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More than words... what is disruption?

More than words... what is disruption?

04 Luglio 2013 Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
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Filosofi, artisti, scienziati e guru inseguono da anni la "definizione perfetta"... quell'incastro di segni, sensi e significati che siano uguali per tutti ... universali...
opera ardua, traguardo impossibile, ma da quello che possiamo osservare guardando alla nostra storia e ai cambiamenti nei nostri stili di comunicazione è che la parola come etichetta non basta a chi scrive e a chi legge, a chi parla e a chi ascolta: il linguaggio evolve ma si scopre sempre inadeguato a coprire la complessità di relazioni, informazioni, istruzioni e non soddisfa da solo il bisogno mai sopito di "Trasmettere Conoscenza".

 

Quello che segue è una mia "libera traduzione" di un articolo comparso qualche mese fa sulla rivista francese Les Echos e che potrete trovare qui: "La Disruption, ébauche d'un nouvel art de vivre?" in cui Pascal Jouxtel analizza un fenomeno in espansione: la "dirompenza" come atteggiamento, la "turbativa" dell'ambiente circostante come condizione per attuare un cambiamento.


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Sapete certamente di cosa si tratta, visto il fiorire del termine Disruptive Innovation sulla stampa specializzata e nella blogosfera.

Io ci vedo lo sbocciare di un concetto che si cerca da un po' di tempo, che si è liberato del suo bozzolo dopo aver avuto per lungo tempo le sembianze di una crisalide.

Il principio dell'innovazione dirompente si sta imponendo non solo come un fenomeno economico complesso, ma come modello di una nuova visione del mondo e un nuovo motore di innovazione popolare.

In origine, la teoria in questione è stata proposta dall'economista Clayton Christensen nel 1997.

Questa teoria presentava la forza tranquilla della disgregazione di mercati ben consolidati da tecnologie emergenti e da soluzioni sofisticate da parte di innovazioni definite appunto dirompenti... queste soluzioni inizialmente non offrono nulla di diverso da ciò che i clienti ottengono dalle soluzioni già disponibili, ma si adattano presto perché hanno da superare i limiti imposti dalle soluzioni abituali.

Così è successo per la stampa digitale fatta in casa, e che ha letteralmente sbaragliato i 'giganti' delle pellicole e delle macchine per lo sviluppo... e così è successo anche per la sostituzione del tubo catodico con lo schermo piatto.... e in questo stesso modo sono probabilmente state introdotte nuove innovazioni che oggi non siamo ancora in grado di distinguere....

L'aspetto paradossale è che - malgrado la crisi che minaccia l'occupazione e la tenuta di molte aziende [o forse proprio in ragione di essa, ndr], l'appetito generale di rinnovamento si amplifica e si radicalizza. Giustamente, perché la disruption estende il suo dominio di azione a nuovi modi di sbrogliarsi per uscirne... oggi parliamo di dirompenza mentre un tempo parlavamo di rottura.

Forse perché la parola dirompenza evoca qualcosa di più accettabile della rottura? Il successo della parola sarebbe un esempio del meccanismo che descrive?

All'inizio degli anni 2000 alcuni dirigenti, stanchi di attendere il tempo naturale del cambiamento, cominciarono a reclamare la rottura con atteggiamenti consolidati che spingevano ad accelerare il ritmo del cambiamento, reclamando più sforzo, più impegno o riversando più stimoli o più pressione... allora ci volevano dei comportamenti di rottura.... ma la rottura pretesa dall'esterno, per quanto desiderata, non funzionava... aveva il difetto di non comprendere come una piccola differenza può provocare grandi rivoluzioni, sfortunatamente difficili da prevedere e difficili da pilotare... e ciò i nostri dirigenti non erano affatto pronti a capirlo... rottura, rivoluzione: ai loro occhi queste parole suonavano male, evocavano negativamente il rischio, lo strappo e la perdita del vantaggio acquisito, spronandoli a degli atteggiamenti di difesa.

Parallelamente nella crisi di questi ultimi anni, che sembrava imporre dei cambiamenti di paradigma nell'economia e nella ricerca e nello sviluppo industriale, nelle scienze e in politica, il Cambiamento nella visione progressista tradizionale  cominciò ad apparire così affaticato, così senza fiato da cedere la scena all'Innovazione.

