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Innovazione della Didattica e DSA

Innovazione della Didattica e DSA

25 Febbraio 2015 Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
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Si chiudono il 9 marzo le iscrizioni al corso di perfezionamento per insegnanti, ricercatori e docenti che vogliano approfondire aspetti chiave riguardanti i diversi stili di apprendimento: dalle scienze cognitive ai digital media, dalla struttura del cervello alla psicologia evolutiva, dalla sociologia al design di strumenti e processi didattici.
Intervista a Raffaella Folgieri, scienziata e coordinatrice dell'iniziativa.

Nel panorama delle innovazioni che la scuola italiana deve affrontare, particolare attenzione viene rivolta alla "personalizzazione" del processo educativo e degli strumenti che abilitino, facilitino e accelerino l'apprendimento e l'adattamento al proprio ambiente naturale e culturale.

Il Corso di Esperti in Didattica Personalizzata e Metodologie di Apprendimento Orientate ai DSA è un progetto multidisciplinare organizzato dal DEMM di Milano che vede impegnati docenti e ricercatori accomunati dall'interesse di saperne di più su come apprendiamo.

 

Ne parliamo con Raffaella Folgieri, scienziata cognitivista, coordinatrice della proposta formativa.

 

 

D: Come è nato questo corso di perfezionamento?

RF: L’iniziativa si è sviluppata a corollario delle ricerche condotte dagli organizzatori del corso. Alcuni impegnati sul fronte delle ricerche nell’ambito delle Scienze Cognitive (come Bait; Lucchiari e la sottoscritta) e altri sul fronte della ricerca e della formazione (De Vecchi Galbiati; Rosa; Cattaneo), e insieme accomunati dalla visione che pone gli stili e le attitudini personali al centro degli obiettivi di crescita individuale e di gruppo. Attraverso un fitto scambio di idee e risultati nelle nostre ricerche, abbiamo deciso di 'miscelare' i nostri risultati in un'unica proposta formativa, rivolta espressamente ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento.

 

D: Sono aumentati i disturbi dell'apprendimento oppure è aumentata la nostra conoscenza dei processi di apprendimento?

RF: L’attenzione che oggi viene data ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sottolinea come si stia diffondendo rapidamente la sensibilità sociale sul tema dell'apprendimento e dello sviluppo intellettuale. La maggiore attenzione a questi temi ha fatto sì che le diagnosi di tali disturbi siano sempre più frequenti, cogliendo spesso impreparati famigliari, insegnanti e istituzioni.

Inoltre il fenomeno non è ancora adeguatamente conosciuto, per cui, nonostante sia stata varata la Legge 170 (che fornisce indicazioni e linee guida per non escludere nessuno dalla vita scolastica), gli interessati, le loro famiglie e chi deve seguirli nei percorsi di apprendimento lamentano ancora mancanza di informazioni, di indicazioni pratiche e di supporto psicologico.

Per quanto attiene alla sfera sociale e lavorativa occorrerà sensibilizzare e informare ulteriormente l’opinione pubblica, ma, intanto, si può fare qualcosa a partire dall’Istruzione.

Non vogliamo chiamare problema quello dei DSA. La motivazione principale sta nel fatto che  i meccanismi di recover e di compensazione che si possono attuare grazie alle recenti e continue evoluzioni scientifiche e tecnologiche si stanno dimostrando efficaci non solo nel rendere il disturbo gestibile, ma anche nel trasformarlo in un punto di forza. Le persone a cui si diagnostica DSA spesso si rivelano più creativi e innovativi degli altri proprio perché abituati a ragionare in modo "laterale", grazie alla plasticità del nostro cervello..

 

D: Che cosa è la “plasticità del cervello”?

RF: Con plasticità cerebrale si intende la capacità del cervello di modificare la propria struttura e le proprie funzionalità a seconda dell’attività dei propri neuroni, correlata ad esempi a stimoli ricevuti dall’ambiente esterno: eventi traumatici, lesioni e modificazioni che si possono verificare durante il processo di sviluppo dell’individuo. Numerose ricerche in campo neurologico e psichiatrico evidenziano che i DSA hanno base neuronale. Pertanto, grazie alle capacità di 'autoriparazione' proprie della plasticità cerebrale, è possibile, con opportune tecniche e metodi, ottenere recupero e compensazione totale.

 

D. Da cosa è stato ispirato il corso?

RF: Nel corso delle nostre ricerche, avendo a che fare con soggetti, famiglie e Istituzioni, ci siamo accorte che vi sono molti corsi di approfondimento di natura specialistica rivolti a psicologi, logopedisti e altre professionisti. Tuttavia, manca un percorso formativo di livello universitario in grado di fornire una prospettiva multidisciplinare nell'approccio ai DSA a tutti gli attori interessati alla tematica.

In particolare, l'incremento di soggetti con diagnosi di DSA a partire dalle scuole di primo grado, fino all'Università, richiede lo sviluppo di nuove professionalità in grado di inserirsi in modo competente ed efficace nei contesti educativi a tutti i livelli. Tale professionalità implica la conoscenza di linguaggi e metodologie provenienti da più aree disciplinari, nonché lo sviluppo di modelli mentali applicabili in contesti differenti e a problemi differenti.

