L'Arte Col Tempo Rana /

ART-icolo 2: Le migliori cose sono un po’ Street

ART-icolo 2: Le migliori cose sono un po’ Street

22 Aprile 2014 Walter Coda
Walter Coda
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Girando qua e là per la città, paese, quartiere, supercondominio e dintorni, non possiamo fare a meno di osservare le bellezze e bruttezze scritte sui muri. TAG e METATAG analogici inseriti per restituire la funzione del concetto: io sono qui. E l’idea ci piace! Condividi! E tutti vogliamo essere un po’ ribelli. Non c’è più niente da fare, e non basta Bobby Solo a ricordarcelo: l’arte urbana è ovunque, per rendere visibile la partecipazione al proprio stato d’animo, il - legale gesto artistico.

Se il più conosciuto ignoto street artist Bansky ci mettesse la faccia, diventerebbe il più noto sconosciuto. Parlare di arte urbana non è come raccontare gli aspetti personali, teneri e romantici sui social network. Se cerchi il ponte o il muro dove attaccare e disegnare il prossimo lucchetto amoroso, puoi restartene a casa e continuare a fare la calzetta. Perché le parole Sistema + Arte + Politica + Coraggio + Colore + Vita sono indispensabili per la realizzazione di meravigliosi muri sapientemente imbrattati.

E quindi? Cosa significa tutta questa messa in scena? Assolutamente tanto, visto che, se insegnare a diventare artisti è compito arduo, fare dello spazio urbano la propria tela è cosa bella e giusta. E lo sanno bene a Satriano di Lucania, con i 130 murales sparsi nei 33 km quadrati del paese, vere opere d’arte contemporanea. Da non confondere con gli irresistibili hammer-on e pull-off del geniale chitarrista Satriani. Joe Satriani.

Insomma, la Street art è così tanto bella da essere apprezzata anche dai giudici, e resa fruibile a coloro che alzano spesso lo sguardo al cielo per immaginare e vivere in una dimensione insolita. E se passeggi, leggi e riecheggi “La legge è uguale per tutti”, sbrigati a sognare, perché tra un po’ tornerai sulla terra e tutto sarà più BELLO migliore ASSAI! Dai, per non cadere nell’errore di rendere tutto perfetto, evitiamo di sbadigliare come gli ippopotami, non contagiamo gli altri, ma lasciamoci avvolgere dal tempo rana. Aren’t you?

L’arte urbana è soprattutto status di cultura, e forse potrebbe essere il giusto volano di intermediazione tra il fattore digitale e la crudezza dell’ignoto verniciatore mascherato, il quale utilizza mezzi e metodi stile Art-Attack per esprimere la propria creatività. E che creatività. Ma una strana e curiosa domanda nasce su carta: nell’epoca delle visualizzazioni e delle specie in via di apparizione, dei tool, delle app e delle animazioni esplicative, perché dovremmo essere affascinati da quattro segni fatti sul muro?

Secondo un antico saggio - l’osservatore comune - l’unione di tatto e vista determinano l’effetto arte, cioè quella sensazione di benessere che ci rende schiavi delle azioni volontarie ed involontarie di colori e minerali vari. Se l’uomo contemporaneo decide di comprare libri casuali di tematiche casuali in negozi analogici, confrontandoli su Google e motori di ricerca vari, vuol dire che ha un bisogno costante di osservare le novità e “sentirle” su di sé: toccare, avere la percezione del materiale e creare collegamenti tali da rilasciare neurotrasmettitori, le sostanze che permettono di vivere attraverso le emozioni.

La continua crescita di tutorial e formati web non ci permetteranno mai di comprendere i difetti di aria putrida, macchiata e vera sulle pareti insanguinate di smalti, acrilici e sputi all’occorrenza, perché il mondo del reale ha trasmesso, trasmette e trasmetterà tutto ciò che una tastiera e un processore cercano di realizzare da quando computer Xerox Alto e amici vari viaggiano su internet: l’astrazione delle cose. Non è un concetto semplice, ma se seguiamo la nostra ombra e ne tracciamo il profilo come la donna al proprio amato, scopriremo che neanche un display HD con tecnologia anti-riflesso potrà appagarci come l’arte urbana. E i video ci danno ragione. Tratti contro tutti per tutte le cuti.

Chiaro, no?

2014 COPYRIGHT © Walter Coda - tutti i diritti riservati all’autore

 

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