persone ma la loro azione sul cambiamento e' considerevole: vi sono anche alcuni casi  in cui il gruppo di persone che progetta e sviluppa e' lo stesso gruppo che gestisce e mantiene in efficienza macchine e applicativi... Ma raramente chi progetta, sviluppa e gestisce un sistema coincide con chi il sistema lo usa.

Usano i sistemi coloro che generano informazioni, le aggiornano, le modificano e le rielaborano: all'interno di questa categoria consideriamo chi accede alle informazioni per trarne indicazioni, e per effettuare attività che non sono direttamente legate al sistema origine delle informazioni...

Usare e avere accesso ai sistemi e' un'attività  diffusa, una componente ormai imprescindibile dalla nostra vita sociale, pubblica o privata che sia.

La nostra 'user experience' e' aumentata. Si e' affinata la nostra capacita' di valutazione degli strumenti, la nostra dimestichezza con differenti device, con transazioni più  o meno complesse.

Nel 2011 in Italia risultano attivi 20 milioni di smartphone e 1 milione di tablet. Si potrebbe affermare che il 30% della popolazione dispone e usa quotidianamente sistemi informativi. Se  poi consideriamo una fascia di eta' compresa tra i 25 e i 65 anni, scopriamo che oltre il 40% fa uso quotidiano di programmi, servizi on line o di applicazioni di vario genere.

Queste persone definiscono con estrema precisione uso e consumo di ICT, soddisfando con essi bisogni reali:

 

  • home banking,
  • acquisti e vendite on line,
  • attivita' editoriali (blog, siti, canali video, ecc.)
  • attività sociali (facebook, twitter, foursquare, ecc..)
  • ricerche di vario genere (wikipedia, wikileaks, ecc.)

 

Non e' difficile scommettere che ciascuno di noi esegue almeno una volta al giorno una o più  delle azioni indicate in elenco .... Giusto?

 

Qualità delle interfacce grafiche, tempi di risposta, accessibilita' ai dati, passaggi da effettuare per arrivare ad un risultato... Sono tutte informazioni che ciascuno di noi e' in grado di valutare con una certa competenza.

 

Partiamo considerando i dati ISTAT 2011 alla voce "Internet"...

All'indirizzo www.istat.it/it/archivio/internet sono raccolti dati macroscopici che danno un'idea abbastanza chiara di come l 'uso e consumo di ITC stiano crescendo rapidamente.

Digital divide, infrastrutture tecnologiche non sempre adeguate non costituiscono un ostacolo alla propagazione del fenomeno. Ecco perché aziende ed enti pubblici non possono ignorare o sottovalutare il ruolo delle nuove tecnologie e le ricadute estremamente positive che essere potranno avere sullo sviluppo economico e sociale del ns. Paese.

Il survey di Solotablet ha l'obiettivo di inquadrare la situazione con un'attenzione particolare per le imprese presenti sul territorio italiano, e cercando di capire in che direzione si stanno muovendo.

L'indagine cerca di caratterizzare il più possibile i partecipanti, classificando la Professione:

  • ruolo (molto specifico per ICT, meno per altre categorie)
  • dipartimento
  • il loro coinvolgimento e la loro responsabilità in materia di ICT

E l'Azienda che rappresentano:

  • settore merceologico
  • fatturato
  • numero dipendenti
  • budget per consumerization ICT

Consentirà di effettuare una carrellata sulle policy di sicurezza,  sull'accesso ad applicazioni, basi dati e social network disponibili su web, all'esterno dell'azienda e all'utilizzo di propri strumenti personali per accedere ai sistemi informativi aziendali:

  • sicurezza
  • app web based
  • attività sociali e supporto IT
  • dispositivi personali ammessi per accesso a s.i.  Aziendali
  • policy aziendale per accesso con dispositivi personali

Permetterà di realizzare un assessment di dispositivi, applicazioni, processi e persone legate a questa innovazione.

Le aziende cambiano perche' le persone che le compongono sono già cambiate, perche' e' in corso non solo un cambio di approccio alla comunicazione e alla relazione, ma della stessa visione che abbiamo di noi stessi e della nostra interdipendenza dagli altri.

 

 

 

 

Questo articolo è tutelato da licenza Creative Commons

14/02/2012
Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
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