L'Arte Col Tempo Rana /

ART-icolo 15: Everyboby needs Art Body!

ART-icolo 15: Everyboby needs Art Body!

07 Marzo 2015 Walter Coda
Walter Coda
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Marina, Marina, Marina, ti voglio al più presto rasar! Occhio alla tonsura, perché il corpo può comunicare stando seduto con una stella disegnata sulla nuca, e attraverso cerimonie e performance danzanti di volo fisico e mentale. Tutto dipende dalle applicazioni intra-extracorporee o dalle App più gettonate, aiuteranno nel fare un bel piercing e il tatuaggio adatto! Il ritmo è body!

Quando nel 1982 i Queen decantavano il linguaggio del corpo affermando alla propria amata “You've got the cutest ass I've ever seen”, il mondo intero si domandò perché autoprovocarsi. Forse perché gambe sensuali e bocche ambigue ricordano il peccato originale? Su con la vita! Prendiamo delle rose, stacchiamo le spine e giochiamo a Shangai. Non pensavate mica di conficcarvele in un braccio? Ma dai, magari anche nel Pane!

La Body Art mette a dura prova la natura stessa dell’essere umano. Grazie alle mille sfaccettature della corrente artistica contemporanea (non ho scritto “Arte Col Tempo Rana”[maledizione, l’ho scritto!!!]) i vari autori utilizzano il corpo come elemento per trasmettere un preciso messaggio. Attenzione a dove camminiamo, perché potremmo ritrovarci a toccare consapevolmente il seno o il pene di qualcuna/o senza aver deciso di farlo. L’alternativa? Diventare delle sculture viventi o intingersi in un colore per lasciare una pennellata di vita su di un’enorme tela. Tutt’al più farsi inserire delle corna come protesi facciali, dipende se la terza persona della coppia di Riondino è temporaneamente assente.

Tutti hanno bisogno di qualcuno, tutti hanno bisogno di qualcuno da pitturare!

Marina Abramovič è la nonna della Performance Art e uno dei massimi esponenti della Body Art. La sua filosofia artistica tende a fare del niente e della reazione umana la principale soluzione personale, il dubbio di cosa sia giusto e sbagliato. Il ritmo, l’assenza di regole, la crudeltà delle azioni, l’attesa sono come il relativismo psicologico orizzontale e verticale di Pirandello, dove ognuno ha le proprie “verità” e rende comunicabile l’incomunicabile.

Ma quante parole complicate! Una domandina semplice semplice: perché usare il corpo come un pennello e farsi del male?

L’arte del corpo ha origini antichissime. Dal fango agli aquacolor, gli esseri umani hanno sempre voluto avere un rapporto “magico” con la natura e collaborare con essa, affinché lo strumento per creare Arte fosse sempre più legato all’istinto e alla sensibilità più primordiale.

Come Un corpo e un’anima di Wess - Dori Ghezzi o, se preferite, Muoviti muoviti di Jovanotti.

Oh, sei irrequieto eh!

 

 


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