In particolare, è evidente la necessità di professionisti (siano esterni, consulenti, o interni alla Scuola, come nel caso di insegnanti di ruolo e dirigenti) in grado di progettare interventi ad hoc, adatti alle specifiche esigenze del discente, ma soprattutto realizzabili nello specifico contesto ove il problema è emerso.

Tale progetto di supporto, recupero o, per meglio dire, di empowerment cognitivo, può prevedere attività provenienti da specialisti (psicologi, logopedisti, neuropsichiatri e così via), ma deve basarsi soprattutto sulla direzione continua e competente della Scuola, che deve essere in grado di garantire un approccio globale al discente, ponendo anche attenzione all'evoluzione dei bisogni e della capacità del soggetto, in modo da adattare in itinere il progetto educativo.

Di conseguenza, questo Corso di Perfezionamento non mira a fornire competenze proprie di singole professionalità, bensì a definire nuove figure professionali in grado di gestire percorsi educativi complessi, rispondendo così ai bisogni reali dell'attuale società e delle agenzie educative.

 

D: A chi è rivolto il corso?

RF: Il Corso di Perfezionamento è rivolto a neolaureati in cerca di occupazione, a psicologi, a educatori e docenti di scuole di ogni ordine e grado e a professionisti della psicopatologia dell’apprendimento. In particolare l’accesso al corso è consentito a chi abbia conseguito un diploma di laurea ai sensi del D.M. n. 509/1999 e del D.M. n. 270/2004, nonché a tutti i laureati secondo il previgente ordinamento.

Ci teniamo a sottolineare, però, che il corso è rivolto non solo a insegnanti, professionisti e operatori, ma anche alle famiglie e agli stessi soggetti interessati, perché il nostro intento è dare indicazioni di legge, di natura psicologica, ma soprattutto strumenti pratici per affrontare le difficoltà sperimentate da chi ha a che fare con questo tipo di disturbo, in modo da renderlo in grado di superare, recuperare e compensare con le metodologie e gli strumenti più adatti.

 

D: Qual è l’obiettivo?

RF: Il Corso di Perfezionamento persegue l’obiettivo di specializzare operatori del trattamento dei disturbi dell’apprendimento in relazione a metodologie di compensazione e recupero delle abilità compromesse, ma anche di suggerire tecniche a chi è direttamente coinvolto (soggetti con DSA e famiglie). Il focus è sia sulla valutazione degli interventi più adeguati alla singola materia di studio che sull’individuazione degli strumenti più efficaci per consentire il potenziamento delle abilità di studio, mediante metodologie psico-pedagogiche, neuro-cognitive e computer-based. In particolare, il corso permetterà di acquisire tutte le conoscenze e le competenze necessarie a progettare un percorso di intervento personalizzato in grado di inserirsi in uno specifico contesto educativo.

La particolarità consiste nell’approccio cognitivo utilizzato, che permetterà di fornire ai discenti sia un’adeguata conoscenza dei processi mentali coinvolti, sia un’approfondita analisi dei metodi adeguati ad affrontare il problema sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dal paradigma multidisciplinare.

 

D: Da chi sarà tenuto il corso?

RF: Il gruppo docente è composto dalle seguenti persone:

[n.d.r.] in evidenza trovate i link ad alcune pubblicazioni e progetti realizzati dai docenti del gruppo di lavoro.

Professori e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano:

Ricercatori e professionisti con specifica preparazione sui temi proposti:

 

Raffaella Folgieri – CV

Scienziata Cognitivista. PhD in Bioinformatica (Computer Science), insegna "Advanced in Computer Skill e Reti Neurali Artificiali" alla Facoltà di Scienze Politiche; "Intelligenza Artificiale" nel corso di laurea di secondo livello in Scienze Cognitive e Processi Decisionali (SCO)  e "Realtà Virtuali" sia nel corso di laurea in Informatica che in quello di Comunicazione Digitale.

Membro dell’Albo Professionale degli Ingegneri e di SIREN (Italian Neural Networks Society), ha pubblicato molti lavori di ricerca. I principali campi di interesse sono: Artificial and Biological Brain; Brain Computer Interaction; Machine Learning e Artificial Intelligence; Bioinformatics;  Virtual Reality; Quality assessment in complex software development; e-learning.

Il focus delle ricerche nel campo cognitivo realizzate da Raffaella Folgieri riguarda come le persone muovono dalla “skilled performance” al  “problem solving”, come una persona apprende, gestisce gli errori, interpreta gli stimoli e comunica.

 


Ringrazio Raffaella per l'interessante conversazione: ritengo questa iniziativa una prima "fase evolutiva" di soluzioni rivolte a colmare un "vuoto di conoscenza" in un campo estremamente delicato, in cui altri paesi, in particolare quelli anglosassoni, stanno già raggiungendo risultati entusiasmanti e che ci fanno insistere su questa strada.

 

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