Ben più efficace, l'Innovazione divenne ben presto il numero uno nelle hit parade dei valori di impresa (mentre il cliente non era che al 6°, 7° posto...).

Quando nel 2009 battezzai questo fenomeno con il nome accattivante di "Primavera della Gestione", lo feci innocentemente, senza sapere che ci si trovava già al picco del gusto di chiamare Primavera ciò che stava fiorendo, e già era fiorito nella Infosfera....

Le cose non si dicono solo in francese o in inglese ma anche in italiano: Innovazione Dirompente... saluto nel passaggio la mia collega Paola De Vecchi Galbiati, memetista ed esperta della questione, dalla quale prendo in prestito alcuni esempi... il suo soggetto preferito consiste nel reperire le soluzioni comportamentali 'dirompenti', ovvero che siano in grado di provocare una reazione di adesione a catena nella società, seguendo semplicemente l'inversione radicale di un'evidenza incontestata.

Ecco alcuni esempi...

  • Rolling Jubilee, un progetto del movimento Occupy che raccoglie fondi con un fine singolare: riscattare a basso prezzo i crediti dubbi, derivati dalle pesanti tassazioni sulla casa o sulla salute e annullarli, sotto forma di regalo.
  • Crowdfunding, che sta prendendo sempre più forza e volume e sembra trasformare in hobby il fatto di spendere un paio di dollari su progetti che scaldano il cuore, piuttosto che in frivolezze.
  • Interdependence Day è l'evento di punta di un movimento globale di cittadini in continua crescita, perché si attacca alle attuali criticità e ci stringe positivamente a riflettere su come abbiamo potuto vivere una sfrenata e violenta concorrenza.
  • Do It Yourself (DIY), che sbocciò dalle ceneri di ex aree industriali, come Detroit, dove hanno iniziato a coltivare un orto nel centro della città, proprio per sfamare le famiglie del quartiere... [su Pinterest, uno dei temi più ricchi di contenuti e più seguito è proprio la categoria DIY, ndr.]
  • gli Smartphone che ci collegano sempre più, senza passare attraverso i fornitori di telefonia [si pensi al Whatsapp, ndr.]
  • Il Libero Scambio di conoscenza in rete, o la fornitura di film educativi gratuiti online (si veda ad esempio Khanacademy).
  • le Valute Locali stanno cominciando ad avere qualche occasione dirompente. Non sono più così rare, non sono più una incongruenza rispetto al sistema 'standard'. Anche le grandi città si stanno muovendo in questa direzione. Se per il momento ciò non può sostituire il sistema tradizionale, fa nascere però un nuovo modo di pensare, quindi un nuovo ecosistema di pratiche. Lo stesso vale per le Città di Transizione che hanno cominciato a organizzarsi in rete.

Tutte queste innovazioni hanno in comune una miscela di umanesimo, radicalità ... e viralità.

Sono rappresentative di uno spirito alternativo che non è orientato al profitto, anche se incide sulla nostra vita, né cerca di influenzarci, anche se procede per contagio.

Perché la radicalità è improvvisamente una così buona notizia? Probabilmente perché la coscienza dell'impasse in cui ci troviamo non è mai stata più forte. Così, diventa molto più comune tra i giovani dire: <<Facciamolo, perché lo non abbiamo mai fatto!>> oppure <<Proviamo perché nessuno ha mai provato!>>

Nella parola radicale, vi è la radice "radice" , l'idea di risalire sino alla fonte per compiere questa impresa impossibile: cambiare il codice, modificare il programma mentre è in esecuzione, in pausa o sta marciando a pieno ritmo.

Inoltre non è sorprendente - non per un memetista almeno - la trasformazione di una "piccola perturbazione iniziale nel codice" in un "evento di grande scala", in grado di mobilitare le folle, le risorse materiali e le energie trasformatrici, in un processo di replicazione a catena. Esso comprende viralità - concetto ormai familiare, caratteristico di tutto ciò che succede sul web... Questa viralità che alcuni (astuti bricconi) hanno eretto da anni ad un concetto marketing, dapprima grossolano, poi sempre più sottile ed infine indissolubile dal grande successo commerciale, moderno e se volete planetario. Quando si conta in miliardi, l'espansione replicativa porta al successo.... è notevole che lo stesso Christensen abbia fatto un paragone tra il mercato del disco fisso - come icona dell'evoluzione ultra rapida - e la Drosophila, insetto che grazie alla sua fertilità e alla sua vita breve, fornisce ai genetisti il migliore terreno possibile per fare esperienza sull'evoluzione.

