L’insegnante 2.0

31 Ottobre 2014 Flavia Giannoli
Flavia Giannoli
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Le necessità formative evolvono continuamente e le attività formative si arricchiscono sempre più grazie ai tanti strumenti nuovi e tecnologici a disposizione. Agli insegnanti si chiede di formare i nuovi cittadini di domani, capaci di entrare con successo nel mondo del lavoro e di rimanerci grazie all’acquisizione di competenze disciplinari, trasversali e relazionali adeguate. Si parla di educare al successo e di meritocrazia, ma non bisogna mai perdere di vista il fatto che la scuola è una comunità di scambio e di crescita continua dove, in primis, si formano persone.

Persone sono anche gli insegnanti, che formano persone senza mai smettere di formarsi (ed informarsi) per tutta la vita: “Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.”(dal Manifesto degli Insegnanti)

Come è cambiata la formazione

Lo sviluppo della Rete Internet ed il progredire della tecnologia informatica ha messo in profonda crisi il tradizionale sistema educativo. E’ iniziata l’era della scelta e dell’innovazione nella quale la valutazione degli apprendimenti e la responsabilizzazione dei soggetti in formazione nel processo di apprendimento diventano importanti strumenti per acquisire le competenze di cittadinanza e professionali. In quest’ottica la qualità e la modernità dell’insegnamento e dell’offerta formativa degli istituti di formazione, scuole e università, diventa dirimente.

 

 

Negli anni ’80 eravamo in piena era digitale e la tecnologia era sfruttata in maniera accessoria, soprattutto per l’elaborazione automatica. Le macchine di calcolo potenti erano riservate ad Università ed Aziende, il PC di casa era appena diventato “personal”e si lavorava sullo schermo nero del DOS, salvando i dati sui floppy disk. Col progredire delle soluzioni per l’hardware ed il software (Mac e Windows 95) e con il diffondersi delle comunicazioni e del World Wide Web nasce l’internet dei contenuti: il Web 1.0. La rete diviene una vetrina di contenuti statici.

Occorre attendere il 2000 perché esplodano le possibilità di utilizzo della tecnologia nell’istruzione. Le tecnologie smart e portatili permettono alle persone di connettersi facilmente: ciò, unito allo sviluppo dei contenuti dinamici e dei social network nel Web, consente alle persone di esprimersi, comunicare ed interagire con gli altri in rete. Cresce l’importanza dell’usabilità e del modo di condividere i contenuti. Tim O’Reilly conia il termine Web 2.0, il web dinamico ( http://www.whyblog.it/web-1-0-2-0-3-0-e-evoluzioni-del-web/ ).

Oggi si è passati dalla mera connettività alla personalizzazione (tablet, google glass, strumenti multifunzionali …) e ciò può e deve costituire una funzionale integrazione delle tecnologie a scuola per supportare il processo di apprendimento-insegnamento.

 

http://gettingsmart.com/2014/01/infographic-setting-context-brief-history-edtech/

 

Stiamo entrando nell’era del Web 3.0, il Web delle cose o Web semantico, nel quale le informazioni sono associate ad un codice ed a parole chiave (Google glass, codici QR … ), che permettono di reperirle in modo velocissimo, semplificando le ricerche e la gestione dei dati. Berners-Lee ipotizza una completa ridefinizione della realtà tramite la grafica vettoriale scalabile e si parla di una futura rete in 3D, non più fatta di pagine, ma di spazi in cui muoversi per trovare ciò che si cerca. I motori di ricerca utilizzano algoritmi sempre più sofisticati, che personalizzano l’orientamento tra le informazioni, selezionando quelle più utili per l’utente specifico (intelligenza artificiale). Grandi potenzialità da sfruttare in ambiti educativi per imparare ad informarsi e formarsi per la vita.

Educare al successo

La società della modernità liquida richiede persone capaci di reagire prontamente alle sollecitazioni, resilienti, comunicative, capaci di lavorare e collaborare costruttivamente con gli altri. Le istituzioni civili sono quindi chiamate a prendere decisioni a questo riguardo fornendo istruzioni programmatiche ed indicando orizzonti d’azione. Non sempre ciò avviene tenendo conto della voce degli educatori, spesso neanche interpellati. Per questo stanno fiorendo nei vari Paesi Associazioni e Comunità di insegnanti che fanno sentire la loro voce, esponendo la vision professionale sia per le modalità di lavoro in classe che per la progettazione didattica a lungo termine allo scopo di assicurare e salvaguardare la qualità dell’offerta formativa.

L’associazione americana E4E (Educators for Excellence) ha pubblicato una “Dichiarazione dei principi e convinzioni”, selezionando 22 azioni giudicate “utili modelli” da seguire nelle politiche educative.

http://educators4excellence.zissousecure.com/register

 

Le prime 6 azioni riguardano le Abilità e la Formazione:

  1. Ampliare l’accesso ad una adeguata formazione ICT
  2. Formare i docenti ad integrare le tecnologie con i saperi disciplinari
  3. Educare alla cultura d’impresa fin dalla giovane età
  4. Incoraggiare gli studenti universitari ad avviare un business prima di aver conseguito la laurea
  5. Modificare i curricula della formazione universitaria in modo che rispondano alle reali necessità del mercato occupazionale, incrementare l’integrazione del digitale nell’offerta formativa, favorire esperienze lavorative part-time (o stagionali) a latere del percorso universitario
  6. Incoraggiare le grandi imprese a fornire formazione.

