Rompete le righe!

01 Ottobre 2012 Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
Paola De Vecchi Galbiati
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Considerazioni finali sul lavoro svolto dalle ragazze e dai ragazzi delle classi seconde dell'Omnicomprensivo Antonio Gramsci, di Mulazzano durante l'Anno Scolastico 2011/2012.

Tra febbraio e marzo 2012 ci siamo incontrati e abbiamo parlato di: Comunicazione, Conflitti, Collaborazione... e dalle nostre conversazioni sono emersi molti argomenti interessanti.

Per realizzare una sintesi di tutti i concetti discussi, le ragazze e i ragazzi di seconda (oggi in terza) hanno realizzato delle presentazioni in cui parlavano di sé, del loro modo di comunicare: che strumenti usano, quale stile prediligono, come cambiano il tono della conversazione in funzione dei loro interlocutori, che cosa comunicano e che cosa non comunicano... hanno dimostrato grande sensibilità e profondità nell’analizzare il processo di comunicazione e condivisione della cultura.

Le loro riflessioni servono soprattutto a noi adulti, per ripensare a come comunichiamo tra noi e con loro.

Cosa è importante riuscire a trasmettere ai nostri figli in un'epoca tanto complessa e destrutturata?

Noi adulti per primi siamo “storditi” dal "bombardamento informativo"… come possiamo fare ordine e selezionare l'approccio giusto alle nuove tecnologie? Come possiamo evitare che i nostri figli facciano le spese della nostra scarsa competenza?

 

Far perdere ai nostri figli il treno di questa rivoluzione digitale significa metterli in una posizione di svantaggio incolmabile rispetto ai loro coetanei nel resto del mondo.

In un mondo sempre più globalizzato,  c’è bisogno di stimolare e allenare forme di intelligenza alternative a quelle su cui si fonda l'educazione classica.

L'apprendimento per assimilazione non basta più, non è più sufficiente ad incuriosire, interessare e motivare giovani abituati a ricevere stimoli "multimediali" e a crearne di nuovi, come hanno fatto Arianna, Martina e Solidea.

La conoscenza miscela concetti e oggetti, cose e idee... e sul Gruppo Facebook Generazione APP (chiuso per tutelare ragazzi di minore età) ci sono i loro lavori a dimostrarcelo.

Il mondo reale e le rappresentazioni virtuali si stanno avvicinando sempre più, la rappresentazione virtuale si è talmente raffinata che ci fornisce una visione "aumentata" della realtà, aggiungendo quelle dimensioni che non siamo in grado di vede ad "occhio nudo".

La formazione a distanza, i social network, le comunità tematiche sono attività umane reali, non hanno nulla di virtuale.

 

K12-Ilenia

La Presentazione di Ilenia

 

E per le generazioni future si configurerà uno scenario scolastico e professionale estremamente diverso da quello che hanno affrontato le precedenti generazioni: è più articolato e complesso.

Necessariamente la comunicazione a distanza si diffonderà sempre più; la 'globalizzazione' della scuola e del lavoro richiederà loro di essere in grado di comunicare con persone, culture e organizzazioni differenti... hanno bisogno di strumenti, programmi e ambienti in grado di allenarli ed abituarli a questa complessità.

I ragazzi lo stanno già facendo, da soli perché - che lo si voglia accetare o no - anche l’evoluzione della tecnologia è un processo naturale, perché è nella natura umana aumentare le proprie conoscenze ed esperienze.

 

In India il Ministero dell'Istruzione finanzia l'introduzione del tablet in tutte le scuole secondarie.

USA, Irlanda e Regno Unito hanno avviato progetti specifici per il 'pianeta dei dodicenni'.

 

Le scuole straniere presenti in Italia ( americana, inglese, svizzera, ecc.) hanno introdotto l'uso del tablet già dallo scorso anno, sia alle 'elementari' che alle 'medie' ...

Insomma, il panorama della didattica intorno a noi e' già cambiato radicalmente: e l’Italia rischia di non allenare le nuove generazioni ad adattarsi al rependino mutare delle condizioni ambientali e sociali a cui il mondo globalizzato ci espone.

 

Essere nativi digitali non significa solo saper usare meglio delle generazioni precedenti le tecnologie, ma significa avere tutto un altro approccio alla realtà, alla comunicazione, alla collaborazione.

L'uso di giochi come la Playstation, il Nintendo ed altri, ha fornito loro una visione della realtà e delle sue simulazioni molto più ampia di quella che abbiamo noi, e fa sì che per loro la distinzione tra Natura e Cultura sia meno netta che nelle nostre teste:

K12-Simone

La Presentazione di Simone

 

Mentre molti adulti pensano al computer come qualcosa di freddo rispetto al calore della relazione diretta, per i dodicenni lo smartphone o il tablet sono semplicemente strumenti di comunicazione: a rendere i loro media caldi (o freddi) sono i loro messaggi, i loro memi.

Per noi adulti l'intelligenza artificiale è qualcosa di misterioso, per alcuni addirittura una minaccia per l'umanità... Per i ragazzi è semplicemente un programma in grado di "imitare", "simulare" il nostro modo di ragionare...  è lo stesso tipo di programmi usato dalle grandi multinazionali per studiare il nostro comportamento sulla rete, per suggerirci cosa leggere, dove andare, come spendere.

 

La rete può insegnare ai nostri figli un approccio che a noi nel tempo hanno fatto dimenticare: la collaborazione, il libero scambio, il dono.

Ci sono comunità,  intere economie locali in Asia e Africa basate sulla collaborazione e destinate, in ragione del depauperamento delle risorse naturali, ad aumentare: serve adattarsi a questo cambiamento sviluppando intelligenze multiple, in grado di collaborare tra loro.

 

Il progetto realizzato con le Seconde Classi dello scorso anno scolastico (2011/2012) va in questa direzione e gli elaborati raccolti nel gruppo Facebook ci hanno potuto insegnare molto su come comunicano. I risultati presentati dai ragazzi sono stati illuminanti.

Tutti hanno dato pieno sfogo alla loro creatività, mostrando delle abilità tecniche ed estetiche interessanti, molto interessanti.

 

Le nuove tecnologie consentono ai docenti di allargare il campo di osservazione e di valutazione dei ragazzi, di verificare direttamente il talento e le peculiarità di ogni singola persona.

Aprendo nuovi canali di espressione, mostrando le proprie competenze in discipline ‘non convenzionali’, i ragazzi con difficoltà hanno decisamente primeggiato. È quindi importante considerare che attraverso le nuove tecnologie potranno apprendere con passione materie a loro ostiche selezionando canali e modalità di comunicazione alternativi.

 

Le presentazioni non prevedevano vincitori o vinti, perché non esiste un vincitore o un vinto nella comunicazione... esistono solo differenti modi di comunicare: alcuni più efficaci, altri meno efficaci. E l’efficacia dipende anche da chi ascolta, guarda, elabora il messaggio ricevuto.

 

A noi interessava condividere un’idea di comunicazione e verificare come trasformare questa idea in un oggetto.

La moltitudine di elaborati che i ragazzi hanno realizzato sono un'ottima e variegata definizione di Comunicazione.

 


Questo articolo è tutelato da licenza Creative Commons.

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