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Quale futuro per l'e-commerce

Quale futuro per l'e-commerce

28 Febbraio 2012 Tiziano Arosio
Tiziano Arosio
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Quale futuro avrà nel nostro paese l’e-commerce ? Non è certo un segreto che siamo uno dei paesi con l’indice più basso di crescita in Europa .

Solo il 5% delle PMI italiane fa e-commerce , dato oggettivo che è circa un terzo della media europea Ue 27 . E non parliamo dell’obiettivo dell’Agenda digitale europea che si è posta un ambizioso traguardo del 33% entro il 2020 . Come mai , Vi chiedete ?

In primo luogo nella maggior parte dei casi perché le PMI italiane non si rendono conto di questa opportunità di sviluppo e in secondo luogo perché anche quando ne sono consapevoli temono gli alti costi di implementazione dei siti a supporto dello sviluppo dell’e-commerce .

Qualcosa però sembra che a livello europeo stia muovendosi . Infatti entro pochi giorni verrà avviata un’iniziativa a livello europeo per la costituzione di una associazione per il commercio elettronico dove i paesi fondatori dovrebbero essere : Norvegia , Finlandia , Danimarca , Belgio , Italia , Svezia e Francia . Uno degli obiettivi dell’associazione sarà quello di far scendere i prezzi e i tempi delle spedizioni transfrontaliere, grazie ad accordi con i corrieri . Infatti ora la situazione è svantaggiosa per le aziende italiane che vogliono fare export via web , perché sono costrette a usare vettori internazionali molto costosi .

Uno degli obiettivi dell’associazione è anche rendere le spedizioni più efficienti e meglio tracciabili. Così chi compra in un Paese diverso dal proprio saprà quali sono i venditori più affidabili . Uno degli obiettivi principali dell’associazione sarà quello di agevolare i sistemi di pagamento per le aziende che vogliono vendere a utenti esteri .

La cultura delle PMI che ha creato i distretti industriali si sta trasferendo ora anche sul web . Le PMI stanno capendo di avere bisogno di alleanze consortili per tenere bassi i costi associati all'e-commerce. Tipo quelli della logistica o della creazione/gestione del sito. Queste sinergie incentivano a volte anche gli acquisti, visto che l'utente può comprare da diversi negozi tramite uno stesso portale e una singola spedizione.

Per esempio, a breve le aziende associate all'Anci (Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani) potranno vendere tramite il sito Iloveitalianshoes.eu . Anche il governo Monti , consapevole dell’importanza del Web ha inserito l'e-commerce tra le priorità della sua azione di governo . Infatti si sta lavorando a un pacchetto di norme e iniziative al riguardo che agevolino le aziende italiane . Il ministero allo Sviluppo economico – Corrado Passera - pensa a delle semplificazioni normative per le aziende che vogliono vendere online e ha messo allo studio la riduzione del carico fiscale sulle transazioni online .

Ne potrebbe derivare una buona spinta alla crescita dei fatturati delle aziende, e di conseguenza del Pil del Paese e quindi dello stesso gettito fiscale . Speriamo bene e che questi propositi non cadano nel vuoto !!!

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