 

Si percepisce una accentuata focalizzazione della formazione sull’output verso il mondo del lavoro.

Roger Abravanelnm fa quattro proposte per promuovere la meritocrazia in Italia e quindi far ripartire il Paese. Nella seconda propone di creare un sistema di testing nazionale standard per misurare la qualità della nostra scuola e il merito di insegnanti, che sdice essere l’unica vera leva per aumentare il merito degli studenti. Tale sistema dovrà porsi i seguenti obiettivi:

  1. selezionare le università di eccellenza
  2. aumentare il numero dei laureati triennali che trovano lavoro adeguato
  3. migliorare drasticamente la qualità della scuola primaria e secondaria, in particolare al Sud.

 

Indubbiamente l’autoreferenzialità di molte istituzioni educative non favorisce né garantisce la qualità dell’offerta formativa. Prove tipo Invalsi o Ocse-Pisa, con tutte le critiche che si possono loro fare, sono comunque un modo di uscire dal bozzolo, di aprirsi ad una valutazione esterna ed indipendente. Come anche importante sarebbe la valutazione di un Istituto scolastico o di una Università in base ai risultati ottenuti dai propri studenti in uscita, nel segmento scolastico successivo o nella capacità di trovare al più presto un impiego coerente con il proprio percorso di studi.

Da Syracusanews

 

In questo senso il mondo del lavoro funge da tester della qualità della formazione. Occorre però fare molta attenzione a che la formazione non sia finalizzata ad “andare bene” alle prove o solo all’utilizzo delle persone nel mercato del lavoro, per far girare l’economia.

Educare la persona!

A scuola non ci si può limitare ai risultati in termini di efficienza o di voto numerico. Questi sono importanti, ma non sono le uniche evidenze cui guardare. La notazione di Abravanel sulla scuola del sud, i commenti qualunquistici dei giornali sulla distribuzione dei risultati delle prove Invalsi in Italia dimostrano miopia e scarsa valutazione della complessità del problema educativo e della dispersione scolastica legata ai disagi sociali, spesso provocati da cattive amministrazioni pubbliche.

Sul significato profondo dell’insegnamento i docenti italiani hanno steso il Manifesto del Insegnanti, condiviso e redatto in maniera collaborativa tramite il Web:

 

http://www.manifestoinsegnanti.it/

Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante

 

Essere insegnante è difficile. Formare persone capaci di muoversi in una società in cui nulla è certo ed i confini del reale e del digitale sfumano l’uno nell’altro è certamente complesso. Anche l’educazione è liquida. Come nota il filosofo Bauman, prima si formavano gli allievi come missili balistici: puntati in una ben definita direzione, par fare un certo lavoro e portarlo avanti per tutta la vita; oggi invece le carriere sono mutevoli ed occorre formare missili intelligenti, capaci di cambiare direzione e seguire il bersaglio, sempre più mobile. Anche l’insegnamento non sfugge a questa legge: occorre aggiornarsi, informarsi, comunicare, confrontarsi, mai smettere di imparare, saper ben interpretare anche l’aspetto sociale di una professione amatissima ed entusiasmante.

Scuola 2.0, LIM, Classi 2.0 … da dove cominciare?

L’insegnante digitale deve acquisire molte competenze diverse su:

  • Utilizzo della tecnologia nelle quotidiane attività in classe
  • Progettazione del percorso di sviluppo delle competenze disciplinari e trasversali
  • Integrazione delle risorse Web con gli e-book e quelle cartacee
  • Produzione collaborativa di materiali didattici in classe e per la classe
  • Collaborazione tra pari (tra alunni, ma anche tra insegnanti)

E’ prioritario informarsi e confrontarsi nelle tante comunità di scambio, blog, siti, riviste online: tutti luoghi virtuali o reali nei quali trovare consigli, supporto, collaborazione, amicizia! J

Comunità FB “Docenti Virtuali” ed “Insegnanti 2.0”

Blog

http://networkedblogs.com/v309h

http://www.catepol.net/

http://www.emanuelazibordi.it/wp/

Open Journal

Bricks: http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/?page_id=41

Form@re: http://www.fupress.net/index.php/formare

TD: http://www.tdjournal.itd.cnr.it/

Scuola 2.0

http://www.scuoladuepuntozero.blogspot.it/

http://www.educationduepuntozero.it/

https://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/

http://www.lascuolachefunziona.it/

http://www.etwinning.net/it/pub/index.htm

http://www.porteapertesulweb.it/

Didattica e tecnologia

http://www.robertosconocchini.it/

http://tecnologicamenteweb.blogspot.it/

http://www.didaweb.net/risorse/lim.php

http://blogsiam1838.blogspot.it/

http://www.apprendereinrete.it/

https://plus.google.com/+Educatorstechnology/posts

http://www.solotablet.it/blog/a-scuola-col-tablet

(elenchi non esaustivi ed a puro scopo esemplificativo)

 


Formazione ed aggiornamento fra pari

 

I docenti più esperti mettono a disposizione e condividono le proprie esperienze:

 

“Tecnologie nello zainetto” – Corso estivo all’IC di Mussolente - Bassano del Grappa (2014)

“Bring food for learn” – Corso estivo all’ITIS Majorana di Brindisi (2014)

 

Ciò avviene anche in modo Virtuale:

 

Scuola 3D Edmondo, incontri sul terraforming

 

Qualcuno potrebbe osservare: ma essere un docente digitale è un onore od onere?

 

La risposta alla prossima puntata.

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