Qual è la differenza tra la filosofia "disruptive" e la disobbedienza civile, con la quale abbiamo potuto vedere una certa affiliazione? Senza dubbio il passaggio da un approccio passivo ad un approccio attivo e l'apertura a sistemi positivi che vanno al di là di una situazione di conflitto politico alimentando così le tecnologie, il commercio e la vita di tutti i giorni.

 

Una filosofia emergente del "corto circuito positivo"

Che cosa possiamo leggere tra le righe di questa emergenza positiva, di questa affezione per la "dirompenza"? Per me, segnala l'emergere di una filosofia del corto circuito, che si trova in altri eventi recenti - come l'emblematica Wikileaks - una filosofia che sembra derivare dal "butterfly effect". Essa si basa per esempio sulle fondamenta della responsabilità globale - questa nuova morale che fa sentire a ciascuno è il peso delle sue azioni sul destino globale - ma in una versione invertita, vale a dire: <<dal momento che la più piccola delle mie azioni ha un impatto sul destino del pianeta, perché questo si dovrebbe tradurre soltanto in vincoli, costrizioni e divieti? Perché non posso usare questo effetto in modo attivo per esprimere il mio desiderio di mettere una spinta a 220Watt nell'ordine delle cose?>>

L'idea è destinata a diventare la gioia del marketing! Si può trovare per esempio nello slogan della Google Science Fair 2013, E se la tua idea potesse cambiare il mondo? oppure nella pubblicità on-line del sondaggista samplicio.us, Condividi i tuoi pensieri e cambia il mondo.

Si presenta come una variante attivista di questo nuovo equilibrio tra la vita personale e sociale, che i cacciatori tendenze chiamano "persocial"... ed ecco che renderà quasi profetico  - ricaricandolo di significato - quel vecchio ritornello degli anni '80: La bomba umana tu la tieni tra le mani, ed il detonatore è vicino al tuo cuore .... [canzone famosa ai tempi in Francia... in Italia pressoché sconosciuta... vi invito ad ascoltarla qui, ndr].

Sì, queste parole rimangono fisse, prima ancora che si trasformino in bombe installate dolorosamente nelle nostre coscienze. Ora ne vediamo una sorta di reinterpretazione moderna con il movimento Femen, slancio di ricchezza e complessità memetica sorprendente ... e che giustificherà un articolo solo per sé.

Vi è un urgente bisogno di bilanciare il lato oscuro della dirompenza dandole un senso positivo: ognuno di noi può agire legalmente, eticamente e generosamente adottando un comportamento che rompe con le convenzioni in termini di principio.

Non offendere né ferire, ma aprire nuovi campi del possibile.

(P.J.)

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Lasciatemi aggiungere alcune curiosità sul concetto di 'disrupzione'  (sì, esiste anche in italiano... perchè - guarda caso - deriva dal latino "disrumpere", che significa dirompere, scindere) e che penso possano fornire un'ulteriore giustificazione al suo successo e alla sua diffusione.

In aeronautica la dirompenza è un elemento atto ad aumentare la turbolenza, per aumentare la portanza totale.

In elettrologia, è il fenomeno per cui in un isolante, in conseguenza di un forte aumento dell’intensità del campo elettrico, si determina una scarica elettrica.

In zoologia si chiama così il modello di colorazione di molti organismi dai colori vivaci e molto contrastanti, il cui obiettivo è distrarre i predatori.

In biologia viene indicato così un fenomeno che produce cambiamenti rapidi in comunità di organismi, semplici o complessi.

Nel gergo comune, dirompente è tutto ciò che ha effetti devastanti, sensazionali, ma è anche sinonimo di irresistibile, di travolgente.


Sembra proprio che ci si debba lasciar travolgere da un irresistibile desiderio di cambiamento...

 

(PDVG)

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